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Bacheca Slideshow -» Green Day’s American Idiot: l’esperienza della giovane attrice Ketty Panarotto

Ketty Panarotto (foto di Giovanna Marino)

Conoscere le emozioni, le paure e le speranze di una giovane artista offre a chi scrive lo spunto per raccontare il lato più umano e vitale del mondo dello spettacolo. Ketty Panarotto, che interpreta Leslie nel musical Green Day’s American Idiot per la regia di Marco Iacomelli, ci racconta la sua passione per la recitazione ed il percorso che l’ha condotta fin qui.

1. Quando è nata in te la passione per la recitazione e quali punti di riferimento hai trovato sul tuo cammino personale e professionale? 

Sono sempre stata attirata dal mondo dello spettacolo: fin da piccola amavo esibirmi nei piccoli spettacoli scolastici e mi divertivo un mondo a cantare e ballare, ma in realtà non so effettivamente da cosa sia nata questa passione. Probabilmente è una cosa innata, in famiglia nessuno ha mai avuto questo genere di passioni e inizialmente, infatti, non l’ho presa seriamente. Poi crescendo ho capito che non potevo farne a meno, così ho trovato un modo per inseguire questo tipo di percorso.

I miei punti di riferimento sono tanti e variano continuamente. Scopro sempre attori o cantanti, ma anche persone qualunque, che mi stupiscono e che hanno qualcosa da insegnarmi. Gli immutabili invece sono i miei genitori: loro mi hanno sempre sostenuta e aiutata in tutto quello che ho scelto di fare, anche se a volte loro stessi non erano convinti della prudenza delle mie decisioni. Hanno sempre creduto in me, perché si fidano e soprattutto mi amano, e per questo non potrò mai ringraziarli abbastanza.

2. Raccontaci un po’ il percorso di studi che ti ha portato a diventare attrice. Perché hai scelto proprio la Scuola del Teatro Musicale?

Mi fa ancora strano sentirmi chiamare attrice, insomma in realtà sono appena all’inizio! Ho cominciato ai tempi del liceo, in quegli anni mi sono avvicinata allo studio del canto, ho cominciato a cantare su diversi palchi e da lì si è insediata l’idea che volessi percorrere una strada che mi portasse a lavorare su un palco o comunque qualcosa di affine ad esso. Così ho scelto di iscrivermi al DAMS di Padova; mi piaceva, ma proprio studiando di artisti di ogni genere, ho capito che non mi bastava solo studiare l’arte, io volevo farla. Mi sono informata, ho scoperto l’esistenza di molte scuole per attori di ogni genere, ma alla fine la STM è stata quella che mi ha colpita di più. Il giorno che sono andata a fare il provino per entrare nella scuola, ho subito sentito di dover far parte di quel posto. Una scuola accogliente, con insegnanti appassionati e stimolanti, costruita in uno storico teatro. Non potevo desiderare di meglio. Quindi appena mi hanno comunicato di aver passato la selezione, non ho avuto bisogno di riflettere se accettare o meno il posto nella scuola. Dovevo andarci.

3. Spesso gli attori descrivono con ansia e concitazione la loro partecipazione ai casting. Che sensazioni hai avuto ai provini per “American Idiot”?

È stata una scarica di adrenalina. Ero agitata, sì, ma in modo positivo; ero un concentrato di energia che non vedeva l’ora di esplodere in quei 5-10 minuti di provino. Ero soddisfatta di quello che avevo dato anche se in realtà non capivo cosa fosse effettivamente arrivato al gruppo che mi esaminava. È brutto non capire esattamente che impressione hai dato, insomma penso che la cosa più brutta dei provini sia l’attesa, quella prima del tuo turno e quella dopo, quando inizi ad aspettare una chiamata che non sempre arriva. Io ci speravo davvero tanto, volevo far parte di questo spettacolo a tutti i costi, lo sentivo perfetto per me, quindi potete immaginare la mia gioia mista ad incredulità quando ho ricevuto la chiamata. È un sogno.

4. Descrivici il personaggio di Leslie, che interpreti nel musical.

Leslie è una giovane ragazza che si ritrova a vivere in una società che non offre più alcuna sicurezza sul futuro. Ha grandi sogni, ma ciò che la circonda finisce sempre per deluderla e tarparle le ali. Cela dentro di sé una grande rabbia che la porta a ribellarsi contro il sistema ma alla fine si ritrova sempre e comunque rinchiusa nella monotonia  del suo piccolo paese.

5. Quali aspirazioni coltivi come attrice? Come ti vedi tra vent’anni?

Non ne ho la più pallida idea, vent’anni sono tanti. Non sono neanche convinta di voler fare solo l’attrice, ci sono troppe cose che vorrei fare. Da attrice ho il classico sogno di finire a lavorare a Broadway o nel West End, o perché no a Hollywood! Ma l’aspirazione più pura e sincera che ho da sempre è semplicemente essere felice e rendere felice chi mi sta accanto.

 

Silvia Lombardi

 

 

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