UNA GIULIETTA “NORMALE” CELEBRA TUTTE LE DONNE

20 GIUGNO – Un premio alla donna, alla sua determinazione e ai suoi sogni. È questa la sintesi del Premio Giulietta, onoreficenza tutta veronese giunta alla diciottesima edizione e assegnata quest’anno alla ricercatrice Ilaria Decimo, per le sue scoperte in tema di cellule staminali.

Nelle scorse edizioni il premio Giulietta è stato quasi sempre  appannaggio di nomi famosi e celbrati in Italia e all’estero; negli anni infatti sono salite sul balcone più famoso al mondo personalità del calibro di Carla Fracci, Katia Ricciarelli, Paola Pezzo e Federica Pellegrini. Per questo assume ancora più valore la decisione, quest’anno, di celebrare una vera e propria persona “normale”. Nella suggestiva cornice della casa di Giulietta; l’ideatore del premio Felice Naalin ha consegnato la statuetta a quella che lui stesso non ha esitato a definire “una donna eccezionale, che è riuscita perfettamente a coniugare vita privata, famiglia e professione”.

Ilaria Decimo è una ricercatrice dell’Università di Verona, il suo nome non è salito alla ribalta delle cronache, eppure negli scorsi mesi ha fatto una scoperta che definire importante è riduttivo. Esiste una riserva di cellule staminali all’interno del cervello umano, più precisamente nelle meningi, è questa la scoperta fatta da Ilaria. Si tratta di cellule che, all’insorgere di traumi a livello di midollo spinale, si attivano producendo neuroni e tentano di catalizzarli verso la zona traumatizzata. Ora Ilaria e i suoi colleghi stanno studiando più approfonditamente queste cellule, con la speranza di individuare dei farmaci in grado di aumentare il potenziale rigenerativo di queste cellule per poterle poi utilizzare a scopi curativi.

La testimonianza più bella la regala il marito di Ilaria, che tra i pregi/difetti della moglie elenca “l’ostinazione di aver sempre seguito la propria passione anche in momenti di magre soddisfazioni. La stessa ostinazione che l’ha guidata quando, nonostante i numerosi trasferimenti, ha comunque deciso di costruirsi una famiglia, di sposarsi e mettere al mondo due figlie”. Ilaria infatti ha viaggiato e vissuto molto all’estero. Belgio e Germania le tappe di un percorso che l’ha portata ingiro per l’Europa prima di trovare la sua piccola gora nell’Università di Verona dove, grazie anche alle borse di studio finanziate dal G.A.L.M. (Gruppo Animazione Lesionati Midollari), ha potuto coltivare il suo interesse professionalmente.

Emozionata e commossa, Ilaria Decimo ha valuto condividere il più possibile la sua soddisfazione. “Questo premio mi fa capire che al giorno d’oggi in Italia anche una donna può ottenere dei riconoscimenti per il proprio lavoro – ha confidato la Giulietta 2012 -, desidero perciò dedicarlo a tutte le donne che come me hanno fatto della ricerca la propria vita. Spero che questo premio possa dare un po’ di luce anche a loro”.

Il premio Giulietta ha poi avuto un’appendice non meno significativa. È stato infatti assegnato il Premio speciale Maria Callas al coro Damavoci, formazione gospel tutta al femminile diretta con maestria e professionalità da Paola Mattiazzi. Il coro Damavoci ha sede a Legnago, ma in questi anni si è segnalato come una delle realtà musicali più attive del territorio, con concerti nei teatri più prestigiosi e una particolare propensione alla solidarietà dimostrata dai numerosi progetti sostenuti in Africa grazie ai fondi raccolti durante serate ed esibizioni.

Matteo Dani

 

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