Martedi 10 ottobre 2017

Bullismo: da fenomeno sottovalutato a fenomeno riconosciuto e materia oggetto di corsi unversitari

Bullismo: da fenomeno sottovalutato a fenomeno riconosciuto e materia oggetto di corsi universitari

Un argomento spinoso, a volte difficile ma su cui è necessario approfondire, riflettere e divulgare le migliori best practices: l’Università di Padova propone un innovativo corso online 

Dall’Università di Padova la proposta di un corso universitario online – a cura del professore e psicologo Gianluca Gini e della ricercatrice Tiziana Pozzoli, entrambi dell’Università di Padova – che partirà a febbraio 2017.

Alcune coordinate – Titolo del corso: “Bullismo e cyberbullismo: Comprenderli e prevenirli (prima edizione)”; durata 24 ore, Parole chiave: bullismo e cyberbullismo, interventi a scuola, formazione e aggiornamento insegnanti; Periodo di svolgimento: febbraio – marzo 2017; Obiettivi: Il corso ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti una conoscenza critica del fenomeno del bullismo e cyberbullismo e delle strategie di prevenzione, sulla base delle conoscenze più aggiornate provenienti dalla ricerca internazionale.

In particolare, la prima parte del corso si focalizza, in una prospettiva socio-ecologica, sulle caratteristiche dei ragazzi/e coinvolti e sui processi psico- sociali sottostanti le diverse forme di partecipazione al bullismo. La seconda parte presenta le strategie di prevenzione e intervento considerate più efficaci.

Metodologie innovative e “pronto” per l’export – Una delle novità di questo corso riguarda anche le modalità di svolgimento: online, con videolezioni in lingua in inglese (registrate in studio, con attrezzatura professionale e alta qualità audio/video, dotate di sottotitoli sia in italiano che in inglese), affiancate da discussioni di approfondimento di temi e casi sul Forum, esercitazioni online, test di autovalutazione in itinere e finale.

Sconfiggere il disagio portato dal bullismo – Nel presentare il corso, e spiegarne la ragione spiega il professor Gianluca Gini: «Mi occupo di questo argomento da 15 anni e so bene quanto sia presente e quanto cresca nelle nostre scuole. Se si è insegnanti o dirigenti scolastici e si è davanti a una classe di ragazzini o anche bambini delle scuole primarie, non è raro imbattersi in situazioni di disagio che non si sanno decifrare o affrontare fino in fondo. È impossibile non porsi quella domanda che mette ansia: sta succedendo qualcosa di grave che mi sfugge? Riconoscere i rischi e le dinamiche del bullismo e del cyberbullismo non è né immediato né semplice, per questo ci sembrava importante offrire un’esperienza di formazione».

Opinione che sembra trovare conferma nei dati forniti dal Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, secondo cui non solo oltre la metà dei ragazzini fra gli 11 e i 17 anni (il 52,7%) è stata vittima di bullismo ma che, al contempo, l’allarme dal punto di vista sociale è – molto spesso – del tutto sottovalutato nel contesto familiare: risulterebbe infatti che nell’80,7% dei casi i genitori dei ragazzi accusati di bullismo tendono a ridimensionare questi episodi come “scherzi”, come eventi “normali” e “dovuti all’età”. Non comprendendone le conseguenze, a volte tragiche.

Pubblicato il: 28 dicembre 2016

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L'autore
Marco Panato

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