Bundesliga tedesca: il Borussia Dortmund concede il bis

Lewandowski festeggia con i compagni dopo il gol-partita

12 APRILE – Il Bayern Monaco è la squadra più titolata di Germania. La sua struttura societaria è da sempre una delle meglio organizzate d’Europa ed è gestita da soli privati. Il 90% è dell’FC Bayern Munchen AG mentre il restante 10% è in mano all’Adidas. Il club bavarese, grazie anche ai soldi di altri sponsor prestigiosi come Lufthansa, Audi, Coca Cola ecc, ha così potuto negli anni comprare i migliori giocatori del panorama tedesco ed europeo, come Augenthaler, Karl-Heinz Rummenigge, Oliver Kahn, Scholl, Hoeness, Gerd Muller, Sepp Maier e Lothar Matthaus, con i quali ha spesso e volentieri dominato la Bundesliga, vincedola 22 volte. Negli ultimi anni le cose non sono cambiate. La squadra di Monaco è sempre e costantemente data come strafavorita della vigilia, specie quest’anno che, avendo la possibilità di disputare la finale di Champions League in casa, all’Allianz Arena, Franz Beckenbauer e gli altri dirigenti del club non si sono risparmiati nel mercato estivo, puntellando una rosa che, al momento, è senza dubbio una delle più forti al mondo. Ma nonostante ciò, qualcosa, negli ultimi anni, stà andando storto. Dal 2008 in poi sono arrivati solo un Meisterschale e una DFB Pokal, entrambi nel 2010. Per il resto, a vincere sono stati altri.

Anche quest’anno la Deutsche Fussball Bundesliga, come tutti gli altri campionati europei, stà volgendo al termine. Nel turno infrasettimanale si è giocata la 30°giornata, quella a detta di tutti decisiva perchè al Westfallenstadion di Dortmund arrivava proprio il Bayern di Monaco secondo in classifica, staccato di soli tre punti dalla capolista Borussia. Nell’inferno del Signal Iduna Park (l’altro nome del Westfallenstadion) colorato tutto di Schwarzengelben (nero giallo), a vincere sono stati i padroni di casa, con un gol al 77°minuto dell’attaccante polacco Robert Lewandowski, al 20°centro in campionato. I ragazzi del mago Jurgen Klopp, a sei giornate dalla fine, sono dunque a un passo dal secondo Meisterschale consecutivo, avendo ora, dopo una striscia incredibile di 22 risultati utili consecutivi, accumulato un distacco di sei punti dalla principale inseguitrice.

Non è dunque una meteora questo Borussia Dortmund, come lo sono state negli anni passati ad esempio il Wolfsburg di Edin Dzeko o lo Stoccarda di Trapattoni, ma una società con delle idee ben chiare e dei valori importanti.

La formazione tipo poi è di assoluto livello: un 4-5-1 molto offensivo con in porta il vice-capitano Weidenfeller (che nella supersfida contro il Bayern ha parato un rigore a Robben nei minuti finali), nella difesa a quattro dei giovani richiestissimi dalle big europee come Piszczek, Hummels, Subotic e Schmelzer; nel centrocampo a cinque i due mediani Bender e Gundogan e tre trequartisti che agiscono dietro alla prima punta Lewandowski: il talento tedesco Mario Gotze, Shinji Kagawa e Kevin Grosskreutz, oltre a riserve di valore come Kehl, Perisic, Barrios e Jakub Blaszczykowski.

Una squadra temibilissima e ben architettata quindi, che in casa poi, sulla spinta dei propri tifosi, viaggia a ritmi impressionanti travolgendo molto spesso le sue avversarie con vere e proprie goleade. Sono loro i principali e forse unici veri rivali dei bavaresi in questi ultimi anni, anche perchè lo Shalke 04, terzo in classifica, segna tanto (38 centri realizzati in campionato solo dai suoi due attaccanti, il “cacciatore” Jan Klaas Huntelaar e l’ex capitano del Real Madrid Raul Gonzalez Blanco) ma non riesce a dare continuità ai propri risultati.

In coda invece è ormai spacciato il Kaiserslautern, ultimo in classifica, e rischia parecchio anche l’Amburgo (l’unica squadra ad aver finora disputato tutte le 49 edizioni della Bundesliga senza mai retrocedere), quintultimo a quota 31 punti.

Non si può ancora scrivere la parola Fertig su questo campionato tedesco quindi, anche perchè è probabile che il Bayern, dopo la batosta subita nella tana del Borussia, non mollerà e spererà fino all’ultimo in qualche scivolone della banda di Klopp, in attesa poi della possibile rivincita in programma a Berlino, dove il 12 maggio BVB e FCB si contenderanno nella finale la Coppa di Germania.

Un dualismo che continua dunque, per la gioia dei dirigenti bavaresi, che nei loro programmi non avevano proprio previsto i micidiali Borussen e che ora, c’è da giurarcisi, staranno facendo incubi in giallo e nero.

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