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Bacheca -» EURO 2016: Vince il Portogallo

11 Luglio – Il Portogallo è campione d’Europa per la prima volta nella sua storia. Dopo la tremenda delusione patita nel 2004 – lusitani sconfitti in finale in casa dalla Grecia del tecnico tedesco Otto Rehagel – è arrivata la tanto attesa rivincita. Nella finale disputata nella bellissima cornice di St. Denis – gremito in ogni ordine di posti – la compagine del tecnico Fernando Santos ha sconfitto i favoritissimi padroni di casa della Francia, grazie alla rete siglata da Eder al 109° minuto del secondo tempo supplementare.

Si è trattato di una partita emozionante e combattuta, che ha visto la Francia condurre le danze per buona parte dell’incontro, senza riuscire mai a trovare la giocata decisiva. Sull’esito finale del match pesa come un macigno l’uscita dal campo dopo pochi minuti di gioco di Cristiano Ronaldo, che ha privato il pubblico presente di uno dei giocatori più attesi. Il fuoriclasse portoghese, infatti, vittima di un intervento “killer” ai limiti del regolamento del francese Payet – peraltro nemmeno sanzionato dal direttore di gara – pur stringendo i denti, ha dovuto alzare presto bandiera bianca. Troppo forte il colpo subito al ginocchio sinistro – la prima diagnosi parla addirittura di un probabile interessamento del legamento collaterale – per poter rimanere in campo. L’imprevisto forfait del campione lusitano ha mandato all’aria il piano tattico di Fernando Santos, che si è visto subito costretto a ridisegnare la propria squadra adottando un fin troppo prudenziale 4-1-4-1. Senza il suo giocatore offensivo più importante il Portogallo ha limitato le proprie sortite in avanti, privilegiando la compattezza in fase difensiva. Pepe & compagni hanno iniziato a chiudere tutte le linee di passaggio rendendo molto difficile ai francesi la ricerca della profondità. La squadra di Deschamps, imbrigliata in questa morsa, è parsa piuttosto confusionaria, senza una precisa idea di gioco. Impossibilitate a trovare sbocchi accettabili, le trame offensive transalpine hanno vissuto più che altro sulle iniziative individuali dei vari Griezmann, Sissoko, Pogba e del subentrato Coman. Nonostante ciò, il Portogallo deve comunque erigere un monumento al proprio portiere Rui Patricio, che almeno in tre occasioni ha salvato il risultato con alcuni prodigiosi interventi. In un’altra situazione, invece, l’estremo portoghese è stato ben supportato da una giusta dose di buona sorte con il palo interno che, all’ultimo respiro dei tempi regolamentari, ha respinto una conclusione a colpo di sicuro di Gignac, abile in area di rigore a eludere la marcatura di Pepe.

Al termine dell’incontro proprio il centrale portoghese – difensore del Real Madrid – è stato premiato come “man of the match” anche se è opinione diffusa che il grande merito della vittoria debba essere riconosciuto al tecnico Fernando Santos, abile nel trovare subito un’immediata contromisura tattica alla sostituzione obbligata di Cristiano Ronaldo. Geniale è stato, poi, nell’inserimento di Eder con il quale, passando da un 4-1-4-1 ad un 4-3-3, che diventava 4-5-1 in fase difensiva, ha scombinato gli equilibri tattici dei transalpini. L’ottimo lavoro di sponda e l’enorme quantità di falli conquistati dall’aitante attaccante ha consentito, infatti, al Portogallo di alzare il baricentro del proprio gioco, guadagnando quella quindicina di metri necessari per regalare alla difesa qualche attimo in più di respiro. Senza dimenticare che ci ha pensato proprio Eder a siglare il gol della vittoria con una rasoiata dai 25 metri sulla quale, oltre alla responsabilità di Lloris – apparso in leggero ritardo – è emersa anche la complicità di Koscielny, ingenuo del concedere la possibilità di tiro alla punta portoghese. Nella Francia, a parte Griezmann e Sissoko, ennesima prestazione al di sotto delle aspettative per Paul Pogba, incapace di prendere per mano la propria squadra, confermando che per lui la strada per diventare leader lungi dall’essere percorsa interamente.

Merito al Portogallo che, vittorioso sin qui una sola volta contro la Croazia, si è dimostrato più squadra, sopratttutto per la determinazione con la quale ha supplito all’imprevista uscita dal campo del suo campione più rappresentativo. Per i Blues, padroni di casa, una sconfitta molto dura da digerire, quando molti assaporavano già la gioia di alzare il trofeo davanti ai proprio tifosi. Secondo alcuni il Portogallo avrebbe vinto senza meritare, “reo” di non praticare un bel gioco. Il bello del calcio, però, è che non sempre vince il più forte ma, soprattutto, chi vince ha sempre ragione.

Enrico Brigi

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