Domenica 2 ottobre 2016

Libertà religiosa: il principio e le sue conseguenze

21 AGOSTO (Meeting Rimini) – “Libertà religiosa: il principio e le sue conseguenze”, questo il titolo dell’incontro che ha riunito nella giornata di ieri l’ Arcivescovo di Cipro Chrysostomos II, Franco Frattini, presidente della Fondazione Alcide de Gasperi e Salman Shaikh, direttore del Brooking Doha Center e membro del Saban Center per la politica del Medio Oriente. E infine il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Il tema centrale, soprattutto in seguito agli avvenimenti che hanno visto protagonisti i paesi mediorientali, in ultima la Siria, si configura nella “libertà religiosa e di culto”, visto come punto fondamentale per la buona riuscita della creazione di Stati moderni.

L’esperienza della patria del patriarca cipriota risulta significativa nella prospettiva di uno sviluppo di dialoghi interculturali. Cipro infatti nella storia è stata vittima della distruzione dei propri luoghi di culto e di una feroce pulizia etnica da parte dei Turchi. E tutt’ora la Chiesa ortodossa si occupa dei siti dove sitrovano i resti dei beni ecclesiastici distrutti. “Cipro è il fulcro della cultura greco-cristiana (…) 520 chiese sono state distrutte, fra cui la tomba del nostro patrono, trasformata in museo”. Ma “oggi l’umanità è sotto esame in tutto il mondo e a Cipro”, perché  “ dove esistono le libertà religiose c’è la prosperità del paese stesso”. E sempre secondo Chrysostomos “In Europa è possibile usufruire della libertà religiosa come individuo e come gruppo. L’apertura cristiana è splendida in quanto riconosce il valore dell’uomo come immagine e somiglianza di Dio”.

Parole condivise da Shaikh che concentrandosi in particolare sui paesi arabi protagonisti dell’ondata di cambiamento, ricorda però come il ruolo dell’individuo, della donna, e il bisogno di libertà religiosa come tutela per le minoranze, siano “dibattiti dolorosi a cui noi dobbiamo partecipare come spettatori. La gente ne ha abbastanza di anni di dispotismo e corruzione. Cercano persone che traggano insegnamento dalla fede e dall’islamismo”. Ma quello che dobbiamo continuare a fare è “essere contrari a ogni forma di fondamentalismo (…) senza la libertà di culto, infatti, i progetti dei nuovi stati saranno come sabbia sulle dita di una mano”.

Frattini agganciandosi a questo tema, ribadisce l’importanza del dialogo fra culture e religioni, soprattutto quando nel mondo “ci sono milioni di cristiani a cui è proibito per legge celebrare e rischiano di incorrere nel reato di blasfemia”. “E l’Europa- aggiunge il parlamentare del pdl- deve parlare di uno Spread che è anche morale”, che si può colmare soltanto con i principi dei nostri valori. Ora come non mai rischiamo infatti di imbatterci in un atteggiamento relativista che non ci consente il dialogo con gli altri e non ci permette di partecipare come attori politici capaci di stare al tavolo delle trattive. Per far questo bisogna riconoscere le proprie radici culturali e rafforzare lo spirito identitario, unico modo per consentire un’apertura verso l’altro. “ Gli scontri sono tra intolleranti che non vogliono ascoltare e comprendere. Non credo allo scontro tra religioni”, “il Santo Padre ci dice che ci sono valori assoluti, non solo propri dei cristiani, ma di tutti i credenti: quelli dell’infinito e dell’eternità”.

Linda Tonarini

Seguici

Ricevi le notizie nella tua casella di posta elettronica


Oppure se utilizzi Facebook clicca