Venerdi 21 settembre 2018

LIBRI – Italia, un export in forte crescita: venduti i diritti all’estero per oltre 6 mila titoli tra fiabe e romanzi nel 2015, +11,7% rispetto al 2014

LIBRI – Italia, un export in forte crescita: venduti i diritti all’estero per oltre 6 mila titoli tra fiabe e romanzi nel 2015, +11,7% rispetto al 2014

Una vera e propria industria, quella della letteratura e delle parole, non conosce crisi… almeno nell’export verso l’estero. L’Italia nel settore librario è tra i leader mondiali e in diversi generi, primo tra tutti la narrativa per ragazzi.

Uno dei prodotti di maggior successo è il famoso personaggio per ragazzi Geronimo Stilton (creato da Elisabetta Dami), le cui avventure sono tradotte in tutto il mondo, ad oggi in 46 lingue con vendite complessive di oltre 128 milioni di copie. Di cui solo in Cina 6 milioni di copie.

Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi dell’Associazione degli editori (AIE), ha illustrato le cifre dell’editoria italiana all’estero, che confermano l’interesse e la crescita del settore: nel 2015 le case editrici italiane hanno venduto i diritti di quasi 6 mila titoli (+11,7% sul 2014, come detto, con un +69,5% rispetto al 2007).

Basti pensare che nel 2001 solo il 3,2% dei titoli italiani nella narrativa per bambini e ragazzi trovava acquirenti all’estero, mentre nel 2015 questo dato è praticamente triplicato, al 9,5%.

Tra le case editrici, Mariagrazia Mazzitelli, direttrice editoriale di Salani, segnala due autrici come Silvana Gandolfi e Silvana De Mari, le quali – dichiara – «all’estero non sono solo tradotte e molto ben vendute, ma ricevono premi letterari prestigiosi». Un po’ di numeri: le opere di Silvana Gandolfi vengono vendute in 11 Paesi, quelle di Silvana De Mari in 19.

Ma numerose sono le nicchie in cui l’Italia eccelle, librariamente parlando. Ad esempio nel settore del sacro, ove non solo svetta il libro intervista a Papa Francesco (titolo “Il nome di Dio è Misericordia), con cui la casa Piemme ha messo a segno un successo di caratura mondiale, con pubblicazione in oltre 100 paesi. Ma anche per i libri di preghiere e per la saggistica di settore.

Qui Peresson vede anche negli editori e nei paesi esteri la crescita di una richiesta di “senso religioso”, o meglio – come dichiara – di «ricerca di senso come contrappunto alla globalizzazione. In un mondo interconnesso cerchiamo approdi. Molti li trovano nella fede e nei suoi simboli». E ciò nonostante il netto calo di contributi a livello statale per le traduzioni e le opere di diffusione nel mondo del nostro patrimonio librario, ad oggi garantite dall’Ice (Istituto Commercio Estero). Un settore in controtendenza e su cui forse varrebbe la pena tornare ad investire?

Pubblicato il: 10 settembre 2016

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L'autore Parole chiave
Marco Panato

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