Martedi 21 febbraio 2017

Facebook, Torno Subito (ma anche no)

31 GENNAIO – Il mese di Gennaio sta volgendo alla conclusione, e ci ha proposto diversi spunti per evidenziare un problema di fondo che si sta vivendo socialmente : la Superficialità e la soccombenza da Social network, di cui la Superficialità ne è causa e conseguenza. Ma veniamo con ordine.

Sei giorni fa, mercoledì 25 Gennaio, la città di Verona è stata oggetto di un tam tam che preannunciava una forte scossa di terremoto, molto superiore a quelle registrate in precedenza (alle ore 00.55 era stato di 4,2 richter), intorno alle ore 12.00. Il risultato fu il riversarsi per le strade e piazze di moltitudini di persone, perchè partendo sostanzialmente da Facebook la voce è poi passata a parenti, amici, e conoscenti, radio locali, pure gente che da fuori provincia avvisava gli ignari familiari veronesi dell’evento. Linee telefoniche intasate e impossibilità di comunicazione per cellulare. Come fossimo in guerra. Personalmente ho avuto modo di constatare che da un istituto di cura medici, infermieri, pazienti e visitatori si portavano in massa all’esterno dell’edificio. Per le strade si potevano notare anziani accompagnati da familiari che predisponevano sul marciapiede delle sedie per far stare al meglio il proprio caro, nonostante comunque la stagione invernale non sia la migliore per stare all’esterno, specie quando si ha qualche anno alle spalle.

In attesa di cosa ? I terremoti non si possono prevedere, figurarsi l’ora esatta e l’intensità ! Nessun allarme è stato diramato dalle autorità, se non gli sgomberi degli istituti scolastici per controllo delle strutture a seguito delle scosse avute in precedenza. Intorno a quell’ora annunciata come fatidica mi sono recato presso un ufficio postale e un istituto di credito, che lavoravano regolarmente, il primo perchè nulla è stato avvisato loro, il secondo perchè circolari interne informavano sul fatto che le autorità non avevano allarmato in merito; un modo diverso per dire che non v’era nulla di ufficiale. Quanti disagi e malesseri si sono arrecati, specie alle persone più deboli e debilitate ? Quanti problemi per chi lavora ? Tutti assieme in strada perchè “qualcuno ha detto”.

Secondo fatto. Domenica, è venuto a mancare l’emerito presidente Luigi Scalfaro, e con esso, “a furor di popolo di twitter”, sono morte anche le agenzie di stampa e il giornalismo professionale. Come mai ? Perchè l’Ansa, l’agenzia di stampa principe in Italia, sarebbe arrivata a battere la notizia con tre quarti d’ora di ritardo rispetto a Twitter. Perbacco ! Il messaggio è partito dalla pagina twitter di Alberto Gambino, collaboratore e amico di Scalfaro; ma dove sta la certezza di quanto asserito, e del fatto che sia stato lo stesso Gambino a riportare il messaggio ?

L’Ansa e Twitter non sono la stessa cosa, la prima batte in tempi rapidi le notizie, la seconda batte immediatamente quanto digitato con la tastiera del computer o del cellulare da non si sa chi. Il termine “notizia” proviene dal latino “notitia”, che deriva da “notus”, ovvero Conosciuto. Che nel vivere si conosca è indubbio, ma conoscere quanto viene scritto su twitter è una cosa, e conoscere che quanto scritto è vero è un’altra cosa, e in ciò sta la notizia e il lavoro del giornalista, la conoscenza sul contenuto e non soltanto sul contenitore. Il problema è che effettivamente i media si stanno gradualmente orientando nell’informare anche per indiscrezioni a mezzo social network.

Terzo Fatto. Nella serata di venerdì 13 Gennaio è avvenuto il disastro del Costa Concordia. Mettendo per un attimo da parte la superficialità/responsabilità del comandante, che sarà appurata e quantificata in tribunale, veniamo al fattore sociale-comunicativo. Come evidenziato nel recente articolo di Ernesto Kieffer “Superficialità”, che invito a leggere, abbiamo assistito nella fase di messa in salvo dei passeggeri a svariate riprese video su quanto stava accadendo da parte dei superstiti, che però in quei concitati momenti non erano ancora tali ma avevano la vita ancora in pericolo. Per non parlare delle frotte (e flotte) di turisti curiosi di vedere il relitto della crociera. Niente di strano a fotografare il relitto emblema del disastro, a testimonianza di quanto accaduto, ma a posizionarsi assieme al relitto nell’inquadratura da scattare…No. E’ sintomo di un problema. Per la stessa logica il comandate potrebbe ritornare in servizio e avere la crociera stracolma di passeggeri, per il solo fatto che la guida lui.

Quanto si avverte socialmente è grave. Il terremoto, non è accaduto, ma in realtà è già avvenuto dentro di noi, sconfitti in partenza. La superficialità che pervade la società permette di credere, e di agire di conseguenza, in massa, alla qualsivoglia cosa detta dalla qualsivoglia fonte, a prescindere. La superficialità è fatta solo che di qualsivoglia, il discernimento è sparito. Si attende solo la conferma di aver perso, condannati alle sacrosante falsità, versione 2.0. La superficialità alimenta i social network, di cui direttamente o indirettamente, volenti o nolenti, utilizzatori e non utilizzatori, siamo succubi, e i social network generano altrettanta superficialità, senza soluzione di continuità.

“Facebook, Torno Subito” con la immagine profilo in bianco (come se la persona raffigurata sia uscita dallo schermo), è una forma di protesta e di replica verso questa malsana concezione di “vetrina necessaria” del social network, nel rendere reale, da vivere, ciò che in realtà è finto e non veritiero. Siamo soggetti al condizionamento disinibito.

Concludendo, qualcuno obietterà che, in realtà, nell’enunciare i fatti non ho seguito l’ordine. Ma l’ordine non è soltanto cronologico.

Nicola Galetto

Pubblicato il: 31 gennaio 2012

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