Lunedi 23 gennaio 2017

DILLO AL NAZIONALE

Lettere alla redazione spedite dai lettori, ad alcune abbiamo ritenuto opportuno dare una risposta

Europa delle Regioni, il nuovo imbroglio della Lega lettera del 09 settembre 2012

Il quesito sulla riorganizzazione dell’Eurozona, sul quale la Lega Nord avvierà nei prossimi giorni una raccolta di firme, è, dal punto di vista giuridico, una cosa senza senso. Ma il messaggio politico che ne discende permette di fare due brevi considerazioni. La prima. Che la Lega persevera nella sua politica antiunitaria, ancorché con un certo aplomb, avendo abbandonato i toni truculenti della stagione bossiana. La seconda. Che l’Europa dei banchieri, fortemente osteggiata dal Carroccio in questi mesi per distinguersi dal governo Monti, andrebbe bene, sarebbe cosa buona e giusta per la macroregione del Nord, finalmente liberata dalla zavorra meridionale.

Mi spiego: nella sua verace opposizione al governo dei professori, la Lega, con in testa il suo nuovo segretario, in questi mesi ci aveva abituati ad un linguaggio piuttosto duro nei confronti delle politiche europee in tema di finanza pubblica – durante la discussione sul “Fiscal Compact”, per fare un esempio calzante, dopo il pesante intervento di Federico Bricolo contro i “banchieri” ed i “burocrati” della Ue, i senatori del Carroccio esibivano uno striscione con la scritta: “Sì all’Europa dei popoli. No all’Europa delle banche” ; oggi invece Maroni ci informa che nella nuova Europa delle regioni, quella da loro propugnata, dovrebbero essere ammessi solo quei “territori” ( Sì, hanno detto proprio “territori”) che, nel frattempo, avrebbero “conseguito l’equilibrio delle entrate e delle spese del proprio bilancio”.

La risposta dalla redazione…

Discreto ottimismo lettera del 12 aprile 2012

Discreto ottimismo: questa è stata la prevalente sensazione dei partecipanti alla serata dedicata all’orgoglio leghista, tenutasi alla Fiera di Bergamo la sera di martedì 10 Aprile. Dopo una decina di giorni di massacro mediatico basato sulle continue indiscrezioni provenienti dalle Procure su varie situazioni imbarazzanti con protagonisti la famiglia Bossi e alcuni dirigenti legati al leader della Lega Nord -in primis l’ex tesoriere Belsito e la vicepresidente del Senato Rosi Mauro – si è voluto dare un segnale forte di reazione e di volontà di andare avanti.

In una serata piovosa e in giorno feriale la partecipazione è stata comunque consistente da parte di militanti di tutte le Regioni, molto determinati a chiedere una rapida azione di “pulizia”, cioè di rimozione dal movimento di tutte le persone coinvolte dalle infamanti accuse che, anche se non ancora tradotte in capi d’imputazione, hanno gettato un’ombra sul movimento e ne hanno danneggiato fortemente l’immagine. I militanti desiderano ripristinarne la diversità rispetto a un pantano nel quale i media, secondo loro, vogliono gettarla, senza rispetto per la sostanziale onestà di molti altri leghisti. Le mele marce, in altre parole, non si possono sempre prevenire ma il tam-tam mediatico suscitato dallo scandalo che ha colpito il partito appare gonfiato.

La risposta dalla redazione…

Se le Parole di Bossi le avesse pronunciate un No Tav lettera del 06 marzo 2012

Si, certo, dopo il lungo sodalizio romano col Cavaliere, la riproposizione di un linguaggio aggressivo da parte di Bossi e della Lega appare più una minestra riscaldata che il sale di un nuovo corso politico.

Ma le parole in politica contano. Eccome se contano. Immaginate se la frase “il nord farà fuori il premier Monti” l’avesse pronunciata un militante NoTav della Val di Susa o un ragazzo dei centri sociali.

In coro il mondo politico avrebbe gridato: terrorista! Con Bossi e con la Lega si continua invece nicchiare, come se il fatto che a pronunciare quella frase sia stato un ex ministro, capo di un partito del 10%, non costituisse un’aggravante.

La risposta dalla redazione…

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