“Festa Democratica” a Verona: le proposte di Bertucco&C.

Michele Bertucco

26 APRILE – Dopo la conclusione della Festa Democratica indetta a Verona dal 19 al 23 aprile è tempo di bilanci per la sezione locale del PD, anche se sarà necessario attendere l’esito delle prossime elezioni amministrative per poter tirare realmente le somme della campagna elettorale condotta a sostegno del candidato sindaco Michele Bertucco. Location ideale per ospitare l’evento è stato l’Arsenale austriaco che ancora oggi, dopo anni di proposte volte ad ottenerne la riqualificazione, versa in uno stato di evidente degrado. Gli enormi spazi inutilizzati hanno indignato il popolo democratico di Verona e, con molta probabilità, anche chi non si riconosce necessariamente nel partito. “Sull’Arsenale l’amministrazione propone il solito accordo tra pubblico e privato che si è rivelato un flop già in molti altri casi” commenta Bertucco. Ecco quindi spuntare l’idea di creare, nei vasti spazi della struttura, un museo di Scienze Naturali destinato soprattutto ai bambini e agli artisti locali. I primi, infatti, sono penalizzati dalla scarsità di aree a loro disposizione in città, mentre ai secondi spetterà il compito di scuotere la sensibilità dei cittadini per rafforzare cultura della salute e del rispetto per la natura. “Dovremmo recuperare il piano Chipperfield  -continua il candidato sindaco del PD- coinvolgendo anche l’Università”.

Al secondo giorno della manifestazione; è stato accolto con particolare calore Pierluigi Bersani. In un Arsenale colmo al limite, reduce da una breve conferenza stampa sul Liston l’attuale segretario del PD ha ricordato i tratti che differenziano il suo movimento dagli altri. Primo tra tutti, a suo dire, il fatto che non si spendono e spandono risorse preziose in propaganda elettorale, quanto piuttosto per finanziare l’attivismo dei militanti sul territorio, in tutto il tempo dell’anno  –ma a questo riguardo, a rigore, non sono mancate espressioni di evidente dissenso da parte di qualche presente- . È un tema che Bersani sottolinea con decisione, contrapponendolo al “mito leghista” il quale, dice, “pur essendo forte a Verona, ha portato con sé le conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti”. E subito precisa: “Lega e Pdl hanno governato insieme per ben otto degli ultimi dieci anni e guardate dove ci hanno portato: a un passo dal baratro”. Così se, in vista delle elezioni del 2013, molti partiti già prevedono di cambiare nome e strategie di comunicazione; Bersani evidenzia invece come  il partito democratico rappresenti “l’usato sicuro”, il partito in cui i candidati alle elezioni non li sceglie il singolo segretario, quanto piuttosto l’esito delle primarie. Pertanto, se è il rinnovamento ciò che si cerca, Bersani invita a “uscire dal mito leghista” e a puntare su chi ragiona in prospettiva più ampia rispetto a quella meramente localistica. Al riguardo si sprecano i confronti con la Lega, a suo avviso colpevole di aver tradito le speranze federaliste di molti elettori. “La Lega ha tradito gli obiettivi di decentramento e semplificazione, oltre che quelli legati all’abbassamento delle imposte fiscali (…) Quando poi si creano partiti personali, nei quali è indispensabile correre in via Bellerio per scegliere il candidato sindaco, è chiaro che si creano meccanismi poco trasparenti, nei quali i favoritismi finiscono per prevalere. Così, però, si perdono di vista i veri problemi, quelli ai quali oggi i cittadini chiedono urgentemente risposta. Dissocupazione, inflazione, problemi delle piccole e medie imprese non si risolvono correndo in via Bellerio”. Un intervento che ha riscosso frequenti applausi da parte dei pasionari del PD, ma che evidentemente cela un timore alquanto evidente che Tosi possa fare incetta di voti nella città scaligera conquistando anche il secondo mandato. L’attrice Lella Costa,  che fino a poco prima dell’arrivo di Bersani è stata ospite dei democratici nel padiglione allestito in Arsenale, ha incitato a un rinnovamento che non sia solo di facciata, ma anche e soprattutto sostanziale, nella politica italiana. “La colpa della classe politica italiana –dice- è l’eccessiva autoreferenzialità. Da troppo tempo in Italia si sente dire di votare contro, io voglio votare per, dare fiducia”.

L’eurodeputato Debora Serracchiani, invece,  il 22 aprile è intervenuta in Arsenale riflettendo sul fatto che Verona ha grandi potenzialità in Europa, finora sfruttare poco e in un’ottica di forte miopia amministrativa. “La crisi politica è lo specchio del fatto che la situazione è sfuggita di mano alla classe dirigente, ma noi non abbiamo ceduto a facili isterismi né alla caccia alle streghe” precisa. “Se oggi l’Italia vive le difficoltà che tutti conosciamo; questo è dovuto al fatto che non si è intervenuti in tempo per attuare le riforme necessarie in ambiti nevralgici della vita sociale, anzitutto la riforma della giustizia”. Quindi, se ora il Veneto non può più dirsi benestante come in passato, questo è dovuto anche al sospetto con cui si è guardato all’integrazione europea ed il cambiamento non è più procrastinabile.

 

Silvia Dal Maso

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