Il venerdì nero di Dnipropetrovsk

28 APRILE – Il centro di Dnipropetrovsk, città di un milione di abitanti situata in Ucraina, è stato sconvolto durante il pomeriggio di ieri da diverse esplosioni dovute ad un attentato terroristico. La prima esplosione è avvenuta intorno a mezzogiorno ad una fermata del Tram in via Karl Marx, seguita poco tempo dopo da un’altra presso il principale cinema della città e da una terza presso un parco cittadino. Fonti non sicure affermano che sia avvenuta presso via Karl Marx un’ulteriore esplosione.  Le persone ferite negli attentati sono state ventinove, l’intera città è stata paralizzata per un intero pomeriggio in preda alla paura di nuovi possibili attentati.

Non si sa ancora chi sia il responsabile di un simile atto terroristico, il Presidente ucraino ha annunciato una ricompensa di 250 mila dollari per chi fornirà informazioni utili alle autorità competenti.

L’attentato a Dnepropetrovsk ha visto le principali forze politiche scontrarsi sui responsabili dell’attentato. Da una parte i sostenitori di Julia Tymoshenko accusano il governo di Kiev di voler distogliere l’attenzione pubblica dalle drammatiche foto presentate in questi giorni dove si vede l’ex-premier vittima di un pestaggio avvenuto in carcere, dall’altra i principali esponenti del governo hanno accusato l’opposizione, che sostiene Tymoshenko, di aver orchestrato gli attentati allo scopo di annullare lo svolgimento dei Campionati Europei di Calcio.

Entrambe le versioni possono apparire comunque poco fondate. Il governo non aveva alcun interesse a realizzare un attentato proprio alla vigilia dei campionati di calcio, la crisi creatasi in questi giorni è di gran lunga inferiore a quella che avverrebbe nel caso in cui dovessero essere annullati i campionati europei di calcio; anche l’ipotesi che tale attentato possa essere un pretesto per entrare in Stato di Emergenza e rinviare sine die le elezioni appare del tutto infondata. Al contempo, l’accusa che vede coinvolti i sostenitori di Timoshenko appare inverosimile visto che se era nelle intenzioni di questi annullare Euro 2012, non si sarebbe compiuto l’attentato nella città natale della loro leader e si sarebbero preferite le città dove si giocheranno le partite. La polizia, al di fuori del dibattito politico, parrebbe individuare i responsabili all’interno della criminalità organizzata. I conflitti criminali sono all’ordine del giorno e gli attentati di venerdì potrebbero essere un monito fatto da una banda criminale nei confronti di un’altra.  Tale ipotesi appare, al pari delle altre, poco credibile visto che i metodi utilizzati nei loro attentati sono totalmente diversi da quello di venerdì.

Forse mai si sapranno i responsabili degli attentati di Dnepropetrovsk. L’unica cosa certa è che la UEFA, con una dichiarazione ufficiale, ha dichiarato la sua intenzione di non annullare i Campionati Europei in Ucraina.

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