Lunedi 5 febbraio 2018

A Ferrara apre un nuovo Museo: il MEIS

A Ferrara apre un nuovo Museo: il MEIS

Ferrara – dal 14 Dicembre un’attrazione in più. Il Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah (Meis)

 

La particolarità del luogo

Il Meis nasce in un edificio particolare, l’ex carcere di Ferrara, ecco che le trentatrè celle, quella che finora sono state restaurate e che, in passato sono stati detenuti cittadini ebrei ed oppositori del regime fascista, tra cui Giorgio Bassani.

 

Molto di più di un Museo

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, si pone l’obbiettivo di essere un luogo in cui raccontare, tramite testimonianze storiche e culturali, la presenza millenaria del popolo Ebreo in Italia. Questo perché la gente ebraica ha dato al nostro bel paese, un sacco di contributi storici e culturali, grazie anche alle loro tradizioni. Il progetto è talmente importante per Ferrara che il Mesi è solo il primo tassello di una serie di cinque edifici per un totale di 2733 metri quadrati, che si rifanno ai cinque libri della Torà.

Ci sarà spazio all’interno del progetto per un archivio, dei laboratori didattici, un bookshop, un ristorante e persino un auditorium.

 

Il Meis come strumento di dialogo

La nascita del Meis, riaccende la volontà di un dialogo tra diverse culture. La scelta di Ferrara non è casuale. Le vie di queste città narrano storie e tradizioni, i dialetti presenti ricordano la forte radicazione ebraica.

Era il 1492 quando Ercole I duca d’Este, diede ospitalità agli ebrei esuli dalla Spagna. In questa città si trovano ben tre sinagoghe, le strade del ghetto ed il cimitero ebraico.

Sempre qui a Ferrara hanno trovato rifugio nel corso degli ultimi mille anni, gli Ebrei toscani, siciliani e romani.

Il Meis, serve dunque a confermare quanto un popolo possa essere parte interante dello sviluppo di un altro. Con la pacifica e solidale convivenza.

 

Una mostra per iniziare

Dal 14 Dicembre 2017 al 16 Settembre 2018 in via Piangipane dove si trova il museo, è possibile visitare previo pagamento di un ticket la mostra “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni.”

Visitandola si farà un viaggio storico tra testi scritti, immagini fisse ed in movimento. Ricostruzioni ed in più la possibilità di vedere oltre duecento oggetti provenienti da tutto il mondo tra cui monete, sigilli, epigrafi di età medievale, amuleti, incunaboli ( per incunabolo si intende un libro stampato con la tecnica a caratteri mobili tra la metà del XV secolo e l’anno 1500 incluso. A volte è detto anche quattrocentina)., cinquecentine ( per cinquecentina s’intende un libro stampato nel XVI secolo). Molti oggetti presenti sono inediti, cioè mai esposti in altri musei.

I visitatori della mostra potranno quindi, attraverso la visione e la conoscenza degli oggetti in esposizione, assaporare e capire di più l’interazione tra la cultura ebraica e quella italiana.

 

Uno spettacolo per proseguire

Le attività del Meis non si limitano alla sola mostra già di per se molto interessante, continuano con uno spettacolo multimediale che si chiama Con gli occhi degli Ebrei Italiani.

Attraverso un viaggia immaginario che parte da Gerusalemme per arrivare a Roma, lo spettatore si troverà tra due maxischermi che attraverso mappe, documenti, video ed opere d’arte si troverà immerso nella cultura ebraica e vivrà la traumatica distruzione del Tempio ad opera dei Romani.

Scoprirà quanto sia intensa la presenza ebraica nel sud di Italia attraverso l’ascolto di testimonianze di dialogo tra cristiani, ebrei ed arabi.

 

L’importanza del progetto

Il Meis è stato fortemente voluto anche dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Già a partire dal 2003 il ministro Franceschini volle fortemente approvare una legge che istituiva la necessità di creare in territorio Italiano un museo Ebraico.

Gli ebrei in fondo sono stati i primi italiani che si prodigarono a rendere feconda la terra in cui risiedevano. A testimonianza reale di quanto detto, la comunità Ebraica ha donato al Meis, un documento in cui sono indicati 700 luoghi in cui è stata registrata la presenza di ebrei in altrettanti luoghi della penisola. L’intera opera di restauro è costata 47 milioni di euro, tutti garantiti dal ministero dei beni culturali italiano, hanno trasformato un carcere costruito nel 1912 e dismesso nel 1992 da luogo di prigionia in luogo di impatto storico culturale.

 

Link: https://www.meisweb.it/

Pubblicato il: 8 dicembre 2017

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L'autore Parole chiave
Marco Panato

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