Giovedi 18 gennaio 2018

Salvator Mundi: l’opera d’arte più costosa della storia

Salvator Mundi: l’opera d’arte più costosa della storia

Il Salvator Mundi è un opera attribuita a Leonardo da Vinci, dipinto balzato agli onori della cronaca per essere stato battuto all’asta per la cifra record di 450,3 milioni di dollari.

 

Quando è nata l’opera

Il Salvator Mundi è un dipinto ad olio su tavola, realizzato da Leonardo Da Vinci presumibilmente nel 1499. L’opera misura 66 centimetri di lunghezza e 46 centimetri di larghezza.

Un opera pellegrina

La storia del Salvator Mundi del Leonardo, è in parte avvolta nel mistero. Le prime tracce ci portano a Milano. Pare che Leonardo Da Vinci, l’abbia dipinta poco prima di abbandonare la città lombarda a causa della caduta degli sforza, su commissione di un privato.

Dell’opera si persero subito le tracce, fin quando nel  1650, se ne ritrovò un incisione realizzata dall’incisore ceco Hollar Wencestaus. Da li in poi, varie copie dell’opera si diffusero, in giro per l’Europa, una copia finì a Nantes in un convento. Un altra nella residenza di Carlo I di Inghilterra.

Durante la rivoluzione francese, a seguito della morte di Re Luigi XVI furono messe all’asta e pare che venne alla luce un altro Salvator Mundi. Questa volta l’opera ricomparve nella collezione privata dell’ inglese Francis Cook.

Francis Cook, vendette poi il dipinto prima al barone di Lairenty e poi al marchese Ganay. Tuttavia seppur l’opera sia stata custodita a Parigi, non si trattava di quella di Leonardo, ma era attribuibile ad un pupillo del maestro Da Vinci, il pittore Francesco Melzi.

 

Il riconoscimento ufficiale

Nel xx secolo, l’opera è stata presso i curatori del Metropolitan Museum che però non si sono espressi in merito.

Nel 2010 è stata infine trasferita alla National Gallery. Da allora grazie al direttore Nicholas Penny è iniziato l’iter per il restauro e la paternità dell’opera.

 

Quattro esperti valutano il dipinto

Martin Kemp (professore di storia dell’arte, dell’università di Oxford; Carmen Bambach (responsabile del dipartimento grafico del Metropolitan Museum); Maria Teresa Florio e Pietro Mariani entrambi studiosi italiani (esperti studiosi del Leonardo e del Rinascimento) incaricati da Sir Penny, hanno stabilito l’autenticità del quadro e nel 2011, hanno datao all’unanimità, parere favorevole per cominciare il restauro.

L’opera è stata esposta al pubblico, per la prima volta, dopo il restauro il 9 Novembre del 2011 sempre al National Gallery.

 

Un opera da milioni di dollari

Artnews, la prestigiosa rivista statunitense collegata al Wall Street Journal, inizialmente aveva dato al Salvator Mundi un valore pari a ben 200 milioni di dollari poco dopo la stessa, nell’estate del 2013 è stata acquistata da un privato per 75 milioni di dollari. In seguito è stata rivenduta per 108 milioni al presidente della squadra di calcio del Monaco.

E’ passato qualche anno e il 3 Novembre del 2017 l’opera è stata rimessa all’asta. Questa volta è stata però venduta alla cifra record di ben 450,3 milioni di euro.

Ad acquistarla pare sia stato un principe saudita. Adesso l’opera si può ammirare nel museo  Louvre di Abu Dhabi.

 

Ma cosa rappresenta

Il Salvator Mundi del Leonardo, raffigura Gesù Cristo, il Salvatore del mondo. Nel dipinto il Cristo viene rappresentato frontalmente, come in altre raffigurazioni, lo ritroviamo con la mano destra alzata pronta a dare la benedizione, e nella sinistra tiene un globo che rappresenta il mondo, sul quale ha un potere universale.

Se osserviamo il dipinto con attenzione, con attenzione, il Cristo raffigurato non siede su un trono. E’ una figura che a prima vista suscita già sentimenti positivi. E’ intento a donare del bene, con il segno di benedizione appunto e non vuole nulla in cambio.

 

Cifre e curiosità

Quando l’opera è finita nelle mani dei restauratori della National Gallery, era ben lontana dalle immagini odierne, grazie alle quali abbiamo potuto ammirarla ai giorni nostri.

L’opera era irriconoscibile, coperta da vernici ed era stata ridipinta. Man mano è venuta alla luce, e si è anche scoperto che inizialmente, barba e baffi non erano presenti, ma sono stati inseriti in seguito, per dare un immagine ufficiale di Gesù. Seguendo i canoni della controriforma cattolica.

Con il restauro sono emerse le sfumature cromatiche tipiche di Leonardo, usate dal maestro anche nell’ultima cena.

La casa d’asta Christie’s non ha reso subito noto il facoltoso acquirente, ma è ormai certo che come detto in precedenza in questo articolo, si tratti di Muhammad Bin Salman erede al trono degli emirati arabi, classe 1985. Pare che per aggiudicarsi la partecipazione all’asta abbia versato nelle casse di Christie’s, 100 milioni di dollari come offerta di base.

Ad oggi il  dipinto di Leonardo d’arte con il prezzo più alato, ma non è l’unica ad essere stata acquistata con cifre a nove zeri, ad esempio sapevate che:

L’urlo di Munch il famosissimo dipinto di Edward Munch è stato battuto all’asta nel 2012 per 120 milioni di dollari.

Il Nudo sdraiato di Amedeo Modigliani è stato venduto nel 2015 ad un magnate cinese per 170,4 Milioni di dollari

Le Donne di Algeri di Pablo Picasso è stata battuta all’asta nel 2015 per l’allora cifra record di 179,4 milioni di dollari da un acquirente rimasto anonimo.

Pubblicato il: 5 novembre 2017

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L'autore Parole chiave
Marco Panato

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