Martedi 12 settembre 2017

L’auto che si guida da sola? Presto realtà, anche su strada. Al 50° Ces di Las Vegas uno sguardo sulla futura rivoluzione tecnologia automobilistica

L’auto che si guida da sola? Presto realtà, anche su strada. Al 50° Ces di Las Vegas uno sguardo sulla futura rivoluzione tecnologia automobilistica

BMW anticipa al Consumer Electronic Show uno dei suoi progetti più avveniristici

Inizia la rivoluzione digitale dell’auto. BMW ha mostrato la propria G30 Serie 5 dotata del nuovo sistema di Open Mobility Cloud, con il quale l’auto non solo gestiva in maniera autonoma i tragitti ma già conosceva gli impegni del “guidatore”-utente, con accesso diretto alla sua agenda.

Ad oggi ancora un esperimento in ambiente controllato, ma anche un’anticipazione di quella che – secondo gli ingegneri della casa tedesca – sarà una possibilità a portata di tutti a partire dal 2021.

Del resto al CES di Las Vegas molte case e marchi hanno presentato la loro idea e progetti di auto del futuro. Tra queste, Bosch con una propria concept car che riconosce il guidatore dal volto e si adatta a preferenze e gusti; Hyundai con il prototipo della Ioniq, veicolo automatizzato e dotato dell’assistente virtuale di Google.

Ma non sono le sole, basta infatti guardare ai nomi delle aziende impegnate in prima linea per sviluppare le nuove “self-driving car” per dare un’idea della dimensione del fenomeno: oltre a quelle già citate, Google, Ford, Volkswagen, Toyota e GM sono fortemente impegnate nella creazione dell’automobile del futuro.

Nel mentre, secondo uno studio di Juniper Research, si prevede che già nel 2025 vedremo sulle strade già 20 milioni di automobili a guida autonoma. Una cifra incredibile? Forse, ma – anche si realizzasse – corrisponderebbe solo a circa l’uno per cento dei veicoli in circolazione.

Ma, sempre secondo questo studio, l’adozione di questi mezzi inizierà dal 2021, e che fino ad allora i sistemi a guida (sempre più) assistita dovrebbero aiutare vincere l’altra grande sfida del settore, cioè preparare psicologicamente i guidatori a rinunciare al controllo della loro auto in favore di un sistema automatizzato.

L’auto come il treno. Obiettivo quindi far diventare l’auto come un vero e proprio luogo “di vita”, dove l’utente – non più guidatore – ha la possibilità e il tempo di godersi il viaggio e, nel mentre, dedicarsi ad altre attività. Dal terminare le proprie attività lavorative con pc e cellulari, all’ordinare la spesa di casa (magari connettendosi in tempo reale allo smart frigorifero), a godersi un film o un buon libro. Resta ancora il dubbio di come gli Stati regolamenteranno la circolazione di tali veicoli… ma questa è un’altra storia. In attesa del 2021.

Pubblicato il: 8 gennaio 2017

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L'autore
Marco Panato

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