Lunedi 26 giugno 2017

Meeting: gli imprenditori indicano la via per la crescita

22 AGOSTO (Meeting) – In questi giorni molti esponenti politici hanno dato la loro visione della crisi e non sono mancati spiragli di fiducia per una possibile crescita del paese, tenendo sempre in conto le difficoltà da affrontare per permettere una diminuzione della pressione fiscale e l’effettiva ripresa dell’economia.

Di fronte a queste problematiche la visione imprenditoriale della situazione vigente e di quali debbano essere le misure da adottare , risulta fondamentale per stimolare in primis il governo a prendere coscienza delle esigenze delle aziende nostrane. “Sia Monti che Passera hanno parlato di un’uscita dal tunnel: speriamo che nell’uscire non si spenga la luce”, queste le parole di Roberto Snaidero, Presidente di FederlegnoArredo. Sebbene ci siano le condizioni necessarie per farlo, “ bisogna essere uniti anche con i sindacati che devono capire che stiamo attraversando un periodo difficile”. Un periodo in cui “abbiamo bisogno anche dei giovani”. Frase che spesso a livello politico è più uno slogan demagogico che una presa di posizione concreta. Ma per quanto riguarda il mondo del management e dell’imprenditoria, dalle parole di Sandro De Poli, Presidente CEO di Ge Italia e Israele, risulta invece fondamentale l’importanza data all’investimento sulla formazione professionale della nuova generazione: “ Siamo collegati alle migliori facoltà di economia e commercio con programmi ben strutturati. Cerchiamo di identificare i migliori studenti da inserire nelle nostre proposte formative”. C’è voglia di cambiare, di rinnovarsi e “non c’è un vincolo a mettere la responsabilità nelle mani di gente giovane per valorizzarli”. L’investimento del capitale umano, insomma, è fondamentale nel mondo del management, che ritiene l’azienda  il frutto di una collaborazione interna attiva, come dice Cerchiai, Presidente Autostrade per l’Italia: “ Ci deve essere la capacità di realizzare una collettività. Partendo dall’interesse legittimo dell’operaio, manager, imprenditore, si ha la costruzione di una realtà quasi fisica che è l’azienda”. Come in una squadra di calcio ben coesa, così un capitale umano sfruttato al meglio è ciò che determina “la capacità dell’innovazione e promozione di un prodotto”. Arcuri, Amministratore Delegato di Invitalia, detta invece la via sul piano della crescita “ che non è ancora stato affrontato dalle misure del governo”. “Le imprese che non comprendono la pluralità e il bisogno di essere più prospettiche, dalla crisi non escono”, infatti “dobbiamo iniziare a guardare alla domanda dell’impresa e dei cittadini e non più all’offerta, evitando di calare modelli di sviluppo pre-costituiti”.

Ma l’immagine più forte viene dettata da Snaidero che parte descrivendo il terremoto del ’76 in Friuli, quando vide la sua fabbrica distrutta dal sisma: “Mia madre gridò che era la fine del mondo. Mio padre è tornato a casa dal Canada e guardandoci in faccia, ci siamo chiesti cosa fare”. “Abbiamo dato la priorità alle fabbriche”, le case sarebbero state ricostruite in un secondo tempo; la cittadinanza è stata concorde. Inutile dire che “un anno dopo abbiamo inaugurato i metri quadri di fabbrica”. Pare quasi un monito degli imprenditori al governo, quello di partire dalle fabbriche, dal lavoro. Non basta soffermarsi sulla pressione fiscale per sistemare i conti. Senza aziende ben avviate l’economia non cresce, non si riprende dalle macerie del debito pubblico. Fuor di metafora, l’esperienza del Presidente di FederlegnoArredo, si addice a situazioni tutt’ora affini. Se allora funzionò in Friuli, perché anche oggi non investire in Emilia sulla ricostruzione delle fabbriche? Perché non aiutare chi aveva delle attività a ripartire? “Ricostruire case -afferma Snaidero- non è sufficiente, se la gente poi non ha lavoro”.

Linda Tonarini

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