L’ennesima occasione persa

<img class="alignleft wp-image-17908" src="http://ilnazionale.net/wp-content/uploads/2014/05/genny.jpg" alt="genny" width="417" height="278" srcset="http://ilnazionale.net/wp-content/uploads/2014/05/genny.jpg 3072w, http://ilnazionale.net/wp-content/uploads/2014/05/genny-322×214.jpg wholesale jerseys china 322w, http://ilnazionale.net/wp-content/uploads/2014/05/genny-444×295.jpg 444w” sizes=”(max-width: 417px) 100vw, 417px” />4 MAGGIO – Doveva essere per tutti una bella serata di sport, invece si è trasformata nell’ennesima occasione persa. hockey jerseys In uno stadio Olimpico vestito a festa per celebrare la finale della Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina – le migliori di questa stagione dopo le inavvicinabili Juventus e Roma – il calcio italiano ha rimediato l’ennesima “figuraccia” della sua storia recente. La genesi di tutto è stata ancora una volta uno scontro tra tifoserie avvenuto fuori dallo stadio prima della gara. E’ giusto tuttavia precisare che nulla c’entrano i tifosi viola in quanto a venire a contatto sono stati ultrà napoletani e missatge romanisti. Tifosi che diventa difficile definire tali, personaggi che nulla hanno a che fare con i sessantamila che attendevano stipati nello stadio il fischio di inizio di Orsato. Il fatto che nell’ignobile rissa sia partito un colpo di pistola che ha ferito gravemente un tifoso napoletano, ha inevitabilmente agitato gli animi dei tifosi presenti allo stadio tanto che si è arrivati sino a paventare l’ipotesi di una sospensione dell’incontro. L’aspetto triste e vergognoso della serata è stato poi vedere il capitano del Napoli Marek Hamsik, accompagnato da polizia e dirigenti della Lega Calcio, intento ad intavolare una trattativa sull’ipotesi di rinvio del match, direttamente con il capo della tifoseria partenopea. Un personaggio chiamato Gennaro “A’ Carogna” che per farsi notare ha avuto l’inaccettabile idea di indossare una maglietta con la scritta “Speziale libero”, con chiaro riferimento al tifoso catanese condannato in via definitiva per l’omicidio del commissario Raciti, avvenuto qualche anno fa in occasione di un Catania oakley sunglasses sale – Palermo. E ancora più vergognoso è stato sentire gli oltre 30.000 tifosi napoletani fischiare in maniera decisamente fragorosa l’inno di Mameli, cantato con non poca difficoltà da un’imbarazzata Alessandra Amoroso. Il tutto sotto gli occhi, tra gli altri, del commissario della nazionale Cesare Prandelli e del premier Matteo Renzi. Chissà se adesso ai supporters partenopei sarà riservato il medesimo trattamento riservato alle altre tifoserie oppure la loro disgustosa sceneggiata sarà ray ban sunglasses sale magari “etichettata” come semplice goliardia. E pensare che il giorno prima Papa Francesco, nel nfl jerseys china ricevere le due società composte da dirigenti e giocatori, aveva esortato tutti a non dimenticare mai l’importante esempio di vita che il calcio inteso come sport dovrebbe rappresentare. Caparezza cantava anni fa “siamo fuori dal tunnel”, invece qui la fine del nostro tunnel sembra decisamente ancora lontana… Dimenticavo, per la cronaca la partita, iniziata con ben quarantacinque minuti di ritardo, è stata vinta con il punteggio di tre reti a uno dal Napoli – quinta coppa Italia della sua storia – con doppietta di Insigne e rete di Maerteens mentre per la viola ha segnato Vargas. Ma di questo, ormai, poco importa davvero….

Enrico Brigi
twitter @enrico_brigi

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