Giovedi 29 giugno 2017

Il Re Tarantola: l’ironia al potere fra riff di chitarra e testi ostinati per il nuovo “Il nostro tabacco sa d’amore”

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22 cheap nfl jerseys AGOSTO – Un cambio di atmosfere verso la tranquillità, ma neanche troppo. Questo è il secondo album “Il nostro tabacco sa d’amore” del Re Tarantola, al secolo Manuel Bonzi, rappresentante di quella nuova generazione di “cantautori alternativi” bresciani che si sta facendo strada in Italia (vedi Ettore Giuradei wholesale jerseys china e Paletti). Le sonorità sono quali le stesse del primo e quasi omonimo album, Il nostro amore sa di tabacco, ma i riff di chitarra e la batteria si sono addolcite. La copertina dell’album, disegnata dal famoso illustratore e fumettista Alessandro Baronciani, dà un tocco di qualità in più al cd.

Si comincia con Capelli unti, una simpatica presa in giro al falso essere trasandati di alcuni artisti alternativi della scena underground italiana. L’autoironia qui è evidente. Se stai male e t’addormenti non seguir la luce torna indietro nel tempo, fra metà ’80 e inizi ’90, durante l’infanzia/adolescenza di Manuel Bonzi. Nascondino, crystall ball, telefilm e giocare ai cowboys: impossibile non sentirsi nostalgici se si ha trent’anni.

Il mio migliore amico di Facebook è certo il pezzo più commerciale del disco, confezionato in modo ironico, ma alquanto banale. Brilla invece il giro di chitarra de I nipoti dei fiori, che descrive un’ipotetica generazione post ’68, alla quale cheap oakleys Bonzi Cheap NFL Jerseys ritiene di appartenere.

Con il tour finirà quando mi ritireranno la patente il Re Tarantola ci porta in viaggio nei piccoli locali alternativi di tutta Italia. Questa è forse la migliore canzone del disco: mi piacciono i circoli ARCI dove il vino migliore e peggiore coincidono. Fantastico.

Il valzer di This card doesn’t work ci porta in un’altra dimensione, Cheap Jordans totalmente and interiore, malinconica ed introspettiva. Inaspettata e molto piacevole.

Il disco si chiude in salita, con l’indiavolata title track, che riassume tutta la spocchia, il sarcasmo e la perdidia di Manuel in un gioco di parole molto sagace: alcuni anni fa dicevano che si stava meglio che si stava peggio. Adesso che si sta peggio, non mi pare che si stia meglio.

Carlo Tregambe

Pubblicato il: 22 agosto 2014

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Carlo Tregambe

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