Lunedi 1 maggio 2017

Le Olimpiadi al tempo del muro

5 AGOSTO – Dove é finita la Germania? È questa la domanda che ogni appassionato si dovrebbe porre in questo inizio di Olimpiade. Il paese teutonico è  da anni che non sta più producendo rilevanti risultati. Nel medagliere olimpico è collocata alla stessa stregua di paesi come l’Italia e il Kazakistan e questo  fa indubbiamente pensare visto che la Germania, nel momento in cui era divisa in due nazioni durante la guerra fredda, si collocava, calcolando le medaglie ottenute da entrambe, quasi alla pari delle due superpotenze imperanti allora: l’URSS e gli USA.

Si devono infatti  ricordare il terzo posto ottenuto dalla Germania dell’Est nel 1972 e i due secondi posti rispettivamente nel 1980 e nel 1988. La Germania Ovest invece ha sempre ottenuto discreti risultati. Molte medaglie venivano vinte dai campioni della Germania dell’est, in un contesto particolare dato che vi era un regime comunista che basava gran parte della sua propaganda sui risultati olimpici e quindi necessitava di un apparato organizzativo dal punto di vista sportivo paragonabile solamente a quello delle grandi potenze . La domanda che viene allora spontanea è: che fine ha fatto uno dei più poderosi apparati sportivi mondiali? Dissolto con la riunificazione della Germania. La Repubblica federale, sicura della propria superiorità,  ha ridimensionato le strutture dell’est, ritenute da questi inferiori. Parentesi a parte riguarda l’uso, da parte degli atleti della DDR, di sostanze dopanti. Ciò venne per molti anni tenuto all’oscuro dell’opinione pubblica e solamente nel 2005, centosessanta atleti della Germania dell’Est si sono riuniti allo scopo di chiedere un risarcimento danni all’industria farmaceutica Jenapharm.

Gli atleti venivano ingannati dai loro allenatori che spiegavano che tali medicine fossero delle vitamine, in realtà si trattava di Oral-Turinabol. Questo era un farmaco, prodotto dalla casa farmaceutica di Jena, che rientrava nel programma “Komplex 08”. Il programma gestito dal governo e dalla STASI aveva come obiettivo quello di mostrare  la superiorità del Mondo comunista. La società Jenapharm, oggi passata sotto l’ egida del colosso farmaceutico Schering, produceva quindi sostanze dopanti, nonché era l’unica produttrice della pillola anticoncezionale.

Il doping della DDR ha rovinato la vita a molti atleti. Un esempio è la storia di Heidi Krieger, ovvero di Andreas Krieger, che vinse la medaglia d’oro nel lancio del peso femminile agli europei di atletica del 1986 a Stoccarda ma che fu costretto negli anni novanta a cambiare sesso per via degli effetti collaterali degli anabolizzanti dati dal suo allenatore. Doping o non doping la Germania dell’Est disponeva comunque di strutture moderne e risultati stanno dimostrando ciò. Le vittorie olimpiche degli ultimi vent’anni hanno infatti spesso visto primeggiare cittadini dell’ex DDR. Basti pensare a: Franziska van Almsick, Britta Steffen e tanti altri.

Michele Soliani

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