Europeo 2012: il pronostico!

Spagna, Campione d’Europa in carica

6 GIUGNO – Finalmente ci siamo. Fra poco scatterà l’ora X. Alle 18 di venerdì 8 giugno, dopo la cerimonia inaugurale, partirà ufficialmente con Polonia-Grecia, a Varsavia, l’Europeo 2012, il quattordicesimo della storia. Una manifestazione che si disputerà, come ormai quasi da tradizione (dopo Euro 2000 in Belgio e Olanda ed Euro 2008 in Austria e Svizzera) in Polonia e Ucraina. E saranno in molti a ricordarsi che i due paesi dell’est Europa hanno letteralmente “scippato” (chissà se con mezzi più o meno leciti) la kermesse proprio all’Italia, la quale non organizza dal 1990 tornei calcistici di alto livello.

 Per tre settimane (dall’8 giugno, appunto, al 1° luglio 2012 gli appassionati si potranno godere una vera e propria full immersion di calcio. I numeri? Sedici squadre divise in quattro gironi e seconda fase ad eliminazione diretta con quarti, semifinali e finale, che si terrà il 1° luglio a Kiev. In totale trentuno partite che si annunciano equilibrate e magari nemmeno troppo spettacolari, anche se comunque da vedere. D’altronde si sa, gli Europei risultano tecnicamente molto più difficili ed equilibrati dei Mondiali, perché privi di vere e proprie squadre “materasso” e tutte potenzialmente in grado di vincere il torneo. E i trionfi inaspettati (e ormai da leggenda) delle outsider Danimarca (nel ’92, in Svezia) e Grecia (’04, in Portogallo) sono lì a ricordarlo a tutti. Al di là delle possibili (ma sulla carta improbabilissime) sorprese (l’Irlanda del Trap, la stessa Grecia, l’Ucraina padrone di casa o magari, chissà, la sottovalutata Svezia?), i campioni in carica della Spagna sono dati ancora una volta per favoriti e dovranno difendersi da una concorrenza agguerrita. L’aristocrazia del calcio europeo, d’altronde, è decisa a  porre fine all’incontrastato dominioiberico dell’ultimo quadriennio.

Lo stadio Olimpico di Kiev, dove si disputerà la finale il 1° luglio

Le partite di questa kermesse internazionale si disputeranno in otto stadi, equamente distribuiti: quattro in Polonia (nelle città di Varsavia, Wocrlaw, Gdansk e Poznan) e quattro in Ucraina (Kiev, Donetsk, Kharkiv e Lviv). Sono tutti impianti avveniristici, rimodernati per l’occasione con milioni e milioni di euro investiti dalla UEFA, dai due Governi e persino da alcuni “magnati” (ma forse dovremmo chiamarli in un altro modo) locali, che hanno deciso di investire (ovviamente ognuno con il proprio inevitabile tornaconto, quantomeno in termini di immagine e chissà…appalti per i futuro?) parte del proprio patrimonio per la “causa comune”. Lo Stadio Olimpico di Kiev, dove si disputerà la finale, può accogliere 60.000 spettatori.

Ebbene, chi vincerà l’Europeo? Difficile fare un pronostico, ma siccome soltanto chi non li fa non sbaglia mai, azzardiamo qualche possibile analisi su gironi e fase eliminatoria, ipotizzando in questo modo chi potrà essere la Nazionale prossima Campione d’Europa.

GIRONE A

La Polonia è squadra temibile che può sfruttare il fattore campo e una generazione di buoni giocatori (su tutti i calciatori del Borussia Dortmund, campione di Germania, Lewandowski e Błaszczykowski) rapidi e tecnici. Guidati da Franciszek Smuda, i padroni di casa sono chiamati a confermare le buone impressioni che hanno suscitato negli ultimi tempi. La Polonia non pare poter essere impensierita, al momento, dalla sua prima avversaria, la Grecia, che di certo ha pescato il jolly già nel riuscire a qualificarsi alla fase finale del torneo. Nonostante sia asfissiata da una crisi economica senza precedenti, la Grecia vede quasi tutti i suoi giocatori militare in patria (con qualche rara eccezione), il che può apparire un fattore positivo (con i blocchi dell’Olympiakos e Paol a farla da padrone), ma appare più che remota la possiblità di un bis di quanto avvenuto in Portogallo otto anni fa. Nello stesso girone sono inserite anche Russia e Repubblica Ceca, due squadre che nel lontano passato sono riuscite a vincere il titolo europeo e che risultano tuttora formazioni molto temibili. Soprattutto la Russia (che recentemente ha strapazzato l’Italia per 3-0 in amichevole) ha negli ultimi anni investito moltissimo e il livello del suo campionato è cresciuto. L’arrivo di tecnici stranieri (fra cui anche il nostro bravissimo Luciano Spalletti che con lo Zenit di S. Pietroburgo ha già vinto due campionati) e giocatori di livello internazionale (come l’ex interista Eto’o) hanno permesso negli ultimi tempi quel salto di qualità dei singoli giocatori che di sicuro porterà giovamento anche alla selezione, il cui fiore all’occhiello è senz’altro rappresentato dai giocatori dello Zenit Kerzhakov e Arshavin. Un gradino sotto si piazza la Repubblica Ceca, che vanta una grandissima tradizione, ma che negli ultimi anni ha perso smalto rispetto ad una “stagione (gli anni Novanta) in cui sembrava in grado di rispolverare i fasti di un tempo.

Pronostico: Russia prima, Polonia seconda, escono Grecia e Repubblica Ceca.

GIRONE B

Vero e proprio “girone della morte” vede due fra le principali pretendenti al titolo: Olanda e Germania. Le finaliste contro la Spagna rispettivamente ai Mondiali Sudafricani nel 2010 e agli Europei in Austria e Svizzera del 2008 sono intenzionate a restituire con gli interessi quanto subito nel recente passato. L’Olanda ha raggiunto nei suoi interpreti principali la piena maturità (Snejider, Van der Vaart, Van Persie) e ha nel sapiente mix di tecnica e potenza la sua arma principale. La squadra tedesca si presenta, dal canto suo, con una rosa fondata su giovani abituati a giocare con i rispettivi club partite di alto contenuto tecnico e non solo…pensiamo ai vari Muller, Badstuber, Neuer (colonne del Bayern Monaco) che negli ultimi due anni hanno acquisito ulteriore esperienza, che invece non mancherà a gente (che guarda caso milita sempre nella squadra bavarese) come  Schweinsteiger e Lahm (nella foto). Eppoi si sa, i tedeschi arrivano sempre in fondo. Le altre due compagini inserite sono il Portogallo (una squadra che può contare non solo sull’immensa classe di Cristiano Ronaldo, ma anche su una  lunga serie di giocatori molto bravi nel possesso palla) e Danimarca. I lusitani potranno probabilmente provare a sorprendere una delle due favorite, mentre la Danimarca pare oggettivamente senza speranza.

Pronostico: Olanda prima, Germania seconda, escono Portogallo e Danimarca


GIRONE C

La Spagna ha senza dubbio nei “blocchi” di Real Madrid e Barcellona il suo asse portante…d’altronde sono di gran lunga le due squadre più forti di Spagna e d’Europa ed entrambe, pur essendo imbottite di stranieri, hanno molti giocatori iberici nelle loro fila. Fino a due anni fa, nonostante la rivalità in Liga, non ci sono mai stati problemi, ma dal 2010 ad oggi, a causa della “cura Mourinho” a cui è stata sottoposta la stessa Liga, qualcosa si è incrinato nei rapporti fra i blaugrana e le merengues e chissà che non siano proprio queste “crepe da spogliatoio” a costituire la principale speranza per gli avversari. L’Italia di Cesare Prandelli arriva all’appuntamento fra mille polemiche, dovute al calcioscommesse e non solo. Ha una difesa che non appare più rocciosa come un tempo (e ha perso anche Barzagli, forse l’uomo migliore), ma ha  nel centrocampo, per la prima volta dopo tanti anni, un insieme di fuoriclasse (Pirlo e De Rossi) e buoni giocatori (Marchisio, Montolivo e Nocerino) che se ben giostrati può davvero fare la differenza. In attacco Prandelli ha invece puntato su giocatori non particolarmente prestanti fisciamente (con l’eccezione di Balotelli), ma rapidi e tecnici, un po’ proprio come fanno proprio il Barcellona e la Seleccion spagnola. Un azzardo? Sicuramente, a detta di tutti. Però Prandelli è uomo pratico e dalle idee chiare. Puntare su questi uomini è un’idea che può fallire miseramente in uno sport sempre più muscolare, ma chi se la sente di dire, a priori, che la scommessa è completamente sbagliata? D’altronde i vari Pazzini, Matri e Borriello (in teoria i giocatori più accreditati a vestire la maglia azzurra e ricoprire il ruolo di punta centrale forte fisicamente) sono tutti reduci da un’annata negativa (Pazzini e Borriello) o non particolarmente brillante (Matri). Osvaldo, forse, poteva risultare più utile, ma alla fine il tecnico di Orzinuovi ha deciso di puntare tutto sulla qualità e lo straordinario finale di campionato di alcuni elementi. E quindi largo ai Diamanti, ai Giovinco, ai Cassano e ai Di Natale. Tutta gente che non supera il metro e ottanta di altezza, ma che ha fantasia e i piedi buoni da vendere. L’Europeo, fino ad ora, è un torneo che non ha mai portato particolare fortuna alla nostra Nazionale, che vanta una sola vittoria nel lontano 1968. Che sia finalmente arrivato il momento di invertire la tendenza? Di certo lo stesso Prandelli può rappresentare una garanzia. La sua capacità di interagire con i suoi uomini è proverbiale e non appare poi così sbagliato pensare che sia l’uomo giusto per portare il più avanti possibile questa squadra. Le semifinali sarebbero già un buon obiettivo per un progetto che è ovviamente destinato a maturare nel prossimo biennio in vista del Mondiale in Brasile 2014. Nel girone C sono inserite anche l’Irlanda di Giovanni Trapattoni (destinata a ben figurare ma a una più che probabile eliminazione) e la Croazia di Slaven Bilic, che potrebbe, invece, risultare il “terzo incomodo”: la giovane Nazionale slava, infatti, può vantare un collettivo che ha nelle sue principali caratteristiche la forza fisica e piedi buoni, che hanno storicamente messo in difficoltà le squadre latine.

Pronostico: Spagna prima, Italia (ma è anche il tifoso a parlare) seconda, fuori Croazia e Irlanda (a testa alta).

 GIRONE D

Il Girone D, infine, è forse quello che non ha, sulla carta, un vero dominatore. La squadra che può vantare qualche favore del pronostico può essere l’Inghilterra, ma la Nazionale dei Tre Leoni è stata presa in mano dal suo nuovo ct Roy Hodgson da pochissimo tempo e bisognerà verificare se i vari Rooney, Terry o Gerrard (per citare i veterani) hanno assiimilato idee e schemi. La mancanza di Lampard per infortunio, così come quella di Calill (centrale nel Chelsea insieme a Terry con cui forma una coppia rodata in difesa) può non risultare indolore, ma è soprattutto nell’inserimento di giovani come Wellbeck del Manchester United che si giocherà il tutto per tutto il vecchio Roy. La Francia è alle prese con un ricambio generazionale non privo d’incognite: potrebbe fare bene, ma forse ha più chance di passare la granitica Svezia guidata in campo (e fuori) da un vero e proprio fuoriclasse come Zlatan Ibrahimovic. Se il milanista (a proposito: ancora per quanto?) saprà finalmente prendere in mano i compagni e guidarli con il cuore, oltre che con la testa, nelle partite del girone, è possibile che la squadra scandinava possa rappresentare una delle soprese più interessanti del torneo. Anche perché l’Ucraina, l’altra padrona di casa dell’Europeo, a differenza della Polonia appare molto meno competitiva, ma che può anch’essa contare sul fattore campo (lo Stadio di Kiev è una vera bolgia) e, magari, su qualche distrazione da parte degli avversari i quali non dovranno commettere l’errore di sottovalutarla.

Pronostico: Inghilterra prima, Svezia seconda, fuori Francia e Ucraina

FASE ELIMINATORIA:

Quarti:

1) Russia – Germania: la classe dei russi contro la potenza dei tedeschi. Partita equilibrata, vinta ai supplementari dalla squadra di Loew: Germania avanti

2) Polonia – Olanda: la squadra di casa ha già fatto moltissimo arrivando fino qua. Non c’è partita. Due a zero per gli Orange e Olanda in semifinale.

3) Spagna – Svezia: il gioco tutto tikitaka delle Furie Rosse contro la geometrica impostazione degli Scandinavi. pur soffrendo, la Spagna riuscirà a passare il turno.

4) Italia – Inghilterra: la partita forse più difficile da pronosticare. Da tradizione il folle disordine italiano scombina le carte alla disciplina delle squadre del nord europa. Passano gli Azzurri!

Semifinali:

1) Germania – Spagna: c’è un tempo per sognare e uno per riflettere. La Germania, dopo la finale a Euro ’08 e la semifinale in SudAfrica ’10 perse entrambe contro Xavi e compagni, passa al contrattacco e con maestria rintuzza colpo su colpo la fase di possesso palla degli Spagnoli. Si va ai rigori e Neuer, proprio come nella semifinale di Champions Real-Bayern vince la sfida con Casillas. Germania in finale.

2) Olanda-Italia: revival della semifinale giocata ad Amsterdam nel 2000 (quando l’Italia, in dieci contro undici per gran parte del tempo, riusci a portare i suoi avversari ai rigori e vincere). Imparata la lezione, Van Persie e Huntelaar non sbagliano le poche occasioni da gol lasciate dagli italiani e accedono alla finale.

Finale: a Kiev, come già in passato (Olanda-Unione Sovietica nel 1988, Repubblica Ceca – Germania nel 1996 e Portogallo- Grecia nel 2004) la finale si disputa fra due squadre che si sono già affrontate nel girone eliminatorio. Ma mentre in quel match l’Olanda è riuscita a domare l’esuberanza teutonica, stavolta il risultato sarà dettato dalla maggior convinzione di una delle due compagini. E in questo i tedeschi non sono secondi a nessuno. Alla fine di un match tiratissimo la Germania avrà la meglio e dopo sedici anni tornerà sul gradino più alto del podio europeo.

Chissà. Alla fine la Germania, anche nei sondaggi, appare effettivamente la più accreditata a vincere l’Europeo. Per mille ragioni: di natura storica (sono in assoluto la Nazionale che ha disputato più finali fra Europei e Mondiali),  caratteriale (non si sa bene come, ma arrivano quasi sempre in fondo), tecnica (giocatori come Muller e Ozil hanno piedi buoni) e fisica (la proverbiale potenza dei Panzer). Mai pronostico più banale, quindi. Ma a volte è proprio il pronostico più banale a realizzarsi con difficoltà, perchè le sorprese sono all’ordine del giorno in un torneo che vede, dal Portogallo alla Russia, i rappresentanti di 300 milioni di appassionati sfidarsi con gli stessi schemi, le stesse tattiche, le stesse idee. L’Europeo proprio per questa ragione risulta un torneo fra i più imprevedibili…e cosa c’è di più imprevedibile di un pronostico che si realizza?

Ernesto Kieffer

Ernesto Kieffer

Inizia nel 2000 a collaborare per alcuni periodici veronesi come “”L’Altro Giornale”, “L’Adige” e “Verona Fedele” e ottiene nel 2002 il patentino di Giornalista Pubblicista. Laureato, casualmente, in Giurisprudenza nel lontano 2003, è – suo malgrado – dal settembre di quello stesso anno un impiegato di banca. Nonostante ciò, persegue con costanza davvero invidiabile il sogno di essere un giorno un giornalista a tutti gli effetti e si lancia nel corso del tempo in più di qualche folle progetto editoriale. L’ultimo? Ma “Il Nazionale”, of course. Pratica con “inequivocabili” risultati il calcetto e millanta di essere un musicista. Ma sono notizie false e tendenziose.

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