Lunedi 5 febbraio 2018

Torna in Italia il Codice Leicester del genio Leonardo Da Vinci

Torna in Italia il Codice Leicester del genio Leonardo Da Vinci

Una bellissima notizia per gli appassionati di arte e di Leonardo Da Vinci: dopo 20 anni torna in Italia, il codice Leicester

 

Cosa è il Codice Leicester

Si tratta di un manoscritto di Leonardo Da Vinci, creato dal maestro, probabilmente nei primi anni del 1500. E’ uno dei pochi manoscritti di Leonardo, in mano ad un privato. Dal 1994 è di proprietà di Bill Gates, il quale nel 2018, lo concederà in uso agli Uffizi di Firenze, in occasione delle celebrazioni in onore dei 500 anni della morte del genio. L’opera si compone di 36 pagine fronte retro, e presenta una rilegatura in pelle, le dimensioni sono quelle di un foglio A4.

Cosa tratta

Come quasi tutti i testi del maestro Da Vinci, il Codice Leicester, tratta argomenti prevalentemente scientifici. Nello specifico, parla di Idraulica, ed a quante pare si tratta di annotazioni del maestro su su esperimenti e ricerche in materia.

E’ un perfetto mix di arte e scienza, le 36 pagine che lo compongono sono disseminate di diagrammi, disegni, appunti su esperimenti di natura non solo idraulica, ma anche paleontologica, meccanica, astronomica e geologica.

Ci sono persino alcuni disegni che mostrerebbero le invenzioni di una maschera subacquea e di un sottomarino.

 

Scritto in un momento d’oro

Quando il genio rinascimentale Leonardo Da Vinci, compose il Codice Leicester, era nel pieno del fervore della sua attività scientifica ed artistica. In quegli anni, studiava anatomia all’ospedale di Santa Maria Nuova, faceva esperimenti per far volare l’uomo, studiava soluzioni all’avanguardia per rendere navigabile il fiume Arno, nel frattempo dipingeva seppur non portandola a termine, la Battaglia di Anghiari in quel di Palazzo Vecchio.

 

Un approfondimento sul contenuto

Il Codice Leicester, tratta come abbiamo detto nel precedente paragrafo il tema dell’idraulica, e prende l’elemento acqua come fulcro degli esperimenti, scriva il maestro: “natura, forza e movimenti, tecniche e dispositivi meccanici e idraulici innovativi per piegarla a beneficio dell’uomo..”

Attraverso lo studio dell’elemento principe della vita, Leonardo approfondisce ricerche ed indagini sugli altri elementi, aria, terra e fuoco. Ne trae spunti di riflessione e spiegazione di alcuni fenomeni di natura astronomica.

 

Il genio all’opera

Il Codice Leicester è un importante testimonianza di Leonardo, è stato realizzato non in maniera uniforme e lineare, anzi, molto pagine contengono aggiunte di appunti e sottolineature, testimonianza della continua attività del genio.

 

Un Codice passato di mano in mano

Il manoscritto fu ritrovato per la prima volta a Roma, era chiuso in un vecchio baule, dal pittore Giuseppe Grezzi nel 1690.

Il Grezzi lo tenne con sé fino al 1717, anno in cui fu venduto a Thomas Coke, divenuto in seguito duca di Leicester da cui il codice prese il nome attuale.

Il duca di Leicester, tenne il prezioso libretto nella sua dimora fino al 1980, anno in cui fu acquistato da Armand Hammer, uomo d’affari americano che gli cambiò ancora una volta nome definendolo Codice Hammer.

Ma non è finita, perché nel 1994 il papà di Microsoft Bill Gates, lo acquista all’asta di Christie’s per l’allora cifra record di 30,8 milioni di dollari e lo rinomina definitivamente Codice Leicester.

 

Un Codice giramondo

Da quando lo ha acquistato Bill Gates, il codice Leicester è stato ospitato nei musei di Venezia, Milano, Roma, Parigi, New York e Seattle.

Dal 29 Ottobre 2018 al 20 Gennaio 2019 sarà esposto in Italia negli Uffizi di Firenze.

Dopo farà ritorno al Gates Museum, dove è custodito in una speciale cripta costruita appositamente per ospitarlo e dove giace per gran parte del tempo completamente al buio. Quando Bill Gates desidera prenderne visione lo fa per poco tempo e con l’utilizzo di particolari luci, data la delicatezza dell’opera.

 

Pubblicato il: 30 novembre 2017

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L'autore
Marco Panato

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