Lunedi 5 febbraio 2018

Roma, la storia sfortunata di “Spelacchio”

Roma, la storia sfortunata di “Spelacchio”

Ogni anno nel periodo Natalizio, ogni città si fa bella per le feste. Capita anche che riceva in dono, degli abeti da riempire di lucine ed addobbi colorati di ogni tipo, come hanno fatto in vaticano, con l’abete rosso che è stato donato al papa e come hanno tentato a Roma con il povero “spelacchio”

Una storia e tante storie

Di spelacchio si è tanto parlato fin dal suo arrivo a Roma, ed il successivo collocamento in piazza Venezia, ma siete sicuri di sapere tutto di questo sfortunato albero? Dietro all’ilarità sorta per le condizioni in cui versava, si nascondo informazioni che non tutti sanno.

 

I misteri di Spelacchio

Inizio dalla classificazione in natura di un albero come spelacchio. A detto dei bene informati in materia, Spelacchio sarebbe un abete rosso, per la precisione un Picea abies, una specie di abete alpino sempre verde e resistente al freddo e non un larice destinato a perdere le foglie.

Non è stato estirpato, in quanto non sarebbe possibile per le sue dimensioni, ma è stato tagliato e trasportato

Alle casse di Roma, è costato  circa 48,677,08 euro, quello del 2016 circa solo un terzo di questa cifra. Il fatto che sia stato scelto un albero naturale, ha comportato una serie di verifiche ambientali da parte dell’associazione italiana che certifica la gestione sostenibile delle foreste. Spelacchio arriva dalla Magnifica comunità di Val di Fiemme nel Trentino… E’ stato scelto tra altre piante mature ed in sovrannumero seguendo i piani gestionali del bosco in cui si trova.

Non era conveniente, come suggeriva qualcuno, optare per un grande albero finto, perché gli alberi finti, a differenza di quanto si può pensare, inquinano di più e sono più difficili da smaltire.

 

E allora perché Spelacchio si è ammalato?

Le cause sono da imputare a due fattori, il primo potrebbe essere stato trasportato in maniera non consona ad un albero di tale portata, un altra causa potrebbe essere stata, la forte siccità che nel 2017, ha colpito un po’ tutta l’ Italia. Sembra che, gli abeti in particolare se non ricevono molta acqua, tendono a perdere subito gli aghi una volta tagliati.

 

Le tristi immagini fanno il giro del mondo

Per il povero Spelacchio non basta esser li in pubblica piazza, scarnito e schernito. Purtroppo le sue immagini hanno fatto il giro del web, facendo di questo povero albero, il simbolo di un Italia che fatica a riprendersi, e di un anno il 2017, forse proprio da dimenticare.

Ovviamente anche Spelacchio, ha fatto da pretesto per attaccare la povera sindaca Virginia Raggi. Lei (la Raggi) dal canto suo cerca di spostare l’attenzione sul bel presepe in Campidoglio, ma, oramai, ben poco c’è da fare. Gli occhi sono tutti per Spelacchio. I cittadini romani ed i turisti, lo fotografano.

 

Gli “sfottò” in rete

Spelacchio suo malgrado è diventato una star per i Romani, tanto da far nascere ad hoc pagine sui social network, come Facebook e Twitter.

L’account Twitter, conta 3600 follower,si è pensato di onorare le sfoglie del defunto albero, addirittura al Pantheon. Per Spelacchio hanno scomodato anche Osho su Twitter, e c’è persino chi ha chiesto ironicamente, di ricorrere per questo albero sfortunato, al trattamento di fine vita.

A dire la loro sul povero abete ci hanno pensato anche quelli del Trio medusa, i quali a poche dall’addobbo in piazza Venezia, ecco il necrologio per Spelacchio:”Riposa in pezzi, sarai cremato nei caminetti di Roma”, e poi il simpatico Trio, ha ricostruito a modo proprio l’intera vicenda, paragonando il povero albero, ad un immigrato che ha visto disilluse le proprie promesse. A Roma doveva risplendere ed invece a mala pena è arrivato fino a Natale.

 

L’ammissione del Comune di Roma

Alla fine anche dal comune di Roma, hanno dovuto ammettere le tristi condizioni del povero Spelacchio. Tuttavia i responsabili della foresta da cui proviene, ci hanno a sottolineare il fatto che quando è stato tagliato l’albero era in salute. Inoltre non era possibile trasportalo con le radici, però è garantito che alberi usati per quello scopo, restano verdi e rigogliosi almeno per un mese, un mese e mezzo, dopo essere stati recisi.

Sia affaccia quindi l’ipotesi che l’albero sia stato danneggiato una volta giunto a Roma, al momento della slegatura dal mezzo di trasporto, fase abbastanza delicata.

 

L’epilogo

Nonostante tutte quante le polemiche, comprese quelle relative alla rimozione prematura degli addobbi, Spelacchio abbandona Roma e Piazza Venezia, giovedi 11 Gennaio, con un apposita cerimonia. La cerimonia vedrà lo spegnimento delle lucine che lo hanno addobbato, il seguente taglio e carico su un camion.

Spelacchio tornerà a casa, in quel del Val di Fiemme, qui diventerà una casa di legno per le mamme, che farà ritorno nella capitale. Con altre parte del suo legno saranno realizzati dei gadget.

Dopo tanto parlare quest’albero diverrà un utile simbolo.

 

 

Pubblicato il: 20 dicembre 2017

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L'autore
Marco Panato

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