Sabato 9 settembre 2017

Dalla Romania a Verona. Una visita alla Facoltà di Giurisprudenza nel segno dell’Europa unita

29 NOVEMBRE – Lo scorso 22 novembre, la Facoltà di Giurisprudenza di Verona ha dato il benvenuto ad una delegazione di docenti e rappresentanti dei Centri di Documentazione Europea –CDE- provenienti dalla Romania, in particolare dall’Università di Sibiu. Hanno accolto il gruppo la direttrice del Dipartimento di Scienze Giuridiche prof.ssa Donata Gottardi, la responsabile del CDE veronese Isolde Quadranti, Marianna Gemma Brenzoni che coordina le biblioteche del Dipartimento di area umanistica, e poi ancora la bibliotecaria di facoltà Luisella Zocca, il rappresentante degli studenti Alessandro Zendrini e Andreea Varvara, una studentessa di origini rumene che si è simpaticamente prestata a tradurre il discorso introduttivo. A seguire, i visitatori hanno potuto spostarsi nei locali interni dello stesso CDE e nella biblioteca giuridica. Infine, dopo il buffet di commiato, hanno trascorso un pomeriggio in visita nella città per poi ripartire il giorno seguente.

Questo evento, all’apparenza insolito, non rappresenta un fatto isolato perché si colloca nell’ambito di un progetto di più ampio respiro incentivato dalla Commissione europea. La dott.ssa Isolde Quadranti ci ha spiegato come è nata l’iniziativa e quali saranno i suoi successivi sviluppi.

La rete CDE –esordisce- è una rete d’informazione ufficiale della Commissione europea istituita presso le Università ed i centri di ricerca di tutti gli Stati membri e presente anche in alcuni Paesi terzi. Ogni CDE si relaziona con gli altri centri nazionali ed internazionali tramite la rappresentanza del proprio stato di appartenenza”. Tutto ciò, come si potrà ben immaginare, ha portato all’istituzione di numerosi CDE in tutta Italia. Un proliferare di apparati dove si lavora non solo per favorire l’attività accademica, ma anche a beneficio dei cittadini comuni.

In questo quadro generale –continua la responsabile- il CDE di Verona, che ha sede proprio presso la facoltà di Giurisprudenza, funge da coordinatore nazionale ed è quindi un interlocutore privilegiato. La rappresentanza rumena intendeva realizzare una visita di studio presso altri Stati membri dell’Unione per comprendere meglio l’attività svolta da queste realtà e, soprattutto, il funzionamento della rete informativa. In occasione di alcuni corsi tenutisi a Bruxelles, questi colleghi hanno iniziato a nutrire interesse per i progetti italiani ed hanno ritenuto importante intraprendere la loro visita proprio a partire dai CDE di Verona e Milano, beneficiando anche di un contributo erogato dalla Commissione europea. Nelle due giornate trascorse in Italia, la delegazione dell’Università di Sibiu ha visitato sia i CDE milanesi delle Università Statale e Bocconi che il nostro Centro di Documentazione Europea, dove ha incontrato alcuni docenti del Dipartimento di Scienze Giuridiche”.

Oltre ad approfondire le conoscenze relative ai CDE italiani come “rete”, lo scopo era quello di avviare una maggiore collaborazione al fine di sviluppare programmi comuni in ambito europeo. Così è stato possibile, ad esempio, mostrare ai colleghi rumeni la nuova guida sulle opportunità che l’UE offre a studenti, ricercatori e lavoratori attraverso le sue reti di informazione. “La guida cartacea –afferma la dott.ssa Quadranti- presenta dei contenuti che si possono rinvenire anche on-line all’indirizzo http://wikicde.it/mediawiki in tema di mobilità, programmi di finanziamento alla ricerca, diritto all’informazione e accesso ai documenti. Altri indirizzi utili sono quello del CDE di Verona www.centri.univr.it/europa e quello nazionale www.cdeita.it”.

In effetti; basta sfogliare la guida per accorgersi che l’Unione Europea propone iniziative tra le più varie, da concorsi e tirocini che si svolgono presso le sue Istituzioni ai programmi di formazione permanente –lifelong learning programmes: non solo il più noto Erasmus ma anche il Comenius per l’istruzione superiore, Leonardo Da Vinci ed infine Grundtvig per gli adulti- .

Riguardo, poi, ai CDE in generale; questi sono centri d’informazione sulle politiche europee che si specializzano di volta in volta in un dato settore a seconda del luogo in cui sorgono. “Noi sviluppiamo una visione soprattutto giuridica delle politiche dell’UE –continua- anche grazie alla stretta collaborazione con la stessa biblioteca giuridica. Disponiamo di testi ufficiali delle Istituzioni e degli organi dell’Unione europea, oltre che delle ultime novità editoriali italiane ed estere sulle sue politiche. Qui contribuiamo, con lo scopo di accrescere la trasparenza, a farle conoscere a tutti i cittadini europei anche esterni al mondo universitario; mettiamo a disposizione le fonti informative sull’Unione a studenti, professori e ricercatori del mondo accademico e al pubblico in generale; inoltre svolgiamo un’attività informativa sulle linee d’azione dell’UE, in sinergia con le altre reti della Commissione”.

Oltre a ciò, il CDE sostiene la didattica organizzando eventi utili alla formazione. Si tratta non solo di seminari classici, ma anche di giornate informative e workshop durante i quali tutti i presenti possono partecipare attivamente ponendo le loro domande a professionisti ed esperti. Una giornata informativa importante, che si spera venga riproposta anche in futuro, si è tenuta lo scorso 4 ottobre presso il chiostro del Polo Umanistico di via San Francesco. In quell’occasione si è vista la partecipazione di dieci responsabili della rete d’informazione ed è venuta in evidenza anche la collaborazione con la radio degli studenti universitari. Hanno preso parte all’evento, inoltre, l’ELSA e il Movimento per gli Studi della SIOI –Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale-. Il CDE scaligero pubblica poi periodicamente, su rivista elettronica oltre che nelle collane cartacee, i risultati del lavoro dei giovani ricercatori e degli altri docenti dell’Ateneo. “Le pubblicazioni sono accessibili a tutti –conclude Isolde Quadranti- Infatti offriamo a tutta la cittadinanza servizi gratuiti e direttamente disponibili attraverso il nostro sito”.

Che dire di più? L’Europa non è più solo il futuro tanto atteso, ma il presente, la vita quotidiana di giovani e meno giovani. È compito delle Istituzioni informare, ma sta poi a ciascuno attivarsi per cogliere le migliori opportunità.

Silvia Dal Maso

Pubblicato il: 29 novembre 2011

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