Giovedi 18 maggio 2017

Che fine ha fatto Timoshenko?

Julija Tymošenko

22 MARZO – Julija Tymošenko è stata la prima donna Premier in Ucraina, principale esponente della “Rivoluzione arancione”. Per i suoi meriti nel garantire la democrazia ad un’Ucraina schiava del giogo di Mosca, venne chiamata, nel 2004,  la “Giovanna d’Arco della Rivoluzione Arancione”. Nonostante le sue eroiche azioni, la coraggiosa Prima Ministra è stata arrestata lo scorso agosto per “Abuso d’ufficio”. Da allora, sta trascorrendo la sua prigionia in condizioni sempre più precarie, mentre la figlia è oramai sempre più preoccupata per le sue condizioni di salute.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha intimato, pochi settimane fa e con una sentenza senza precedenti,  al governo ucraino di fornirle cure mediche, mandando persino medici tedeschi per curare l’ex Prima Ministra. Ma è proprio qui che nasce il mistero. Il governo ucraino, dopo pochi giorni  dall’intervento della Corte, ha aperto le porte dell’istituto di detenzione, dove è detenuta, ai giornalisti mostrando tutte le contraddizioni di un sistema che ricorda troppo quello sovietico. I giornalisti, infatti, sono stati invitati a vedere una bella e confortevole cella dove la Timoshenko si è recentemente incontrata con la figlia; nonostante ciò, le autorità ucraine si sono opposte a mostrare le altre celle di detenzione.  Ricorda per molti versi i metodi attuati nei regimi totalitari, dove venivano mostrati i campi di concentramento come dei posti di villeggiatura. Inoltre, le autorità penitenziali si sono “dimenticate” di mostrare ai media il luogo dove è detenuta.

Julia Timoshenko, secondo quanto riportato dai suoi cari, soffre di profondissimi dolori alla colonna vertebrale che le impediscono di camminare. La figlia, che la ha visitata una settimana fa, ha affermato, in un convegno alla Camera dei Deputati, che:

da sin. a destra: On.Enrico Pianetta, ex Vice Premier ucraino Grigori Nemyria, Eugenia Tymoshenko e Carlo De Romanis. L'On. Enrico Pianetta è stato il promotore dell'evento insieme all' On. Annagrazia Calabria, coordinatrice nazionale Giovane Italia

”Mia madre e’ in completo isolamento, non puo’ fare telefonate e non puo’ ricevere visite dai suoi medici di fiducia, continuano a falsificare le informazioni sulle sue condizioni di salute”.

Julija Timoshenko non è sola attualmente in carcere come ricorda la figlia:

“l’ex-Ministro degli Interni (come altri esponenti dell’opposizione), sono rinchiusi in carcere da piu’ di un anno in seguito a processi-farsa e sottoposti a maltrattamenti e a palesi violazioni del diritto costituzionale”.

Intanto è partita dal 21 marzo la campagna “Boycott Ukraine 2012” al fine di boicottare i Campionati Europei di Calcio del 2012 che si svolgeranno in Ucraina.

Michele Altavilla

Pubblicato il: 21 marzo 2012

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L'autore
Michele Soliani Michele Soliani

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