Venerdi 26 gennaio 2018

Arte: le delle donne del Caravaggio

Arte: le delle donne del Caravaggio

Michelangelo Merisi, meglio noto negli ambienti dell’arte come Caravaggio, è stato un massimo esponente italiano della pittura Barocca. Vissuto verso la fine del 1500, e non riconosciuto subito come artista, ha lasciato un patrimonio artistico molto importante, oggi è ammirato in tutto il mondo.

Ha lasciato ai posteri opere capaci di racchiudere emotività, umanità e particolarissimi effetti di luce scenografica. Tra i soggetti preferiti del Caravaggio, vi erano le donne.

 

Le muse ispiratrici di Caravaggio

Caravaggio è stato uno dei maggiori pittori del XX secolo, le sue muse, hanno fatto parecchio parlare di loro. Sono state oggetto di romanzi, studi e libri.

Le donne protagoniste delle sue pitture raffiguranti sante e vergini, erano cortigiane di Roma, vissute a cavallo tra il XVI ed il XVII secolo. La scelta di ritrarre le cortigiane aveva destato non poche critiche al Caravaggio, che in alcuni casi si era visto anche rifiutare le proprie opere, anche se ultimate.

Michelangelo Merisi, usava dipingere inspirandosi ad oggetti e persone reali, ecco da dove traeva l’esigenza di usare delle modelle.

Alcune di esse sono abbastanza note, altre erano state escluse a causa di ordini papali, dalla vita sociale. Nonostante ciò raffigurate dal Caravaggio spesso comparivano sugli altari delle chiese, che si trovano tuttora nella città di Roma. Tra le opere più significative troviamo; la Madonna del Pellegrino, Riposo dalla fuga di Egitto, Giuditta che uccide Oloferne.

Per molti quella delle modelle, è stata sempre considerata una scelta provocatoria. Specie per la Roma dell’epoca che subiva gli effetti della controriforma.

Sulle donne di Caravaggio si è scritto veramente tanto, in particolare vi segnaliamo Donne di Caravaggio di Francesca Santucci. In questo libro troverete un approfondimento interessante sulle donne del pittore, note ed anche meno note, delle quali la storia ha lasciato traccia.

 

Le donne più importanti

Di muse inspiratrici, il Caravaggio ne ebbe tante, ma tre gli furono particolarmente vicine. Conosciamole meglio.

Anna Bianchini

Era una donna di carattere dai lunghi capelli rossi. E’ stata protagonista di molti dipinti realizzati nel periodo in cui Caravaggio viveva a Roma, alcuni dei quali oggi custoditi in importanti musei. Presta il volto a Marta, nella tela chiamata Marta e la Maddalena custodito nell’Institute of arts di Detroit, è la protagonista dell’opera Morte della Vergine, oggi esposto al Louvre, ed è anche il volto del sopracitato Riposo dalla fuga dell’Egitto, oggi conservato a Roma nella Galleria Doria Panphilj.

Anna Bianchini pare fosse la figlia di una prostituta senese, che aveva seguito le orme della madre diventando a sua volta prostituta, vissuta verso la fine del 1500, sembra che amasse molto frequentare i pittori. Le cronache dell’epoca la definivano impetuosa ed attaccabrighe, un episodio su tutti la vede litigare per una battuta fuori luogo in un osteria, e difendersi con un coltello.

Il Caravaggio diede scandalo con lei dipingendola nella tela la Morte della Vergine, opera commissionata per la Chiesa di Santa Maria della Scala su ordine dei signori di Mantova e poi rifiutata. Il motivo del rifiuto potrebbe essere stato causato dal modo in cui fu rappresentata la Madonna, più gonfia rispetto al solito, pare che nello stesso periodo all’incirca 1604, la Bianchini fosse stata ritrovata morta nel fiume, e subito dopo il pittore avesse dipinto una donna affogata.

 

Fillide Melandroni

A questo nominativo risponde un altra importante musa di Caravaggio. Anche ella pare fosse una prostituta molto amica di Anna Bianchini, ed era proveniente da Siena. Ha inspirato il grande artista negli anni che vanno dal 1597 al 1602.

Sembra che sia suo il volto del dipinto che raffigura Santa Caterina e che oggi è custodito a Madrid, ed anche il viso di Giuditta che uccide Oloferne, ora conservato a Roma a Palazzo Barberini.

Fillide fu dipinta anche in altre tele, andate perdute durante la seconda guerra mondiale e  nella Natività con i santi Francesco e Lorenzo che si trovava, nell’oratorio di San Lorenzo di Palermo, dal quale venne rubata e mai più ritrovata nel 1969.

Fillide viveva in via Condotti a Roma, dove era solita organizzare feste con gente poco raccomandabile. Tra i frequentatori della casa c’era anche Ranuccio Tomassoni, l’uomo che a causa di un litigio per una partita di pallacorda, verrà ucciso da Caravaggio.

 

Maddalena Antognetti

Pare che Michelangelo Merisi in arte Caravaggio fosse innamorato di Maddalena, chiamata Lena.

Anche Maddalena era una prostituti che vantava la “compagnia” di diversi potenti e uomini di Chiesa, i quali le chiusero le porte dopo che ebbe un figlio. +

Il suo lo troviamo impresso nelle tele dipinte tra il 1602 ed il 1610,  è lei la vergina ritratta nella Madonna dei Pellegrini di Sant’Agostino e la Maddalena in estasi.

Il primo quadro fu definito dai critici dell’epoca, troppo sfacciato per la particolare avvenenza della donna

Caravaggio amava le donne, e voci insistenti pensano anche gli uomini, attribuendogli una presunta omosessualità.

 

 

 

Pubblicato il: 9 aprile 2016

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L'autore
Marco Panato

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