Irlanda del Nord: notti di violenza contro la polizia a Belfast

Polizia sotto attacco a Belfast.
alcune immagini dei recenti scontri a Belfast

6 SETTEMBRE – Le strade di Belfast portano ancora i segni delle violenze che hanno messo a ferro e fuoco  i quartieri settentrionali della capitale per tre notti consecutive: mattoni, pietre, residui di bottiglie incendiarie, petardi e carcasse di auto date alle fiamme. Scene come questa si trovano di solito nelle città del Medio Oriente, ma per Belfast è una triste realtà con cui gli abitanti sono ormai costretti a convivere, reminiscenza di un passato che sta tornando, o che non se ne è mai del tutto andato.
Nelle ultime tre notti Carlisle Circus, zona nord della città, è stata il fulcro dei disordini fra repubblicani, lealisti e agenti della polizia. Le violenze hanno avuto inizio domenica, quando una marcia organizzata dai repubblicani è stata interrotta dagli uomini fedeli alla Corona. All’arrivo della polizia, che era intervenuta per placare i disordini, la furia di entrambe le fazioni si è riversata sugli agenti stessi, colpiti da una pioggia di mattoni, pietre e molotov. Gli scontri hanno preso una piega ancora più estrema, quando bus e auto sono stati dati alle fiamme dai manifestanti, spalleggiati dai compagni usciti alla scoperto dalle roccaforti cattoliche e protestanti di Belfast. La risposta della Police Service of Northern Ireland (PSNI) non si è fatta attendere, utilizzando proiettili in gomma e cannoni ad acqua per disperdere la folla.
Le violenze sono continuate anche lunedì e martedì notte, portando il bilancio a più di 67 agenti feriti, fortunatamente non in maniera grave.
Nelle sue dichiarazioni, rese all’indomani degli scontri, l’assistente capo Will Kerr ha fatto notare come sette aggressori siano già stati arrestati; tuttavia ha anche insistito sull’importanza di far cessare le violenze, pregando la classe dirigente di usare la sua influenza al fine di trovare una soluzione a lungo termine per i problemi che interessano quest’area. Kerr ha anche fatto una riflessione sull’impatto negativo che questi ultimi avvenimenti potrebbero avere sul turismo in Irlanda del Nord, un Paese che nell’ultimo decennio si è impegnato molto per promuove un’immagine positiva di se stesso.

alcune immagini dei recenti scontri a Belfast

Le violenze di questi giorni, non ancora domate completamente, destano particolare preoccupazione nelle autorità in vista della grande parata protestante dell’Orange Order, che il 29 settembre attraverserà la città per sei miglia, dal Belfast City Hall a Stormont, sede della North Ireland Assembly e del Northern Ireland Executive, portando in strada migliaia di persone.
L’Irlanda del Nord è stata teatro di violenze fra repubblicani e lealisti fin dal 1922, anno della ratifica del Trattato Anglo-Irlandese, che sanciva la divisione dell’isola in Repubblica d’Irlanda e in Irlanda del Nord, quest’ultima composta dalle sei contee dell’Ulster facenti parte del Regno Unito. Gli scontri fra la maggioranza protestante e la minoranza cattolica, che hanno interessato le città nordirlandesi in particolare fra gli anni ’60 e ’90, sono passati alla storia con il termine The Troubles (letteralmente “disordini’) ed hanno provocato più di 3000 morti. Una tappa fondamentale del processo di pace in Irlanda del Nord è rappresentato dal “Good Friday Agreement” del 1998, con la conseguente rinuncia alla lotta armata da parte dell’IRA (Irish Republican Army).
Nonostante l’accordo di pace, sporadici tafferugli continuano a verificarsi in Irlanda del Nord, come il 12 luglio scorso nel distretto cattolico di Ardoyne dove, a seguito di scontri durante una parata protestante, ci sono stati 26 arresti e decine di feriti. Gli avvenimenti degli ultimi giorni a Belfast si sono contraddistinti per violenza e ostinazione.

Laura Fontana

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