Giovedi 18 maggio 2017

Not In My Back Yard

Salvatore Settis - foto by identitlterit.wordpress.com

17 SETTEMBRE – Nimby, acronimo di Not In My Back Yard (“Non nel mio cortile”), è il segno di un profondo scontento o semplicemente è il mezzo attraverso cui si tenta di salvaguardare un paesaggio non tanto estetico, ma un contesto che si vive e si respira, a cui siamo legati anche dal punto di vista culturale.

Nella prima giornata di Festival il tema della Natura si incentrerà prevalentemente su questo aspetto  con Salvatore Settis,  professore a contratto di storia dell’arte e archeologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa,  ex Presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali.

“Paesaggio, Costituzione,Cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile” questo il titolo del suo ultimo libro, nella cui copertina è rappresentata l’immagine di una veduta paesaggistica che con un gioco all’Arcimboldo lascia intravedere la figura di un volto umano, perché “ L’ambiente è il volto della società: esso infatti ne esprime il senso religioso, etico, sociale e politico.” Il discorso del paesaggio “ parte da un disagio del corpo e dell’anima” e se il primo riguarda la salute di ogni individuo il secondo prende in considerazione la distruzione soprattutto delle radici storiche di una  città, fulcro della memoria collettiva.

L’Italia “ ha l’idea che l’edilizia sia il principale motore dell’economia e i dati sono allarmanti: ogni giorno si cementificano 160.000 ettari e la superficie agricola utilizzata si è ridotta di 33 milioni e 600 mila ettari, come se avessimo preso Lazio e Abruzzo insieme”. Abuso edilizio che fa sentire i suoi effetti nel degrado della qualità architettonica e nel triste spettacolo di un paesaggio di rovine, di edifici abbandonati o invenduti, in cui non importa l’effettivo utilizzo o l’estetica di ciò che viene costruito. Ciò che veramente conta è edificare anche a spese di monumenti o paesaggi storici.

Ma è possibile per l’Italia tutelare l’ambiente e il patrimonio storico-artistico di cui vanta una certa abbondanza? Sì, se consideriamo in modo approfondito la storia delle politiche ambientali.  Infatti ancora oggi“ tutti gli stati italiani preunitari (Modena, Firenze Venezia…) sono dotati di leggi di tutela che hanno punti in comune, cosa che nella politica post-unitaria si trova solo a partire dal 1909”, data in cui si sancisce certamente l’inizio di un intervento di salvaguardia “ma il paesaggio ancora non c’è. Quello fu aggiunto nel 1920 da Benedetto Croce”.

E oggi? E’ fondamentale la Costituzione: l’Articolo 9 dice infatti che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Questo, legato all’Articolo 32 riguardante il diritto alla salute, consente che il Bene Comune sia al centro dell’attenzione di tutti non soltanto nel presente, ma anche nella prospettiva di ciò che erediteranno le generazioni future, come direbbe Roosevelt: “ Occuparsi delle generazioni future è il principio delle democrazie”.

E quindi perché si promuova “L’interesse nostro di dopodomani e non il mio profitto di domani”  l’impegno è quello di “difendere la Costituzione”  attraverso “un corretto funzionamento delle istituzioni  e una maggiore autocoscienza dei cittadini”.                                                                                         

Linda Tonarini

Pubblicato il: 17 settembre 2011

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Linda Tonarini Linda Tonarini

  • admin

    Il Festival della Filosofia quest’anno è stato organizzato molto bene, speriamo che così continui.

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