Giovedi 18 gennaio 2018

Spettacolo: 50 anni fa ci lasciava Totò

Spettacolo: 50 anni fa ci lasciava Totò

Ieri, 15 aprile 2017, il mondo dello spettacolo italiano ha celebrato un anniversario importante. 50 anni fa, il cinema ed il teatro italiano perdevano la loro maschera più importante. Il principe Antonio De Curtis in arte Totò.

 

Una maschera inimitabile

Totò è stato fino ad oggi una delle migliori maschere del nostro cinema. Le sue espressioni facciali, le sue gag ed i suoi modi di dire sono passati alla storia, rendendolo un personaggio unico e tuttora inimitabile.

Totò aveva un modo di recitare tutto suo, gli bastava dare un occhiata al canovaccio (antenato della moderna sceneggiatura) e via, lui intavolava con naturalezza battute e trovate comiche che fanno ridere di gusto ancora oggi. Chi non ricorda la dettatura della lettera alla sua fida spalla Peppino De Filippo, scena clou del film Totò, Peppino e la Malafemmina?

 

Un attore che spaziava a tutto tondo

Totò ha saputo spaziare dal teatro, alla rivista, dal cinema alla televisione, con estrema disinvoltura. Nella sua carriera cinematografica ha girato quasi 100 pellicole. Ha dato prova di essere anche  un bravissimo attore drammatico diretto dal grande Pier Paolo Pasolini nel film Uccellacci ed uccelini.

Le sue trovate sul set, piacevano cosi tanto che molte volte era buona la prima scena girata, ciò a volte faceva durare le riprese di un film solo poche settimane.

I primi passi su un set cinematografico Totò li mosse nel lontano 1937 recitando una piccola parte nel film Fermo con le mani. Da allora la sua carriera prese il volo.

 

Registi e colleghi famosi

Nella sua lunga carriera Totò  è stato diretto nei suoi lavori cinematografici da Roberto Rossellini, Steno, Monicelli, Camillo Mastrocinque, Sergio Corbucci; ed ha recitato con i grandi protagonisti del cinema italiano, come Aldo Fabrizi, Sofia Loren, Peppino De Filippo con il quale ha formato una delle coppie migliori del cinema italiano, Vittorio De Sica.

 

Abitudini da artista

Totò girava prevalentemente nel pomeriggio dopo le 14. Questo perché abituato da anni di lunghe tournée teatrali era solito andare a letto non prima delle 4 del mattino per poi  svegliarsi dopo mezzogiorno. Sul lavoro dava il massimo con ritmi frenetici.

Come mezzo di trasporto, preferiva il treno o l’auto guidata dal suo fidato autista Carlo Cafiero, che spesso lo seguiva sul set. Odiava l’aereo, mai preso in vita sua. Possedeva uno Yacht, che usava prevalentemente la compagna Franca Faldini, in quanto l’attore non amava tanto andare per mare.

Amava la sua Napoli e faceva molta beneficenza ai suoi cittadini.

Tuttavia anche a causa delle diverse critiche, si sentiva sempre un po’ inferiore, tanto è che una volta mentre era sul suo Yacht in costa azzurra gli si affiancò l’imbarcazione di un collega che Totò stimava molto Charlie Chaplin, ma per timore di non essere riconosciuto, non ebbe il coraggio di salutarlo.

 

L’amore sconfinato per il Teatro

Totò nasce come attore di Teatro, e ne nutre un profondo rispetto, qui con il contatto diretto con il pubblico si sente appagato, e per il suo pubblico non si risparmiava. Tra il 1929 ed il 1957, portò in scena ben 40 spettacoli tra commedie ed avanspettacolo tra cui la famosa commedia, divenuta un film Miseria e Nobiltà. A detta di molti critici che nel tempo lo hanno rivalutato come attore, Totò non faceva teatro ma era il teatro.

 

Debiti e censure

Nonostante lavorasse moltissimo, a causa della sua scarsa autostima, spesso Totò non si faceva pagare adeguatamente dai produttori. Conduceva comunque una vita agiata, data dalle sue origini nobiliari. Tuttavia, a causa dei consigli sbagliati di un commercialista, si ritrovò con un debito di circa 400 milioni di lire da restituire allo stato, che lo portò a lavorare tantissimo.

Alcuni pellicole di Totò furono anche censurate. Tra tutte ricordiamo Totò e Carolina che subì ben 81 tagli, in questa commedia Totò interpretava un poliziotto e ne dava un immagine un po’ goffa che  non piacque ai critici.

 

La vita privata tra luci ed ombre

Se sul lavoro il grande Totò nel tempo riceveva sempre maggiori soddisfazioni, nella vita privata non si poteva dire altrettanto. Amava le donne e molte le corteggiava spudoratamente, ma tra tutte le sue conquiste una ha lasciato un segno indelebile nella vita dell’attore, quella della soubrette Liliana Castagnola, tra i due era nato un amore forte e passionale, ma tormentato dalla gelosia di entrambi. Totò amava Liliana, ma non sopportava l’idea che la ragazza fosse corteggiata anche da altri uomini   per il suo lavoro ed aveva paura di essere tradito.

Lei di contro tentò di tutto pur di avere una relazione stabile con lui, fino al gesto estremo del suicidio. Fu lo stesso Totò a ritrovare il corpo ed una lettera di congedo dedicata a lui.

Dopo la tragedia di Liliana. Totò si rifugia nel lavoro e nel 1952 nota su una rivista la giovanissima Franca Faldini, la differenza di età tra i due e di ben 33 anni. I due rimaranno insieme fino alla morte dell’attore avvenuta nel 1967. Con Franca, Totò vivrà momenti felici e conoscerà anche il dolore più intenso, la perdita a poche dalla nascita del tanto atteso figlio maschio Massenzio, In quel frangente rischierà anche di perdere la sua amata Franca.

Ripresosi per amore di Franca dalla tragica perdita, riprende a lavorare e torna anche al suo primo grande amore, il teatro. Ma un nuovo dramma è in agguato. Proprio mentre è in tournèe, a causa delle complicazioni dovute ad una broncopolmonite mal curata, mentre è sul palco a Palermo, a causa di un emorragia diviene completamente cieco. E’ la fine della sua carriera teatrale.

Oggi a 50 anni dalla scomparsa Totò resta uno dei più importanti attori italiana, rivalutato dalla critica ed amato dal pubblico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il: 16 aprile 2017

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L'autore Parole chiave
Marco Panato

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