Maze Runner: la solita (bellissima) storia

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24 OTTOBRE – Per chi ama il cinema italiano, oakley sunglasses sale magari quello d’autore, resta sempre difficile entrare senza pregiudizi in una sala dove proiettano quello che potrebbe essere il nuovo Hunger Games, Twilight, Transformers, ecc ecc. Ci si aspetta un turbinio di NFL Jerseys Cheap azione, condita da qualche colpo di scena ampiamente prevedibile ed una morale del tipo: i buoni vincono, i cattivi perdono, noi ce l’abbiamo messa tutta, ecc ecc.

Maze Runner giustifica questo pregiudizio solo nei primi minuti di messa in scena. L’inizio del film punta tutto sul colpo a sorpresa emozionale, tirando in ballo paura e spavento. Fortunatamente, l’”americanata” finisce qui. Maze Runner è un film con una trama ben concepita (come, evidentemente, il libro scritto da James Dashner dal quale la pellicola è tratta), ma soprattutto si presta ad interpretazioni molto interessanti, che richiamano alla mente quella “fotografia della realtà attuale” che è la trilogia cheap Air Jordans di Matrix.

Insomma, i ragazzi protagonisti vengono buttati da qualcuno all’interno di un gioco, ne conoscono solo una piccola parte e tutta la loro esistenza è condizionata dal rapporto con il labirinto. Qualcuno (la maggior parte) cerca di sottostare alle regole imposte Contingency dalla sopravvivenza; Thomas, il protagonista del film, sarà colui Cheap nfl Jerseys che romperà questo equilibrio, affronterà tutte le difficoltà e le prove che gli si porranno di fronte e porterà il gruppo verso la prima “evoluzione”. Una storia non certo fantasiosa, anzi: i richiami alla letteratura classica (per esempio il mito del minotauro) ed al cinema d’autore (Matrix, appunto, o Cloud Atlas, sempre dei fratelli Wachowsky) ci sono, e sono corposi.

Questo non toglie, però, che questa storia funzioni. Anzi: è una storia che ha sempre funzionato, e che funzionerà sempre. L’abilità di Dashner, e del regista Wes Bell, sta nell’averla contestualizzata nel modo corretto, rendendolo gradevole al pubblico degli anni ’10.

Resta solo un timore: che inizi una saga, con infiniti sequel e prequel, che perda di vista questa bella forma narrativa e vada alla ricerca Cheap Ray Bans del successo al botteghino. Speriamo che non sia così.

Carlo Tregambe

 

 

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