Sabato 22 settembre 2018

Luka(shenko) non era gay

9 MARZO – Le relazioni tra Bielorussia e l’Unione Europea sono particolarmente tese. All’origine di tutto sta il ritiro degli ambasciatori dei Paesi UE in seguito alle sanzioni adottate dalle istituzioni comunitarie nei confronti di 21 esponenti dell’apparato giudiziario e di polizia del regime bielorusso. I ventuno esponenti coinvolti al centro di questo scontro politico sono funzionari che erano stati individuati come i principali esponenti tra coloro che stanno reprimendo ogni forma di dissenso; in Bielorussia è solito imprigionare attivisti dell’opposizione e calpestare le libertà civili.

Nella blacklist emanata dagli organismi comunitari compaiono anche altre 200 persone, queste non sono autorizzate ad entrare in Europa nonché a viaggiare all’interno di questa. Resta superfluo ricordare che anche i beni di costoro sono stati congelati. La situazione, così come quanto affermato dal Ministro degli Esteri svedese, è drammatica per il dittatore, che ormai si sta avviando a un totale isolamento politico che lo potrebbe portare a perdere quel potere assoluto detenuto per diciotto lunghi anni.

Nella blacklist è stato comunque escluso un importante oligarca bielorusso grazie all’aiuto sloveno; nonostante ciò, la reazione comunitaria al regime di Lukashenko sta continuando da ormai un anno. Dobbiamo ricordarci che un anno fa si sono svolte le ultime elezioni truccate; a seguito delle elezioni, molti oppositori al regime sono stati arrestati per la loro protesta a causa delle elezioni frodate.

La Russia, fedele alleata del regime bielorusso, ha affermato, rappresentata dall’ ex-presidente russo Medvedev, la sua solidarietà nei confronti del suo vicino. Il Governo bielorusso ha ritenuto, quindi, inaccettabili le pressioni dell’Unione Europea, forte del supporto del potente vicino. Lo stesso Lukashenko, riferendosi al Ministro degli Esteri tedesco, ha affermato polemicamente:

“E ‘isteria assoluta. Quando ho sentito – chiunque egli sia, gay o lesbica – parlare di dittatura, ho pensato – è meglio essere un dittatore che gay “.

Il ministro degli esteri, Guido Westerwelle, non ha ancora risposto alla grave affermazione del dittatore bielorusso. Giorni prima, riferendosi al regime bielorusso che mantiene molti elementi tipici di un regime comunista, aveva affermato:

“E ‘intollerabile per noi europei a vedere i diritti umani dei cittadini in Bielorussia violati in tal modo. Questa è l’ultima dittatura in Europa,”

Michele Altavilla

Pubblicato il: 9 marzo 2012

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L'autore
Michele Soliani Michele Soliani

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