Lunedi 16 ottobre 2017

Vinitaly 2017: Territorio e qualità le parole d’ordine richieste dai consumatori

 

Vinitaly 2017: Territorio e qualità le parole d’ordine richieste dai consumatori

 

Presentata la ricerca IRI sui consumi di vino nella Grande distribuzione, che ha messo a confronto cantine e insegne distributive a confronto

 

Dove viene acquistato il vino? Generalmente nei supermercati, almeno secondo la ricerca IRI, a mente della quale risulta che nel 2016 sono stati acquistati sugli scaffali della distribuzione ben 500 milioni di litri, per una spesa di 1 miliardo e mezzo di euro. Di questi, la maggior parte – 60% – sono vini contenenti un riferimento territoriale, quali DOCG, DOC e IGT. Che è anche il comparto che cresce di più: + 2,7% nel 2016 e + 4,9% nel primo bimestre 2017 (a volume).

Da questi dati, la ricerca IRI presentata oggi a Vinitaly fa risaltare che oggi il consumatore italiano ricerca sempre più la qualità ed i legami col territorio.

Ma non solo. Cambiano anche le abitudini dei consumatori: diminuiscono gli acquisti dei bottiglioni da un litro e mezzo, dei vini sfusi, delle damigiane, e dei brik, mentre la bottiglia da 75cl è sempre più regina del mercato.

Ancora, i vini fermi sono più richiesti dei vini frizzanti, che probabilmente risentono del boom degli spumanti (+7% nel 2016). Crescono rapidamente anche i vini biologici, una proposta ancora di nicchia nella Grande distribuzione.

Sul tema, nel corso della tavola rotonda di presentazione della ricerca, è intervenuto Cesare Cecchi, Consigliere di Federvini: “Siamo sulla strada giusta, auspicata da tempo – ha commentato – Non dobbiamo assolutamente tradire questa qualità che viene cercata dal consumatore, sarebbe un errore imperdonabile. Le cantine devono continuare a ricercare la qualità del prodotto senza accettare scorciatoie, e i distributori devono incoraggiare la produzione a proseguire su questa strada”.

Quali cantine? Non tutte. Infatti, dalla ricerca risulta che l’asse portante della collaborazione tra cantine e insegne distributive è rappresentato dalle imprese medie piuttosto che dalle grandi case vinicole, come sottolineato da Eugenio Gamboni, Direttore Commerciale del Gruppo Vegè“Un asse da consolidare, composto prevalentemente da piccole e medie imprese, legate da conduzioni famigliari, a volte provenienti da generazioni, con le quali si discute e ci si confronta liberamente, distanti dal mondo molto più complesso della grande industria e delle multinazionali”.

Inoltre si è dichiarato ottimista il Consigliere dell’Unione Italiana Vini, Emilio Pedron (Bertani Domains): Negli anni di grande crescita, la proposta d’acquisto nella GDO è stata più facile e legata molto alla convenienza. Oggi anche il vino nel canale moderno si può definire un prodotto maturo e l’acquisto del vino nella GDO è lo specchio fedele del mutamento dei consumatori e dei loro stili di acquisto”.

Infine, il consumatore ha sempre più un occhio alle novità: infatti gli studi IRI sul comportamento dei consumatori nella Grande distribuzione evidenziano che l’86% di essi è propenso a sperimentare nuovi prodotti, si informa sulle novità a scaffale, spesso sui siti web di settore (il 33%).

Verona, 10 aprile 2017

Pubblicato il: 10 aprile 2017

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Marco Panato

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