Sabato 22 settembre 2018

Serse, Artaserse e Ahmadinejad

21 DICEMBRE – Cari lettori, in questi giorni i nostri telegiornali non hanno fatto a meno di parlare, giustamente,della crisi che ha portato alle dimissioni del governo Berlusconi IV e la nomina di un nuovo esecutivo tecnico. Il mondo ha però altri pensieri, oltre allo scenario italiano, come l’Iran.
Secondo Londra e Washington, il paese del Khomeini sta attuando un programma per la produzione di armi atomiche; sempre tali nazioni propongono l’adozione di sanzioni onde evitare che tale paese si possa dotare di tali armamenti devastanti per l’umanità, altri paesi invece si oppongono. Nel sentire tale notizia, però, mi sono posto varie domande di cui riporto qui sotto le risposte che mi sono dato:
·         Dove ho già sentito il nome Iran, forse a scuola? Si che lo ho sentito a scuola. Tutti noi, sopratutto per coloro che hanno fatto il liceo classico, hanno sentito parlare di nomi come Serse, Ciro, Persiani, Parti, ecc… L’Iran, o come si chiamava allora Persia, era già al tempo degli antichi greci una “superpotenza”; tale Stato interessava un territorio immenso, era multietnico, multiculturale, aperto a nuove società. Tutto all’opposto della Grecia che era xenofoba, divisa e in perenne stato belligerante. La cultura persiana, come si sa, da noi non è mai stata assorbita per i motivi che noi ben conosciamo.
·         Da quasi duemila anni la Grecia ha perso, come Stato, ogni importanza essendo stata occupata prima dai Romani e poi dagli Arabi, di sicuro anche la Persia avrà perso ogni sua importanza riducendosi ad essere insignificante come la Grecia. No? Su questa domanda sempre la storia ci aiuta, ricordandoci che:
§  Le legioni di Crasso vennero distrutte dall’esercito dei Persiani  nella battaglia di Carre nel 53 a.c.
§  L’impero romano non riuscì, nonostante fosse riuscito a conquistare territori quali la Gallia e la Britannia, la Persia. Ci fu solamente una breve conquista di alcuni territori periferici per un lasso di tempo limitato.
§  La Persia ha perso la sua indipendenza per un breve lasso di tempo durante la diffusione della dottrina dell’Islam
§  La Persia fu, da sola, l’unica potenza che bloccò l’avanzata ottomana verso oriente a differenza della Grecia che venne inglobata prima dai veneziani e poi dagli ottomani.

La Persia (o Iran) è uno stato millenario alla pari di Stati quali il Giappone e la Cina; ha rivestito sullo scenario mediorientale un ruolo cruciale per l’equilibrio di quell’area.
·         In questi ultimi decenni ci sono state però molte guerre in quell’area. È l’Iran responsabile? Certamente no, l’attuale configurazione degli Stati presenti oggigiorno è stata decisa da una conferenza colonialista quale quella di Versailles che ha distrutto l’altra potenza che dava ordine a quella zona, l’Impero Ottomano. Sempre a quella conferenza, venne deciso che la Persia doveva essere al giogo di potenze occidentali quali il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America. L’ordine che si era creato è stato distrutto per gli interessi coloniali.
·         Ci viene presentato l’Iran come un paese di fondamentalisti islamici. Indubbiamente rappresenta una minaccia per l’umanità intera. Si è vero, l’Impero oggi è retto da uno stato teocratico anche se dobbiamo ricordarci che l’Italia, paese che si definisce democratico, è influenzato, nelle sue scelte politiche, da organismi che hanno come domicilio principale in Circolazione Aurelia 20.  L’Impero è retto da forze teocratiche perchè il suo ultimo imperatore aveva distrutto il suo paese vendendolo allo straniero, il suo popolo non è come quello di altri paesi che preferiscono perdere la propria indipendenza per vivere in un mondo fatto di consumismo e di vizi. I fondamentalisti islamici hanno dato libertà e indipendenza al loro paese e noi non possiamo considerarli pericolosi per questo.
·         L’attuale presidente iraniano ha fatto spesso discorsi che negavano l’olocausto. Non è accettabile un simile comportamento. Sappiamo veramente cosa ha detto? I mass-media ci presentano solamente un trafiletto di un discorso lungo ore. Possono storpiare le parole, rendendole più provocatorie. Forse però dobbiamo anche ricordarci che l’attuale storiografia, fatta di slogan, non ricorda quasi mai le vittime del comunismo o cita vagamente le vittime, che soffrono ancora oggi, di Hiroshima e Nagasaki.
·         L’Iran non riconosce l’esistenza di Israele. Ciò è inaccettabile. Vero, ma ricordiamo anche che la Cina non riconosce Taiwan ( anzi ha imposto la sua espulsione dalle Nazioni Unite), molti paesi non riconoscono ancora l’Autorità Nazionale Palestinese, altri paesi non hanno relazioni diplomatiche con i propri vicini, altri ancora conducono guerre distanti migliaia di chilometri per salvare il mondo dal nulla. A oggi ci sono state più guerre da parte di paesi che si professano democratici che non da paesi “pericolosi o canaglie”
·         L’Iran apre centrali nucleari e sta probabilmente producendo armi atomiche, il mondo è in pericolo? Indubbiamente oggi l’Iran sta producendo energia atomica, al contempo si può anche considerare l’idea che stia fabbricando armi atomiche. E con questo? Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia, India, Pakistan e Israele hanno arsenali nucleari. Tali arsenali sopratutto per le prime due potenze, sopra citate, hanno permesso un periodo di pace basato su un potenziale di totale distruzione del nemico. Stesso discorso vale in Asia dove si è creato un equilibrio del terrore tra Cina, India e Pakistan. In medio-oriente solamente Israele ha un arsenale nucleare e tale equilibrio non esiste.
·         Forse è meglio crearlo? Certamente si, anche perchè nel caso in cui Israele venisse attaccato utilizzerà armi atomiche (tale deterrente garantisce la sicurezza per quella nazione). L’Iran non dispone di alcun deterrente per evitare invasioni da parte di potenze occidentali che avrebbero come unico scopo quello di invaderlo per usarlo come grande pozzo petrolifero.

Queste sono state le domande che mi sono posto, sinceramente non si possono ritenere non veritieri certi dati di fatto. Non possiamo neanche considerare una nazione ostile perchè non ha la nostra cultura. Rimango comunque disponibile per eventuali approfondimenti con voi lettori per dare soluzioni ad altre domande che vi possano venir in mente.

Michele Altavilla

Pubblicato il: 23 dicembre 2011

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L'autore
Michele Soliani Michele Soliani

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