Martedi 21 marzo 2017

La deontologia giornalistica a cura di Napoletano, Preziosi, Tarquinio

22 AGOSTO – “Raccontare la realtà presenta un inconveniente legato all’occhio con cui il giornalista si porta sulle cose, sui fatti, sui dati”, così Savorana introduce l’incontro tenutosi ieri al Meeting di Rimini in cui si fondono etica e professionalità nel campo dell’informazione.

In modo provocatorio, il Portavoce di Comunione e Liberazione, pone una domanda circa un aspetto, spesso dato per scontato e che invece dovrebbe esser al centro dell’agire del giornalista che sia anche cristiano, ovvero come costui debba porsi di fronte alle notizie.

La questione è stata affrontata da tre prospettive differenti: economica, radiofonica e morale.

Napoletano, direttore del “Sole 24 ore”, ha sottolineato come l’assunzione di responsabilità sia il fulcro dell’attività giornalistica. Questo per il Sole 24 ore, “il giornale di Confindustria”, ha significato assumere una netta presa di posizione, nel tentativo di spronare i mercati ed i politici – nazionali e non – ad intervenire nei momenti di crisi, quale quello odierno.

Un esempio eclatante è l’editoriale del 9 novembre, intitolato non a caso “fate presto”, titolo che “esprime algebricamente il rigore del Sole”. Quel giorno infatti i tassi di interesse avevano superato, per i titoli a 10 anni, il 7.40 di rendimento, il che significa che i mercati stavano scommettendo sull’insolvenza del Paese.

Come il giornalista in quell’occasione ha avvertito l’imperativo morale di sollecitare la BCE ad intervenire per “garantire la stabilità monetaria dell’Eurozona”; così le leadership europee avrebbero dovuto, sin dal principio, illustrare ai propri cittadini i vantaggi reciproci derivanti dalla coesione a livello europeo.

Tanto la carta stampata quanto le emittenti radiofoniche, devono quotidianamente confrontarsi con una problematica loro intrinseca: raccontare la realtà minuto per minuto. Benchè possa sembrare assai semplice aggiornare costantemente i propri ascoltatori – o lettori – in realtà il punto focale della questione è che “il verosimile è oggi una grandissima insidia per il professionista che deve ricorrere alla verifica delle fonti per salvarsi”.

È noto a tutti il tragico attentato a Brindisi in cui perse la vita Melissa. All’epoca dei fatti, un giornale locale diffuse la notizia della morte di una seconda giovane; molti colleghi, accolta come veritiera tale affermazione, la pubblicarono a loro volta. “Noi, a costo d’arrivare anche secondi terzi o decimi, abbiamo fatto una cosa molto banale; abbiamo contattato l’ospedale per verificare la seconda tragedia.” Da questa banale quanto semplice ed immediata procedura, emerse la falsità del comunicato, la ragazza in questione è infatti riuscita a sopravvivere al delicato intervento che l’ha vista protagonista.

Questa mancanza di scrupolo che possiamo riscontrare nell’offrire all’ignaro lettore o ascoltatore notizie non veritiere, è stata ripresa nel proprio intervento da Tarquinio, direttore di “Avvenire”. Costui ha infatti posto l’enfasi sulla pigrizia che porta molti professionisti in primis a non vagliare la veridicità di ogni notizia che viene a loro sottoposta ed a posporre l’inchiesta giornalistica a quella che è l’inchiesta giudiziaria. “Io sono contrario alla mediazione degli strumenti d’indagine”, con queste forti parole il Direttore ha “condannato” quanti hanno perso di vista una delle principali virtù che dovrebbe avere il buon giornalista: l’onestà.

“Raccontare la realtà senza onestà significa – infatti – capovolgerla”.

I giornalisti determinano quella che è la percezione della realtà presso il pubblico. Questo potere comporta una grande responsabilità. Nell’odierna crisi antropologica – come ricordato dal Santo Padre e sottolineato dal Direttore del Sole 24 ore nel proprio intervento conclusivo – non bisogna mai rinunciare a “scavare sotto la superficie della realtà”.

Ecco l’importante lezione che tre grandi direttori hanno saputo oggi lasciare a tutti quei giovani volonterosi che desiderano intraprendere questa professione.

Giuliasofia Aldegheri e Linda Tonarini

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