Venerdi 19 gennaio 2018

Recensione Film “Blade Runner 2049”

Recensione Film “Blade Runner 2049”

Nome: Blade Runner 2049

Regia: Denis Villeneuve

Cast: Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Jared Leto, Hiam Abbass

Genere: fantascienza, noir, avventura, azione, drammatico, thriller

Anno: 2017

Durata: 163 minuti

Produzione: Alcon Entertainment, Thunderbird Entertainment, Scott Free Productions

Data di uscita: 5 ottobre 2017

 

Trama:

Nell’anno 2049 i replicanti si sono integrati nella società poiché le colture sintetiche si sono rivelate necessarie per la sopravvivenza del genere umano. L’agente K è un replicante di ultima generazione che dà la caccia ai vecchi replicanti Nexus ribelli. Uno di questi, Sapper Morton, vive da solo in una fattoria e K lo rintraccia e lo “ritira”, rinvenendo in seguito una scatola sepolta sotto un albero morto nei pressi dell’abitazione di Sapper. L’oggetto sepolto viene recuperato e aperto: contiene lo scheletro di un replicante Nexus femmina. Gli analisti del LAPD ricostruiscono che la replicante è morta a seguito di complicazioni durante un taglio cesareo. Joshi, il capo di K, è sconvolta dal ritrovamento, in quanto non si credeva che i Nexus fossero capaci di riprodursi, e quindi ordina di eliminare qualsiasi prova del ritrovamento, dando istruzioni di trovare e ritirare il figlio replicante poiché la notizia potrebbe creare un’instabilità nell’ordine tra umani e replicanti.

K, combattuto, si presenta alla sede dell’azienda che produce i replicanti moderni, la Wallace Industries, dove il personale identifica lo scheletro ritrovato come quello di Rachael, creata dalla fu Tyrell Corporation e che ebbe una relazione con il cacciatore Rick Deckard, scomparso con lei dal 2019. Il fondatore della società, Niander Wallace, crede che i Nexus capaci di riprodursi possano essere il prossimo passo nella sua produzione e favorire l’espansione delle colonie extramondo, popolate da soli androidi, e quindi ordina a Luv, la sua replicante tirapiedi, di rubare i resti di Rachael dalla stazione di polizia e di pedinare K in modo da risalire al figlio replicante. K ritorna alla fattoria di Sapper e nota incisa sull’albero morto la data 6/10/21, che coincide con l’incisione presente su un cavallino di legno presente in un ricordo impiantato della sua infanzia. K risale alla fabbrica in cui si svolge questo ricordo, ritrovando il giocattolo nel posto dove lo aveva nascosto da bambino, credendo quindi che l’impianto potrebbe essere un vero ricordo del suo passato.

 

Deckard viene condotto dinanzi a Wallace, il quale ipotizza che l’amore tra lui e Rachael fosse stato unicamente un esperimento del dottor Tyrell e che lei e Deckard fossero stati creati l’uno per l’altra allo scopo di verificare se i suoi Nexus fossero capaci di riprodursi. Deckard rifiuta di rispondere alle domande di Wallace o di aiutarlo, anche quando gli viene presentata una copia replicante di Rachael, e perciò Luv lo conduce in una zona extramondo per torturarlo al fine di estorcergli informazioni. K però li raggiunge e attacca il convoglio di Luv con il suo spinner, facendolo precipitare in mare vicino alla muraglia che protegge la città dalle inondazioni. Dopo un violento combattimento K riesce ad uccidere Luv, annegandola, e porta in salvo Deckard, rivelandogli che per proteggerlo lo darà per morto come vittima dello schianto. Deckard viene condotto da K al palazzo di Stelline, dove finalmente si ricongiunge con la figlia, mentre K, rimasto ferito gravemente dallo scontro finale, muore sdraiato sulla scalinata della struttura con lo sguardo rivolto al cielo nevoso.

 

Recensione

Blade Runner è considerato un film cult, fin dalla sua prima uscita al cinema, questo seguito non delude le aspettative. Lo spettatore fin dai primi istanti, viene completamente avvolto dall’atmosfera post apocalittica, tipica del film. La trama scorre lentamente, in compensa la fotografia e le inquadrature parlano da sole, con l’eccellente colonna sonora. Blade Runner è un film di carattere distopico imperdibile. La durata eccessiva ben 163 minuti è ampiamente giustificata per dare la possibilità di assimilare bene gli eventi, e capire i personaggi. Harrison Ford, si fa attendere per quasi tutto il film, ma quando appare si ritorna dritto agli anni 80, i tempi del primo Blade Runner ed è magia. Consigliato anche alle nuove generazioni, per interrogarsi sul tema dell’innovazione, che non sempre è positiva.

 

Pubblicato il: 9 ottobre 2017

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L'autore
Marco Panato

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