Mercoledi 19 luglio 2017

“Pasolini” di Abel Ferrara: un film contro o un film contro Pasolini?

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30 SETTEMBRE – Si esce dalla sala veramente allibiti, dopo aver visto “Pasolini” di Abel Ferrara, attesissimo nelle sale italiane, dopo aver spaccato in due pubblico e critica al Festival di Venezia. E non è per le scene, diciamo così, osè, e neppure per la totale mancanza di un aspetto biografico, che avrebbe dato maggior corpo alla trama del film. Si ha la sensazione di non aver visto nulla di interessante. Anzi, peggio: si ha la sensazione di aver assistito ad uno spettacolo che vada contro allo spirito che ci ha lasciato Pasolini in eredità.

Insomma, parliamoci chiaro: non si vede nulla dello spirito critico, discount oakley della verve bastiancontraria e del raffinatissimo acume fake oakleys intellettuale dello scrittore, regista, giornalista e poeta bolognese in questo ultimo giorno della sua vita. Sembra di assistere ad un’accozzaglia di scene, montate senza un grande interesse, che puntano a colpire lo spettatore con qualche sensazionalismo sessuale: vedi la scena del rito che si svolge ogni anno fra lesbiche e gay, che resta comunque la migliore del Cheap Jerseys film; vedi il rapporto orale fra Pasolini ed cheap nba jerseys i ragazzi, scena nella quale Ferrara non lascia nulla all’intuito; vedi l’ulteriore rapporto orale nella macchina sul lido di Ostia.

Insomma, cos’era questo Pasolini? Un pedofilo? un pervertito che gira di notte solo, vestito di nero, con gli occhiali neri, alla caccia di carne giovane da assaggiare? Solo questo? Ed i suoi romanzi, i suoi film, i suoi libri? Si intuisce qualcosa dello spirito di Pasolini solo nella scena dell’intervista con Curzio Maltese.

Inoltre, brief Ferrara interpreta in modo goffo e, forse, fantasioso, la morte del poeta, sulla Ray Ban Outlet quale ancora non esiste una versione certa e confermata. Abel Ferrara si è distinto per capolavori come “Fratelli”, che ha permesso a Sean Penn di vincere la Coppa Volpi a Venezia nel 1996. Un bellissimo noir, ambientato nell’America della grande depressione.

Ecco, forse Pasolini non è adatto al suo modo di intendere la regia. O forse lui non sarà mai adatto a Pasolini.

Carlo Tregambe

Pubblicato il: 30 settembre 2014

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L'autore
Carlo Tregambe

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