Giovedi 18 maggio 2017

Sin City 2: divertimento in black&white

sin city8 OTTOBRE – Torna al cinema Sin City, il film cult uscito nel wholesale jerseys 2005 (frutto della fantasia della “strana coppia” Tarantino-Rodriguez) e riportato sul grande schermo quasi un decennio dopo dallo stesso Robert Rodriguez in collaborazione con Frank Miller, ai cui fumetti si ispirano queste pellicole. In questo secondo episodio ritroviamo alcuni dei protagonisti già visti nella prima puntata: Bruce Willis, Mickey Rourke, Jessica Alba, Rosario Dawson e tanti altri. Di certo, stavolta, la novità è rappresentata dalla presenza di Ava Lord interpretata dalla meravigliosa Eva Green, la “Dame to kill for” (“Una donna per cui uccidere”) del sottotitolo.

E ne ha fatta di strada dall’epoca di “The Dreames” l’attrice parigina, che recentemente sembra avere instaurato un feeling tutto speciale con le produzioni “fumettistiche”. Dopo essere stata in passato anche Bond Girl e aver partecipato con grande successo a “300 – L’Alba dell’impero” (altra mega-produzione ispirata da Cheap nfl Jerseys Miller), eccola be! di nuovo alle prese con un genere che evidentemente le sta dando particolari soddisfazioni. Grazie al bianco e nero (con sprazzi di colore acceso, qui e là) utilizzato dalla coppia Rodriguez/Miller i suoi grandi occhi verdi appaiono ancora più brillanti e folli e, di conseguenza, più affascinanti e terribili che mai. E d’altronde è lo stesso suo personaggio ad apparire tale: una manipolatrice di uomini che non riescono in alcun modo a sottrarsi al suo potere di “femme fatale” e che non trovano altro rimedio se non uccidere, uccidersi o farsi uccidere. Ovvio che attorno a lei ruotino i vari episodi di cui è composto il film, anche quelli più “lontani” dalla vicenda da lei interpretata, ma intimamente connessi, in realtà, alla sua. Fra questi, forse, il più tenero è quello con Johnny/Joseph Gordon-Lewhitt, che cerca di vendicarsi dello spietato senatore Roark. Ma sullo stesso Roark si concentrano anche le attenzioni di una rediviva Jessica Alba (nei panni di Nancy Callahan), che vuole vendicare John Hartigan/Bruce Willis, protagonista del primo film e qui in veste di “fantasma”. A vigilare su tutti, poi, c’è sempre quel grande uomo di  Marv/Mickey Rourke, incurante delle pallottole che gli vengono “ficcate” in corpo e sempre pronto a dare una mano a chi ha una “causa persa” da portare avanti. Impossibile non amarlo!

Con uno stile graffiante e secco, perfetto per il contenuto violento del film, Miller e Rodriguez trascinano fin da subito il pubblico, con pochi ed efficaci fotogrammi,  nelle stesse ambientazioni e nelle stesse storie del primo film, permettendo a chi le ha apprezzate di ritornare negli stessi “luoghi” e ritrovarsi custom jerseys quasi “in famiglia”.  Sin City accoglie a braccia aperte personaggi (criminali dal codice etico integerrimo e dal cuore grande) che  conoscono solo la legge della “giungla urbana” e che ad essa si attengono scrupolosamente. La “Città del Peccato” è in realtà una location “ideale”, ma può in  fondo essere tranquillamente identificata con alcune periferie di grandi metropoli del mondo (da New York a Mosca, da Bogotà a Rio de Janeirò passando per Milano, Londra, Johannesburg o Madrid), dove esistono quartieri in cui la polizia è letteralmente “off limits” e Cheap Oakleys Sunglasses dove vige, appunto, un codice non scritto ma condiviso da tutti. Tranne gli sprovveduti. Insomma, fumetto, si, ma non poi lontano da una realtà degradata e fragile che purtroppo (e per fortuna) ispira sempre la fantasia di scrittori e cineasti. Basterebbe fare un parallelo forse irriverente, ma di certo utile con “La città di Dio” di Fernando Meirelles per capire come, in fondo, certe dinamiche siano assolutamente reali e concrete.

I fan di “Sin City 1” non potranno che divertirsi con questo secondo episodio, riallacciando un rapporto con le atmosfere dark ed estremamente coinvolgenti che la tecnica del “green screen” e la tecnologia di oggi permette ogni volta di inventare. Nulla di nuovo, insomma, ma di certo un’altra piccola pietra miliare del “comic movie”, di cui Miller, con il suo stile grafico originale, sta cambiando – con Cheap Jerseys From China la sua “cricca” di amici registi – le regole e i codici espressivi.

Ernesto Kieffer

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