Lunedi 17 aprile 2017

Brexit, ma con fermata al Vinitaly: 400 buyers britannici in più all’esposizione 2017

Brexit, ma con fermata al Vinitaly: 400 buyers britannici in più all’esposizione 2017

Sta arrivando Vinitaly 2017 e salgono l’attesa e l’interesse per il vino italiano. Con un effetto inaspettato: nonostante la Brexit (parte il processo di uscita di Londra dall’Unione Europea) nuovi buyers britannici per l’evento

“A Vinitaly infatti si sono già stati registrati 400 nuovi buyer del Regno Unito mai venuti a Vinitaly, che si aggiungono agli oltre 500 presenti ogni anno – così il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –  ovviamente – ha proseguito – è presto per prevedere cosa sarà del nostro vino nel secondo Paese importatore al mondo, ma ritengo che i freni commerciali non convengano a nessuno. Il Regno Unito esporta verso l’Ue l’equivalente annuo di 2,1mld di euro in liquori e distillati e importa dal Continente 1mld di bottiglie di vino per 2,6mld di euro. Un business, quello del vino Ue, che per la Wine and Spirit Trade Association (Wsta) britannica vale nel Regno Unito il 55% di un settore da quasi 20mld complessivi di euro”.

“Confidiamo – conclude – nella negoziazione da parte della filiera europea del vino, un prodotto che ha visto incrementare notevolmente i suoi consumi a scapito della birra”.

Ci sono anche rischi derivanti dalla Brexit per i vini europeo, almeno secondo il direttore di Berkmann Wine Cellars, Alex Canneti: “La Brexit è una sfida per le vendite dei vini europei poiché Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda saranno i primi Paesi al mondo a istituire trattati bilaterali con il Governo inglese. L’unica soluzione a questa minaccia è consentire al Regno Unito un periodo di 10 anni per condividere le stesse condizioni commerciali e gli stessi oneri doganali dell’Unione Europea, oltre a negoziare un trattato di libero scambio. Ma certamente i formaggi e il vino sono più esposti ai rischi rispetto ad altre forniture come le auto, le medicine e i prodotti finanziari, e quindi più oggetto di provocazioni politiche, come quella del segretario di Stato per gli Affari Esteri, Boris Johnson, che ha minacciato di alzare i dazi sul Prosecco”.

Un dato, per capire la portata del fenomeno: nel 2016 (dati ISTAT) le esportazioni di vino italiano hanno superato la cifra record di 763,8mln di euro (+2,3% sul 2015) grazie proprio alla performance del Prosecco. Scesi a 311,5mln di euro invece i volumi (-6,8%) ma in crescita il prezzo medio, a 2,45 euro/litro (+9,9%).

Pubblicato il: 31 marzo 2017

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L'autore Parole chiave
Marco Panato

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