Lunedi 12 dicembre 2016

Tanti auguri Lino

E sono ottanta candeline. Il 9 luglio del 1936 nasceva ad Andria l’attore Pasquale Zagaria, noto a tutti come Lino Banfi. Personaggio versatile e popolare nel mondo dello spettacolo italiano, nel corso del tempo Lino ha contribuito, insieme ad altri,  alla storia del cinema nostrano, lavorando con registi del calibro di Luciano Salce, Fernando Di Leo, Nanny Loi e Dino Risi. Non di certo un Alain Delon, grassoccio e pelato, la sua è una comicità irruente, fatta di battute frizzanti e soprattutto di una buffa parlata pugliese, un po’ maccheronica, che ha fatto innamorare il pubblico. Intramontabili le sue espressioni colorite come “Porca puttena, Madonna Benedetta dell’Incoroneta, Non ho afferreto…, Chi me lo doveva dire a me?!, ” e tante altre. Così come sono indimenticabili le sue gag e le sue mimiche facciali rabbiose. Dal cinema alla televisione, Banfi ha saputo interpretare svariati ruoli, dal simpatico terrone, al borghesotto arricchito ma fedele alle sue tradizioni di Uomo del Sud, sino a ruoli di grande spessore. Insieme a lui un corollario di attori\attrici e spalle comiche che ne hanno esaltato il talento.

Dagli anni Cinquanta, quando calcava le scene  ancora con lo pseudonimo di Lino Zaga (in seguito modificato su consiglio di Totò),  sino a oggi la sua è stata una carriera ricchissima, costellata di successi. Dopo l’esordio in Tv,  con “Speciale per voi” di Renzo Arbore e con il cabaret al Sancarlino, gli anni Settanta hanno visto Banfi come emblema della commedia sexy all’italiana, insieme alle bellezze femminili, quali Gloria Guida, Edwige Fenech e Nadia Cassini, e a fianco a pezzi da novanta come Mario Carotenuto, Gianfranco D’Angelo, Renzo Montagnani e Alvaro Vitali.  Celebri le pellicole “La liceale nella classe dei ripetenti, “L’onorevole con l’amante sotto il letto”, “La moglie in bianco, l’amante al pepe”, “L’infermiera di notte” e tantissime altre che l’hanno spesso visto interpretare il ruolo del preside dall’occhietto lungo, del marito fedifrago o dell’amante sfortunato, in intrighi erotici tutti da ridere.

Da semplice caratterista, o poco più, imbrigliato in ruoli che diventano sempre gli stessi, Lino diventa negli anni Ottanta un vero protagonista della commedia e specchio di un’Italia trasformatasi socio-culturalmente. Tra i cult indimenticabili, “Cornetti alla Crema” (1981) in cui interpreta il ruolo di sarto della Santa Sede e di padre di famiglia, amante però delle generose forme della Fenech. Con lui anche Milena Vukotic, sua ‘moglie’ in più occasioni nel corso della sua carriera. In “Spaghetti a mezzanotte” (1981) è un avvocato del Sud trapiantato ad Asti; con lui la splendida Barbara Bouchet e Teo Teocoli. E ancora, “Vieni avanti cretino”(1982), in cui Banfi esibisce le sue doti canore e di uomo di avanspettacolo; e “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio” (1983), film a episodi incentrati sull’occulto (con Jonny Dorelli) e Lino nel ruolo del meridionale iellato alle prese con improbabili riti scaramantici. Anche qui naturalmente l’amante non poteva mancare. Nel cuore di tutti c’è però il personaggio epico di Oronzo Canà, interpretato nel celeberrimo film “L’allenatore nel pallone” (1983) che ha visto l’attore pugliese nei panni di mister della neopromossa Longobarda, tra calciatori del passato e futuristici moduli di gioco. L’amante? C’è anche qui, ma questa volta Lino è innocente. Alla guida della panchina della compagine lombarda ritornerà nel sequel del 2008, con un’altra dirigenza, altri giocatori e purtroppo anche un altro calcio. Per chiudere la giostra, anche se piuttosto sbrigativamente, “Il Brigadiere Zagaria ama la mamma e la polizia” , “Fracchia e la belva umana” (insieme a Paolo Villaggio), “I Pompieri” (1985) e “Il commissario Lo Gatto”(1986).

Nel mondo della televisione emergono le sue doti di intrattenitore, in particolar modo alla conduzione di “Domenica In” e di “Stasera Lino”.

Il suo è però un talento che non rimane ancorato esclusivamente alla sfera comica. Tra gli anni Novanta e Duemila Lino Banfi dimostra per la televisione la sua versatilità anche nel drammatico. “Nuda proprietà vendesi” (1997), con Alessandro Gassman, Annie Girardot e Charlotte Kady, e “Vola Sciusciù” del 2000 ne sono un bell’esempio. Ma è nel 1998 che Banfi diventa il padre e il nonno di tutta Italia entrando nel cast della fortunatissima ultradecennale fiction “Un Medico in Famiglia”, nel ruolo di Libero Martini. Qui, con Giulio Scarpati, Ugo Dighero e ancora la Vukotic, la sua comicità e il suo umorismo non verranno meno. Sullo stesso versante serio-faceto anche “Un posto tranquillo” con Nino Manfredi, “Un difetto di famiglia”, “Il padre delle spose” con la figlia Rosanna, in cui si affronta il tema delicato dell’omosessualità, e “Scusate il disturbo” insieme a Lino Toffolo.

Tanti auguri, Lino. Oggi è una festa per la Puglia e per tutta l’Italia.

Gianmarco Cossu

 

Pubblicato il: 13 luglio 2016

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Gianmarco Cossu

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