Bolt contro tutto e tutti

5 AGOSTO, ore 22:50, allo stadio Olimpico di Londra, la pistola dello starter darà il via alla “gara regina” delle Olimpiadi: i 100 metri piani. Poco meno di 10 secondi dopo avremo un nuovo campione olimpico.

Il favorito d’obbligo è Usain Bolt, campione olimpico in carica nei 100, 200 e nella staffetta 4X100 metri, nonché detentore dei tre record mondiali. La vittoria dello sprinter di Kingston non è però scontata come si potrebbe immaginare, e mai come in questa occasione, lo scettro della velocità potrebbe vacillare dalle mani di Usain. Gli avversari, infatti, sono più agguerriti che mai: i più accreditati sono i suoi connazionali Blake e Powell e l’afroamericano Gay, i quali, a meno di clamorose sorprese, dovrebbero spartirsi i due posti sul podio a fianco di Bolt.

Yohan Blake è il campione mondiale in carica e detiene il miglior crono della stagione 2012, fatto registrare in occasione dei Trials giamaicani, battendo sia Powell che Bolt(sconfitto dal compagno di allenamenti anche nei 200), per questi motivi è l’indiziato numero uno per spodestare Bolt dal trono olimpico.

Gli Stati Uniti Uniti ripongono le loro speranze su Tyson Gay, il secondo uomo più veloce al mondo, al quale toccherà il difficile compito di evitare che si realizzi un podio tutto giamaicano. Gli unici dubbi riguardano la forma fisica dello statunitense, reduce da un brutto infortunio.

Asafa Powell non parte certo con i favori del pronostico, essendo l’unico dei quattro a non aver mai vinto un oro individuale, né ai giochi olimpici né ai mondiali. Dalla sua, ci sono però numeri mostruosi: è sceso ben 76 volte sotto il muro dei 10 secondi e 8 volte sotto i 9”80. Sarà questa l’occasione per vincere una medaglia prestigiosa?

Un avversario inaspettato, che Bolt dovrà sfidare, si chiama Omega Timing. Non si tratta di uno sprinter, ma bensì dell’azienda fornitrice dei sistemi di cronometraggio per le gare olimpiche che ha deciso di introdurre blocchi di partenza differenti da quelli usati nelle gare fino al 2011, inserendo una tecnologia in grado di aumentare la sensibilità al fine dell’individuazione delle false partenze. I nuovi blocchi sono però stati modificati non solo dal punto di vista tecnologico ma anche da quello dimensionale, ovvero in larghezza: il binario centrale è stato ristretto di alcuni centimetri. Bolt ha perciò manifestato tutto il suo fastidio, dovuto al fatto che lui, con le sue lunghe leve e con il 48 di piede, non riesce a trovare il posizionamento ideale con i piedi, impedendogli di dare il via alla sua classica progressione.

La rincorsa al bis olimpico per Usain si fa sempre più intrigante.

Al di là di tutti gli avversari però, il vero uomo da battere per Bolt, rimane proprio sè stesso.

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