La volgarità dello youtuber

Natale é passato e con esso l’obbligo morale di essere più buoni. Eviteremo, così, eufemismi al marzapane e soavi panegirici per andare dritti al punto.

Un commento nel web dopo Chievo-Inter ci ha ispirato un premio: il Leone d’Oro all’Immondizia Digitale. Proprio sul filo di lana, per il 2018 abbiamo individuato un campione assoluto. Si tratta di uno youtuber che, con un suo video in cui “analizza” la gara in questione, è riuscito a totalizzare più visualizzazioni della foto di Sergio Pellissier esultante.

“L’opinionista irriverente”

Si chiama Luca Mastrangelo e l’eventuale concorrenza  l’ha sbaragliata grazie all’ultima performance. Il sobrio titolo lo presenta meglio di qualsiasi altra introduzione: «Chievo-Inter 1-1. Appena il Chievo retrocede mi sego davanti a Giulietta!». Potremmo già chiudere qui per farci un’idea di un personaggio la cui fama (sic!) è cresciuta nel corso degli ultimi anni, di pari passo con la propria volgarità gratuita spacciata per comicità. Fino al punto di guadagnarsi il ruolo di ospite fisso alla trasmissione Cartellino giallo di TeleRomagna.

Per quanto sia divertente il pacchiano e il seriosetto che inconsapevolmente si tramutano in trash e grottesco, il nostro ideale di umorismo resta quello da manuale. Ovvero la capacità intelligente e sottile di rilevare e rappresentare l’aspetto comico della realtà. Tra le varie autodefinizioni sui suoi profili digitali, Mastrangelo si proclama uno dei più irriverenti opinionisti del mondo social. Per quanto si viva in un’epoca dominata dal relativismo, che Luttazzi, Crozza e Guzzanti si trovino catalogati nella stessa categoria dello youtuber di cui sopra è il segnale che qualcosa non quadra.

Il Martellone romagnolo

Oltre 100.000 le visualizzazioni per il post dello youtuber in cui invita a non comprare il pandoro Paluani in quanto «fa vomitare» e promette di masturbarsi davanti a Giulietta in caso di retrocessione del Chievo di Sergio Pellissier

Da qualche anno Mastrangelo produce video amatoriali in cui, da una stanzetta e con un iPhone, “commenta” a ruota libera i risultati delle partite, di solito dell’Inter. Senza scomodare Aldo Grasso, le modalità espressive che utilizza ricordano quelle che, qualche anno prima, i registi della serie tv Boris hanno magistralmente anticipato attraverso il personaggio immaginario di Nando Martellone.

La macchietta rappresentava la spirito della nostra epoca. Lo stereotipo di una trivialità inconsapevole per limiti culturali, declinata attraverso uno pseudo-comico che però diventa imprevedibilmente popolare grazie a una narrazione che nulla ha a che fare con l’arte, l’umorismo o l’ironia ma in grado di esprimersi unicamente tramite volgarità assortite.

Maleducazione al potere

Non ce ne voglia il protagonista del video e sappia che non è questione di Chievo, Inter, Forlì o Manchester United. Pensare di strappare una risata o spacciare come comicità lo spaccare sedie e piatti davanti al video ma soprattutto infarcire la propria dialettica unicamente di insulti assortiti, parolacce e bestemmie, dovrebbe far riflettere quanto il fatto che ci sia qualcuno che lo trovi divertente.

Se poi il “nostro” si crede ironico e irriverente invitando a boicottare e non mangiare una certa marca di pandoro collegata al Chievo sostenendo che «fa vomitare», così tanto per far ridere, sarà eventualmente un problema per il suo avvocato.

Giudicate voi

Altro segno dei tempi è riuscire a far apparire raffinati giganti della comicità Alvaro Vitali e l’immortale Bombolo, se non Leone Di Lernia e alcuni personaggi dello Zoo di 105. Così come penosa più che irriverente è la promessa della masturbazione (in fondo, chi s’accontenta gode) da espletare sul celebre personaggio femminile creato dal drammaturgo più geniale al mondo. Come avrebbe detto il Professor Pazzaglia, il livello è basso. Sottozero.

Come in una sorta di catarsi, con l’intento di sbeffeggiare la città di Verona, lo youtuber cafonal ha inconsapevolmente dileggiato William Shakespeare, caposaldo della letteratura mondiale. Per questo va, in fondo, “premiato”. Se avete dubbi, nonostante si faccia il suo gioco, come avrebbero detto a TelePiù, cliccate qui e giudicate voi.

 

 

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Paolo Sacchi

Nato a Genova, ha scoperto quasi subito che le Scienze Politiche non facevano per lui. Viaggiatore e calciofilo, già ufficio stampa, come giornalista collabora con diverse testate cartacee, web e radiofoniche e da anni racconta dal vivo in diretta alla radio le partite del ChievoVerona. Esperto di turismo e di sport britannici, è felice di dover rifare spesso il suo bagaglio a mano.

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