Speciale Katyn

13 APRILE – La storia contemporanea  non dedica alcun riferimento al “Doppio genocidio”. Tale espressione viene usata per indicare i crimini perpetuati da Hitler e da Stalin in tutta Europa. Indubbiamente tale argomento può risultare difficoltoso da affrontare. Si parla ormai solamente di alcuni eventi drammatici, tralasciando altre stragi scomode del Novecento come Katyn. Il massacro di Katyn è uno di quei tanti orrori dimenticati dalla storia; dopo che già a Hiroshima e Nakasaki si era dimostrato sino a che punto l’uomo possa arrivare.

In questi casi si rischia di essere tacciati di faziosità o scarsa obiettività ma, a maggior ragione per questo, Il Nazionale ha cercato di cimentarsi con l’impresa di ricostruire la vicenda nella migliore attinenza possibile ai dati storici, osservando l’incidenza che questi avvenimenti hanno avuto in diversi ambiti. Perchè negare quanto è avvenuto a Katyn ad opera dei sovietici, è come negare la Shoah. Una persona morta deve essere ricordata indipendentemente dalla propria razza,  dallo schieramento politico nonché dalla professione che svolge. Il massacro di Katyn  ha visto  soccombere circa 15.000, ma altre fonti dicono 22.000, ufficiali polacchi solo perché erano membri del Ghota polacco o erano laureati o svolgevano incarichi utili per la società. In questa storia, il dramma che si aggiunge alla tragedia dello sterminio a sangue freddo è dato dal fatto che  si é sempre cercato di tenere celata la vera responsabilità di un simile crimine. Nella Polonia del Dopoguerra non si poteva assolutamente affermare che la responsabilità fosse dei sovietici. Quindi, si conoscevano i responsabili ma per cinquant’anni, dalla liberazione nella Polonia da parte delle truppe sovietiche tra il 1944 e il 1945 al crollo del regime comunista nel 1989, questo argomento è stato Tabù. Solamente grazie all’intervento di Gorbaciov e di Eltsin la verità è stata finalmente svelata e riconosciuta.

Nonostante ciò, e nonostante fonti sicure dimostrino quanto affermato in questo speciale, vi sono persone che non ammettono tutt’oggi il massacro ad opera delle truppe sovietiche. Nelle numerose proteste ricevute, in molti hanno affermato che la responsabilità è stata dei Tedeschi. Ebbene; costoro dimenticano quanto affermato dagli stessi esponenti di spicco del partito comunista sovietico sul finire degli anni Ottanta, quando giunsero le prime ammissioni. Così, in Italia e anche nel resto del mondo, non si dà alcuno spazio a una simile tragedia compiuta appunto a sangue freddo e senza alcun segno di pentimento. Si preferisce quindi dare molto più spazio ad altri eventi, pur sempre giusti da ricordare per la loro drammaticità. Purtroppo, esclusi i famigliari, nessuno ricorda persone come Marian Kotlinsky, morto solamente perché era polacco, antisovietico e perché amava la sua patria: la Polonia. Proprio in questo Paese è stato realizzato un interessante film intitolato Katyn nel quale viene trattata accuratamente la storia di coloro che attesero invano il ritorno dei loro cari dai campi di prigionia. Il lungometraggio, nonostante una candidatura agli Oscar nel 2008, ha avuto una distribuzione quasi inesistente in Italia. A nulla sono valse le richieste di Nanni Moretti di presentarlo almeno al Festival di Torino. Una famosa frase dice: “La Storia la scrivono i vincitori” ma per Katyn sarebbe più giusto dire: “La Storia la scrivono i vincitori dei vincitori”. 

Michele Altavilla

Ecco gli articoli dello Speciale Katyn :

http://ilnazionale.net/storia/una-tragedia-ricordando-la-tragedia/

http://ilnazionale.net/cultura/katyn-di-wajda-e-il-mistero-di-un-crimine-mai-raccontato/

http://ilnazionale.net/storia/storia-di-un-eccidio/

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