Mercoledi 19 luglio 2017

Il Re è morto, viva il Re

29 DICEMBRE – In questi giorni si sono svolti i funerali di  Kim Jong-Il, padrone incontrastato della Corea del Nord. I mass-media hanno parlato dei sontuosi funerali che si sono svolti, ma nessuno ha spiegato il contesto di tale evento. Molta gente sa quasi nulla della Corea del Nord, è doveroso sapere “un minimo” di questo Stato che si trova vicino alla Cina e al Giappone. La storia di questo paese inizia all’indomani della capitolazione giapponese il 15 agosto 1945, Kim Il-sung, che aveva guidato la resistenza comunista in Corea,si nomina segretario generale del Partito dei lavoratori di Corea. Il nuovo segretario generale godeva anche dell’appoggio delle truppe sovietiche che erano entrate nel paese prima delle truppe americane. Si scelse allora, nel 1948, di attuare una separazione fra la Corea del Nord e quella del Sud; limite teorico, fra le due, fu il 38° parallelo.

Per la Corea del Nord, il 16 febbraio 1948 l’Unione Sovietica proclamò a Pyong Yang la “Repubblica Democratica Popolare della Corea Settentrionale”, cui seguì il 7 luglio 1949 un accordo economico-culturale con l’Unione Sovietica. Il 29 settembre stesso anno le Nazioni Unite organizzarono una protesta contro le interferenze di Mosca negli affari interni del paese. Poi ci fu la guerra di Corea che dopo tre anni portò a uno status quo tra i due paesi; le Nazioni Unite, al fine di assicurare la pace, imposero una area demilitarizzata al confine tra i due paesi.
La Corea del Nord, dopo la proclamazione della Repubblica, politicamente fu sempre più vicina sia all’Unione Sovietica che alla Cina popolare, mentre quella del Sud si allineò con il blocco occidentale.
Soltanto a partire dagli anni settanta si giunse a una normalizzazione dei rapporti. Vennero compiuti vari tentativi per riunificare la Corea ma tutti senza risultato. Intanto Kim Il-song, che era diventato l’unico padrone della Corea del Nord, lavorò per preparare la successione al governo al figlio Kim Jong-il, il quale nel 1980 veniva già nominato segretario del Comitato Centrale del Partito e del Presidium del Politbjuro, nonché Presidente della Commissione Militare. Economicamente  non si ebbero grandi progressi, anzi, il regime di autosufficienza mantenne costante la produttività, naturalmente secondo le notizie filtrate sempre dalla censura. Con l’avvento della “perestroika”  la situazione, a differenza delle Repubbliche socialiste  Europee, non cambiò assolutamente anche perché mancavano quei contatti con il mondo esterno che invece c’erano nel vecchio continente.  Così mentre si assisteva al crollo del socialismo in Europa e in Russia, in Corea del Nord la situazione restava la stessa.  Nell’Europa dell’Est vi era il “Tallone d’Achille” che era Berlino Ovest, cosa che non vi era nella Corea del Nord grazie alla area demilitarizzata. Nel 1994 sale al potere Kim Jong-Il, tale passaggio porta alla nascita della “Monarchia Comunista”. Il resto è attualità; il programma nucleare e le continue esercitazioni hanno terrorizzato il mondo in questi ultimi diciassette anni. Il paese ora si trova con un nuovo leader, il quale continuerà a detenere il potere visto che:
–  Un notiziario diffuso ogni ora tesse le lodi del dittatore.
–  Gli apparecchi radiofonici come quelli televisivi sono stati tarati in modo da essere sintonizzati solo sulle stazioni governative e chiunque dovesse essere colto in difetto subisce la deportazione nei Gulag.
–  I quotidiani nazionali contengono solo le dichiarazioni di stima per Kim Il Sung e dinastia oppure i discorsi scritti dallo stesso.
–  I giornalisti stranieri vengono ammessi solo se invitati in occasioni ritenute speciali.
In questo paese del resto è reato:
  ascoltare una radio straniera
–  sedersi sopra un giornale con una fotografia del leader
–  cantare una canzone della Corea del Sud.
Non esistono processi per cui si viene condannati senza nessun tipo di spiegazione o possibilità di difesa. I detenuti politici sono trecento mila come indicato dalle Nazioni Unite. Il futuro è Kim Jong-un, il nuovo leader nordcoreano, ha vissuto in Europa dove ha compiuto i suoi studi e forse chissà se il nuovo “Re” porterà un po’ di occidente nel paese.
Michele Altavilla
Pubblicato il: 29 dicembre 2011

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Michele Soliani Michele Soliani

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