Sabato 8 aprile 2017

Concentrazione della riscossione nell’accertamento

25 SETTEMBRE – L’articolo 29, primo comma lettera a), del D.L. 78/2010, dispone che gli avvisi di accertamento, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA ed il contestuale provvedimento sanzionatorio, emessi da parte dell’Agenzia delle Entrate, successivamente al primo luglio 2011, e per i periodi d’imposta in corso e successivi al 31 dicembre 2007, dovranno contenere anche l’intimazione ad adempiere all’obbligo di pagamento degli stessi, entro il termine di proposizione del ricorso (60 giorni).

Ne consegue che tali atti divengono, in questo modo, esecutivi a tutti gli effetti, come affermato dal legislatore alla lettera b) del primo comma dell’articolo in esame.
Pertanto, non sarà più necessaria l’iscrizione provvisoria a ruolo delle somme dovute dal contribuente in pendenza di giudizio, nè l’emissione e la successiva notifica della cartella di pagamento.

1. I contenuti dell’atto di accertamento e dei connessi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni

In seguito alle modifiche apportate, l’avviso di accertamento (come il relativo provvedimento di irrogazione delle sanzioni) dovrà contenere:

  • l’intimazione a versare le somme entro il termine per la presentazione del ricorso (60 giorni);
  • l’indicazione degli importi da pagare in caso di proposizione del ricorso (pari al 50 per cento delle maggiori imposte accertate, ai sensi dell’articolo 15 del D.P.R. n. 602/73);
  • l’avvertimento secondo cui, ai sensi della lettera b) del primo comma, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste verrà affidata all’Agente della riscossione al fine di dare inizio all’esecuzione forzata, con modalità che dovranno essere determinate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, di concerto con il Ragioniere generale dello Stato.

La medesima intimazione ad adempiere al pagamento, in tutti le ipotesi in cui sia prevista la rideterminazione degli importi dovuti, sarà contenuta anche nei successivi atti da notificare al contribuente, anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento (ciò avviene, ad esempio, nel caso in cui non vengano versate le somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione).

Da quanto affermato discende che la fase della riscossione subirà una brusca accelerazione. Infatti, nella maggior parte delle ipotesi, entro 90 giorni dalla notifica dell’atto (60 + 30), verrà già affidata agli Agenti preposti.

2. L’iter procedimentale dall’accertamento alla riscossione

Come si può desumere da un’attenta lettura della norma in esame, il contribuente continuerà a beneficiare del termine di sessanta giorni per ricorrere avverso l’avviso di accertamento, come disposto dall’articolo 21 del D.Lgs. n. 546/92. Inoltre, rimarrà immutata la possibilità per il contribuente di beneficiare dell’ulteriore termine di novanta giorni per ricorrere in caso di presentazione della richiesta di accertamento con adesione, di cui all’articolo 6, terzo comma, del D.Lgs. n. 218/97.

Decorsi poi, ed ecco la vera e propria modifica introdotta dal D.L. n. 78/2010, trenta giorni dai termini di cui sopra, ed in assenza di ricorso con concessione della sospensione,l’Agenzia delle Entrate potrà delegare direttamente all’Agente della riscossione il procedimento al recupero coattivo delle somme.

Decorsi poi, ed ecco la vera e propria modifica introdotta dal D.L. n. 78/2010, trenta giorni dai termini di cui sopra, ed in assenza di ricorso con concessione della sospensione,l’Agenzia delle Entrate potrà delegare direttamente all’Agente della riscossione il procedimento al recupero coattivo delle somme.

Diversamente, in caso di presentazione del riscorso senza ottenimento del beneficio della sospensione, l’Agenzia potrà richiedere, sempre delegando l’Agente della riscossione, metà delle somme riportate in atti.

Scompare quindi l’obbligo della preventiva notifica della cartella di pagamento al fine dell’espropriazione forzata.
Inoltre, ai sensi della lettera c) del primo comma, dell’articolo 29 in esame, resta salva la possibilità di procedere alla riscossione coattiva dell’intero importo accertato, comprese le sanzioni, anche senza il rispetto dei termini visti in precedenza, nelle ipotesi di fondato pericolo per la riscossione, come avviene tutt’oggi con l’iscrizione dei ruoli straordinari, di cui all’articolo 15-bis del D.P.R. 602/1973. e si

3. I principali effetti delle novità apportate dall’articolo 29 primo comma

Riepilogando, gli effetti delle novità sono i seguenti:

• l’avviso di accertamento, ed il relativo provvedimento di irrogazione delle sanzioni, dovrà contenere l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso (60 giorni), all’obbligo di pagamento degli importi nello stesso indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso, gli importi stabiliti dall’iscrizione a ruolo in base ad accertamenti non definitivi;

• successivamente alla notifica dell’accertamento, non sarà più necessaria la formazione del ruolo nè della cartella di pagamento. Eventualmente, nel caso in cui l’espropriazione non abbia avuto inizio entro un anno, occorrerà la notifica dell’avviso di cui all’art. 50, del D.P.R. 602/1973 che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro 5 giorni;

• l’Agente della riscossione può procedere ad espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo.
L’espropriazione forzata, in ogni caso, è avviata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Laura Mazzola

Pubblicato il: 25 settembre 2011

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