Alla scoperta dei segreti della Pizza

Alla scoperta dei segreti della Pizza

E’ uno dei cibi preferiti degli italiani, la conoscono e provano ad imitarla in tutto il mondo, ne esistono diverse varianti, ognuna più gustosa dell’altra, stiamo parlando della Pizza, e vi svegliamo quello che, forse ancora non sapete.

 

Quando è nata

Leggenda narra che la pizza cosi come la conosciamo noi, sia nata a Napoli, nel lontano 1889, ad opera di due maestri fornai, Rosa Brandi e Raffaele Esposito. Sembra che i due vollero fare un omaggio alla Regina Margherita (da cui prende il nome la pizza più famosa), moglie di Re Umberto I, preparano una base lievitata, sulla quale posarono, mozzarella, pomodoro e basilico per renderla tricolore ed omaggiare l’Italia.

 

Ma in realtà qualche tempo prima

La vera nascita della pizza sembra però risalire a tempi molto più antichi, di certo l’impasto era diverso, ma pare che il termine pizza, compaia addirittura in scritti in volgare del 997, in quel di Gaeta.

Nel XVI secolo, un facsimile di pizza, compare per la prima volta a Napoli. Tra le prime in assoluto troviamo la pizza marinara, di cui si trova traccia già nel 1734, sempre a Napoli. Alcune fonti parlano di una di pizza, fatta con strutto, formaggio, foglie di basilico e pepe, già verso la fine del 500 ed inizi del 600. I primi a metterci il pomodoro furono i napoletani, ed è proprio in questo territorio che si trovano maggiori traccie.

 

La svolta con l’emigrazione

Fino all’inizio del novecento, come abbiamo detto la pizza era un piatto diffuso ed apprezzato, soprattutto in Campania. Con la diffusione del fenomeno dell’immigrazione ha cominciato ad essere esportata in altre zone di Italia e via via anche all’estero. Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale diventa un fenomeno mondiale, conquistando tutti.

Molti cuochi nel mondo hanno imparato a farla, per non parlare del business economico che oramai gira intorno a questo squisito piatto.

 

Per essere doc, ci vogliono i gradi giusti

La pizza è un alimento che va cotto in forno, preferibilmente a legna, la temperatura, per un ottima cottura deve essere di 485°C, per un tempo che varia al massimo tra 60 e 90 secondi. La base inoltre deve essere lavorata a mano e deve avere un diametro di massimo 35 cm. Quella tipica napoletana, presenta un impasto più soffice, che conferisce alla pizza dei bordi spessi, molto soffici. Non piace a tutti, infatti molti apprezzano la variante più sottile e croccante.

 

La pizza segue la moda

Oggi a causa delle nuove abitudini alimentari, della diffusione delle intolleranze e delle allergie al glutine, anche la pizza si è adattata alle tendenze alimentari. Sono sempre più diffuse le pizzerie che  usano farine alternative, come canapa, cereali, ecc. Promettono che il gusto non ne risente e danno la possibilità a tutti di mangiare questo alimento.

 

La pizza Americana

In America, con l’arrivo degli emigrati italiani è arrivata anche la pizza. Ci sono fonti che già nel 1905, rivelano l’esistenza di una pizzeria a New York, aperta da un italiano Gennaro Lombardi. Altre che parlano addirittura di venditori ambulanti in giro per Chicago, San Francisco, Philadelphia, inizialmente ad apprezzarla, furono gli stessi italiani, ma dopo poco anche gli americani non ne hanno più fatto a meno.

 

Il Teorema della pizza

Per il corretto taglio della pizza è stato addirittura scritto un apposito teorema matematico. Secondo questo teorema, studiato da due matematici, studia un modo per tagliare correttamente la pizza partendo dal centro e suddividendola in otto settori.

 

Effetto Pizza

La storia della pizza per la sociologia, costituisce un vero e proprio fenomeno sociale. Si parla di effetto pizza, quando una certa cosa si diffonde in un determinato ambiente, diverso dal luogo di origine, ottenendo un immediato successo, che, al ritorno nel proprio luogo originario è ormai una protagonista. La prima applicazione dell’effetto pizza risale al 1970 a cura dell’antropologo Agehananda Bharati, che per spiegare il successo dello yoga e di altre discipline orientali in occidente, avrebbe permesso di farle conoscere ed apprezzare anche in patria.

 

Quella più cara del mondo

E’ stata quella ordinata dal programmatore Laszlo Hanyecz nel 2009. L’ordine è stato fatto usando i bitcoin. Il signor Hanyecz, ha pagato due pizze ordinate a domicilio 10mila bitcoin che oggi sono l’equivalente di 126 millioni di euro. Speriamo siano state ottime almeno!

 

La pizza nello spazio

Anche gli astronauti possono avere voglia di pizza, La Anjan Contractor di Austin in Texas, azienda produttrice di stampanti 3d, ha ricevuto dalla Nasa, un finanziamento di 125,000 dollari, pur di creare un prototipo di stampante in grado di mischiare insieme alimenti in polvere ed acqua, che consentano agli astronauti in un futuro molto prossimo, di mangiare la pizza anche mentre sono in missione.

 

Gare di pizzaioli

Nel 2014 a Las Vegas, si è tenuta la singolare gara tra i pizzaioli più veloci, a spuntarla è stato l’inglese Pali Grewal, il quale è riuscito ad impastare 3 pizze ed infornarle nel tempo record di 32 secondi e 28 centesimi.

 

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