Lunedi 24 aprile 2017

Stato di abbandono: cambio di rotta della Cassazione se c’è la disponibilità dei nonni fin dalla nascita

foto by legalius.it

9 NOVEMBRE – Il minore è considerato in stato di abbandonato se privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi.

La condizione di abbandono in alcuni casi è evidente: la mancanza totale di una famiglia d’origine, il mancato riconoscimento alla nascita, o il porre in essere comportamenti commissivi costituenti reati contro la vita, la libertà e la dignità.

In altri invece, il confine con la situazione di abbandono non è così chiaro e definito.

Sono dibattuti, in particolare, i casi di malattia mentale dei genitori, di genitore tossicodipendente, di genitorialità delegata e le situazioni in cui sono presenti parenti del minore entro il quarto grado.

La giurisprudenza è sempre stata costante nel ritenere che la sola presenza di parenti entro il quarto grado non sia sufficiente per escludere lo stato di abbandono. È necessario che tra i parenti e il minore sussistano dei rapporti affettivi significativi preesistenti, vale a dire quei rapporti, attuali e reciproci, idonei a denotare un legame affettivo forte e duraturo, che si esprima in manifestazioni di interesse e assistenza effettiva, tali da sopperire alla carenze dei genitori.

Si è assistito, tuttavia, a un cambio di rotta della Cassazione, con la sentenza n. 2102 del 28.01.2011, in cui la Corte ha sottolineato il valore dei legami biologici tra il minore e la famiglia d’origine, ribaltando la sentenza del giudice d’appello che aveva negato l’affidamento ai nonni materni sulla base della mancanza di rapporti significativi con il minore.

Secondo la Cassazione, quando lo stato di abbandono da parte dei genitori è determinato sin dalla nascita del minore, non vi possono essere preesistenti rapporti significativi con i parenti che possono, eventualmente, dare disponibilità a prendersi cura del minore.

La Corte ha accolto il ricorso dei nonni data la concreta manifestazione di detta disponibilità entro un termine ragionevole breve dalla nascita del minore. Disponibilità che, di fatto, implica l’impossibilità di considerare il minore in stato di abbandono.

Barbara Beozzo

Laurea in Giurisprudenza, presso l’Università di Trento

Specializzata in diritto di famiglia e minorile

Master in Situazioni di Affido e Adozione, presso l’Istituto di Pedagogia Familiare di Roma

Tutore legale di minori

Pubblicato il: 9 novembre 2011

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L'autore
Barbara Beozzo

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