Dalla decadenza di Berlusconi all’incostituzionalità del Porcellum, la crisi delle larghe intese

<img class="alignleft size-medium wp-image-17191" alt="Consulta 1" src="http://ilnazionale.net/wp-content/uploads/2013/12/Consulta-1-322×242.jpg" width="322" height="242" srcset="http://ilnazionale.net/wp-content/uploads/2013/12/Consulta-1-322×242.jpg 322w, Elisamara\’s http://ilnazionale.net/wp-content/uploads/2013/12/Consulta-1-444×334.jpg 444w, http://ilnazionale.net/wp-content/uploads/2013/12/Consulta-1.jpg 658w” sizes=”(max-width: 322px) 100vw, 322px” />6 DICEMBRE – Tempi duri per la cheap oakleys politica italiana. Dopo la crisi delle larghe intese seguita alla dura presa di posizione di Berlusconi durante l’infuocato comizio che ne ha seguito la decadenza, ora la Corte Costituzionale boccia definitivamente la legge elettorale –meglio nota come Porcellum– tacciandola di incostituzionalità. Si legge infatti, nella scarna nota che ha accompagnato la pronuncia, che la Consulta rileva “L’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato – alla lista o alla coalizione di wholesale football jerseys liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna regione”. Di conseguenza, viene meno anche il Mattarellum, poiché i giudici hanno riconosciuto anche “l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali bloccate, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza”.

A scanso di equivoci, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha subito precisato che la formazione del Parlamento, così come ridisegnato dall’entrata in vigore della legge 270/2005, è pienamente legittimo, e che del resto su questo aspetto erano d’accordo anche gli stessi giudici costituzionali. Con riferimento, invece, a quanti temono cheap football jerseys che dopo la sentenza della Corte possa crearsi una lacuna normativa; si può ricordare che una regola per il voto rimane ed è la regola del sistema proporzionale con voto di preferenza. Posizione questa espressa, tra gli altri, anche dal Vicepresidente del Centro democratico Pino Pisicchio, che in una nota ha accusato gli esponenti cheap nfl jerseys della nuova Forza Italia di chiedere la decadenza di 148 parlamentari sulla base delle logiche della rappresaglia. “Per la decadenza di uno solo, Berlusconi, ne chiediamo 148” ha apostrofato.

Berlusconi  1Silvio Berlusconi, dal canto suo, si appresta a condurre una lunga battaglia, non solo processuale ma anche mediatica. La perdita del seggio parlamentare gli impedisce di avvalersi dello scudo dell’immunità parlamentare così che potrà essere perquisito e intercettato senza che sia più necessaria l’autorizzazione cheap jordans online delle Camere. Questo proprio quando a Napoli viene rinviato a giudizio per corruzione mentre, a Milano, la Procura dà segno di voler aprire un nuovo filone d’inchiesta relativo alle false testimonianze dei teste della difesa presentati durante il processo Ruby di primo grado. Sul tema della grazia, invece, resta l’inghippo per il quale è necessario sia il condannato stesso a richiederla, e Berlusconi non ne ha alcuna intenzione. Né, tantomeno, ricorrono le “finalità essenzialmente umanitarie” per le quali si invochi la clemenza del Capo dello Stato. Ma anche qualora Napolitano graziasse l’ex Premier sua sponte, Berlusconi resterebbe incandidabile per effetto della legge Severino, secondo la quale il decreto di grazia estingue le pene accessorie se questo è stato espressamente previsto, mentre non estingue gli altri effetti penali della condanna ex art. 174 c.p.

Consulta 2Ora, il punto fermo nella contorta vicenda che sta travolgendo le larghe intese è proprio il rilievo di incostituzionalità della legge elettorale, voluta dallo stesso Governo Berlusconi a fine 2005, di comune accordo con l’alleato leghista. L’avvocato Aldo Bozzi è riuscito ad ottenere il netto “no” della Consulta con riguardo sia all’impossibilità di esprimere preferenze sia al premio di maggioranza. Nel frattempo, il governo di Enrico Letta sembra dover fronteggiare difficoltà sempre più evidenti, da ultimo le dimissioni del Sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali Jole Santelli che ha aderito a Forza Italia. Si attende l’esito delle primarie del Partito Democratico, il cui voto si terrà il prossimo 8 dicembre, per intravedere l’evoluzione di una situazione politica tanto fumosa quanto instabile.

 

Silvia Dal Maso

Lascia un commento