Giovedi 29 giugno 2017

Il lato oscuro di Ani Di Franco nel nuovo LP “Allergic to Water”

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17 OTTOBRE –  Un disco cupo, questo nuovo lavoro di Ani wholesale jerseys di Franco, cantautrice statunitense dall’innato talento canor0 e chitarristico. Uscito il 15 ottobre in Italia, Allergic to water è il diciassettesimo CD di Ani, in circa 25 anni di carriera. Ed è uno dei più cupi, come anticipa la copertina.

Si inizia con Dithering, una chitarra distortissima, un avvio strumentale lungo e un cantato soffuso, diviso in strofe molto distanziate fra di loro. Molto enigmatica, come intro song, considerato che “dithering” significa agitazione, eccitazione. Il testo risolve i dubbi: l’agitazione è mentale, dovuta alla crescente quantità d’informazioni alla quale siamo sottoposti in continuazione.

See see see see esprime un tema molto caro alla cantautrice statunitense: la necessità femminile dell’essere desiderata. Il riff di chitarra ricorda molto alcune atmosfere di Whic Relations side are you on?, in particolare la nostalgica Mariachi.

Woe be gone lascia lo spazio a tematiche più impegnate, con un giudizio generale sulla possibilità, per l’essere umano, di ridurre ed eliminare il dolore che crea. In Careless word, invece, Ani tira fuori le unghie (e le sue, sentito come suona la chitarra, sono ben affilate): non è dato sapere chi sia il big talker, il chiacchierone, che la ferisce con le sue parole senza pietà, ma di sicuro Ani non gliela manda a dire.

E poi arriva la title track, quella che dovrebbe riassumere il significato di tutto il disco in pochi minuti. E così è: Allergic to water è cupa, la più Wholesale Jerseys cupa dell’album. Un filo di chitarra e di batteria nel ritornello, e le strofe raccontano di questa persona, allergica all’acqua, che beve e si lava costretta dalla sopravvivenza, e non esce quando piove. Ed il significato simbolico della canzone, e del disco intero, si spiega in questa strofa: “If you stretch your mind all the way as far as it goes There’s someone out there who lives further than that in a place you can never know”. Ricordiamoci sempre che c’è qualcuno che sta peggio di noi.

Il disco si chiude con canzoni più soft, come Genie, dai ritmi tribali, Happy all the time, delicato blues cantautorale, e la dolcissima ed ipnotica Rainy Parade. La stessa Ani ha dichiarato, nel suo concerto milanese del 9 settembre all’Alcatraz, che questa è la canzone preferita cheap football jerseys della sua secondogenita,  nata da pochi mesi. Fortunata lei: chissà che buon sonno, con Fake Oakleys questa ninna-nanna tutte le sere.

Carlo Tregambe

 

Pubblicato il: 17 ottobre 2014

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Carlo Tregambe

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