Trento: una città ancora sicura?

Trento

8 AGOSTO – “Tutto il mondo è Paese” si diceva un tempo; mai come rispetto al tema sicurezza questa affermazione è vera.

Città virtuose come Trento devono fare i conti con situazioni di insicurezza pubblica già presenti in altre città italiane.

Il nostro codice penale dedica un titolo specifico ai delitti contro l’incolumità pubblica, il VI, ma la tensione verso questo bene giuridico non deve essere un luogo comune, un concetto astratto, bensì una caratteristica imprescindibile del luogo in cui viviamo. Si tratta per altro uno di quei valori irrinunciabili rispetto ai quali si valutano le città.

Nel momento in cui dovrà effettuare una scelta, un’ipotetica coppia con figli piccoli cercherà una casa vicina ai giardinetti e alle scuole migliori, in una città che sia anche sicura. Ebbene, chi vive lontano dagli splendidi paesaggi trentini quasi sicuramente non è a conoscenza di ciò che vi accade; siamo abituati a guardare a questa provincia autonoma come ad un faro,mentre invece la criminalità è ormai ampliamente presente nonostante i tantissimi lati positivi di questa eccellenza. È quindi doveroso per una corretta informazione, denunciare quelle che sono delle lacune; a cui, si spera, si stia già lavorando.

Via Orsoline, via Lunelli, il Liceo Da Vinci sono soltanto dei nomi, per altro sconosciuti agli “stranieri”, ma se chiederete ad un autoctono, vi renderete conto che questa non è soltanto demagogia. La microcriminalità in queste zone urbane è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni.

A Trento come in qualsiasi parte d’Italia, la crisi ha significato anche questo: la gente “non ha più niente da perdere” oppure “non sa come arrivare a fine mese” e quindi ricorre a questi espedienti, per quanto vili. Vi sono però casi anche di violenza gratuita spesso dimenticati.

Posto che il problema esiste, non si può più nascondere e soprattutto non si deve nascondere; cosa fare? Gli abitanti di questa altrimenti amena cittadina non si sentono più al sicuro. Tanti hanno già inviato lettere all’amministrazione per denunciare questa situazione preoccupante; costoro sono gli stessi che oggi temono persino di parcheggiare la macchina al parcheggio di Monte Baldo per la presenza di caravan usati a scopo abitativo che hanno creato un paesaggio di evidente degrado. Come è possibile tutto ciò?

Manfred de Eccher, esponente dell’opposizione che cura la tematica della sicurezza

Prendiamo per esempio questa situazione: l’art 84 del Regolamento di Polizia Urbana di Trento che così dispone che “ sul territorio comunale è vietato insediare a scopo abitativo strutture quali,esemplificando, tende, caravan, autocaravan o altri mezzi di soggiorno mobili, fuori dei complessi ricettivi turistici o dai campeggi mobili autorizzati”. Perchè nonostante questo la situazione di degrado continua ad esser una realtà concreta? Questa è soltanto una delle domande che i cittadini hanno rivolto al sindaco ed alla sua giunta.

Nonostante le numerose interrogazioni da parte di esponenti dell’opposizione , che invocano misure di contenimento efficaci, ad oggi i risultati sono assai più modesti di quanto prospettato ab origine, nel pacchetto sicurezza risalente al 2010.Soltanto pochi giorni fa, dopo l’ennesimo episodio di violenza avvenuto in pieno centro, sono giunti corpi militari con il compito di coadiuvare i colleghi trentini nella lotta a questa criminalità diffusa.

Situazione pesante se si pensa che sino a pochi anni fa la città capoluogo del Trentino veniva ritenuta tra le più sicure d’Italia .

Lascia un commento