Lunedi 26 giugno 2017

Green Day’s American Idiot: un grande spettacolo firmato dal regista Marco Iacomelli

Marco Iacomelli (foto di Alessandro Morino)

Marco Iacomelli (foto di Alessandro Morino)

Tutti i fan della celeberrima band americana, ma anche i semplici amanti del genere musical, attendono con trepidazione il debutto dello spettacolo sui palchi italiani.

Green Day’s American Idiot debutterà il 21 Cheap Jerseys e 22 gennaio prossimi al Teatro Coccia di Novara, per poi proseguire dal 26 gennaio al 12 febbraio al Teatro della Luna di Assago (MI). Noi siamo riusciti a intervistare, in antreprima per voi, il regista Marco Iacomelli e due attori del cast: Mario Ortiz (Jimmy) e Ketty Panarotto (Leslie).

1. Com’è nata l’idea di portare in Italia questo musical e quali difficoltà ha incontrato realizzandolo? 

La nostra mission artistica è quella di produrre spettacoli di teatro musicale che raccontano il presente con un linguaggio musicale emozionalmente forte. In Italia i musical prodotti sono quasi esclusivamente quelli della tradizione o i riadattamenti di blockbuster cinematografici, ignorando tutto il repertorio contemporaneo che nasce originalmente per il teatro e tratta temi molto concreti e attuali. “Green Day’s American cheap jordans online Idiot” è un esperimento vincente di drammaturgia contemporanea e volevamo che il pubblico italiano potesse conoscerlo e apprezzarlo come avevamo fatto noi al suo debutto a Broadway. Devo ammettere che in realtà non abbiamo trovato difficoltà una volta deciso di affrontare questo testo ou se procurer viagra. Credo che l’accoglienza che sta ricevendo sia la dimostrazione che esiste un reale bisogno del pubblico di sperimentare nuove esperienze teatrali.

2.“Green Day’s American Idiot” è un racconto di formazione che esprime tutto il disagio di una generazione di ragazzi letteralmente schiacciati tra il peso dei media, la mancanza di punti di riferimento forti e le scelte di una politica estera aggressiva e guerrafondaia. Pensa che in Italia molti giovani possano rispecchiarsi nei protagonisti, come è avvenuto negli USA? 

Il percorso di scoperta e crescita di ciascuno di noi passa attraverso esperienze, scelte, errori che ci hanno condotto a essere ciò che siamo. Questo passaggio accomuna tutte le Cheap Jerseys From China generazioni nel proprio maturare dall’adolescenza all’età adulta. Anche i ragazzi italiani si ritroveranno in quei desideri di ribellione, di rivendicazione della propria individualità che ciascuno di noi ha e che ci permettono di affermare d’essere una esperienza unica e irripetibile nell’universo.

3. Un punto di forza di questo musical è dato certamente dalle canzoni dei Green Day, band seguita da milioni di fans in tutto il mondo. Pensa che l’approccio di un regista ad uno spettacolo come il musical sia significativamente diverso da quello riservato alla direzione di altri progetti? Quali capacità bisogna avere per seguire, nello specifico, la realizzazione di un musical come “Green Day’s American Idiot”

Chi si occupa di teatro musicale dovrebbe avere le competenze necessarie a maneggiare il materiale musicale. Purtroppo in Italia prima della nascita della Scuola del Teatro Musicale non esisteva un corso specifico per registi di teatro musicale. Ciascuno doveva sperare di affiancare un regista già affermato o inventarsi un proprio piano di studi nella speranza di ottenere tutti gli strumenti per lavorare registicamente con una partitura e interfacciarsi proficuamente con i direttori musicali e gli interpreti. Ora per fortuna abbiamo un corso biennale che sta formando una nuova generazione di registi in grado di esprimersi artisticamente avendo una preparazione teorica, tecnica e pratica molto solida.

4. Com’è nata la Scuola del Teatro Musicale di Novara e quali corsi offre ai suoi allievi? Quale mission persegue?

La Scuola del Teatro Musicale è nata per colmare un inspiegabile e grave vuoto nella formazione sul teatro musicale. Mentre per la prosa e il teatro musicale d’opera l’Italia poteva già contare su realtà di eccellenza, il “musical” era privo di un polo legato in stretta collaborazione con un teatro di tradizione e il mercato del lavoro. La STM è nata in collaborazione con la Fondazione Teatro Coccia, e dentro al teatro svolge le sue attività, e con Compagnia della Rancia. Attualmente l’offerta formativa prevede un corso triennale per attori, un corso biennale per registi e un master per direttori musicali. Tutti i percorsi mirano a una preparazione non solo pratica ma anche culturale e teorico-critica. Accanto alla mission educativa e di divulgazione culturale esiste quella produttiva che ha la forte volontà di portare in Italia il teatro musicale contemporaneo di qualità che fino a ora è stato poco cheap Air Jordans considerato nel nostro paese.

5. Spesso si pensa che per sfondare nel mondo dello spettacolo basti avere una bella presenza e cogliere qualche opportunità di partecipazione a programmi televisivi. Cosa si sentirebbe di consigliare Grafikinsel a chi sogna di intraprendere seriamente la carriera di attore? Quali sacrifici bisogna essere disposti a compiere? Attori si nasce o si diventa?

Il mestiere Cheap Ray Ban Sunglasses dell’attore non è così differente dagli altri. Ci si deve formare per avere gli strumenti necessari ad affrontare professionalmente il mercato del lavoro che, come in tutti gli ambiti, non cerca persone improvvisate o incompetenti. La professionalità e la preparazione sono due requisiti che contano sempre più del solo talento. Il talento da solo fa poca strada quando non è supportato dalla formazione. La dedizione poi non è mai un sacrificio quando ci si applica per raggiungere l’obiettivo che si ama. Ci si può sentire nati attori ma bisogna studiare per diventarlo.

 

Silvia Lombardi

 

 

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