“Quanto sono bigotti sti veronesi…”

Chiariamo subito una cosa. Il prossimo anno, quella mostra sul pro vita, magari evitiamola. Piuttosto organizziamo un bel dibattito tra le due posizioni, così gli studenti possono farsela autonomamente un’opinione.

Detto ciò, resta da leggere l’articolo pubblicato da “L’Espresso” sull’istituto “L. Dal Cero” di San Bonifacio, che da un mese e mezzo circa ospita l’esposizione. Pezzo subito ripreso da molte altre testate, prima fra tutte anche la neonata “Open” di Mentana, facendo ovviamente il giro dei social.

I pannelli in mostra ("L'Espresso")

La dirigente scolastica, la dottoressa  Silvana Sartori, contattata in mattinata, non ha voluto andare troppo oltre le spiegazioni già date alla stampa. «Per non voler alimentare ancora di più la polemica», ha confidato. Il fatto di ospitare pure mostre di tutt’altro tenore, che quella del Movimento per la Vita si ripete già da anni senza polemiche e l’aver collegato un premio che porta i ragazzi in gita a Strasburgo sono le ragioni addotte dalla preside. Un po’ deboline se messe alla prova della gogna mediatica e degli insulti sui social.

Su una cosa però la dottoressa Sartori ha senz’altro ragione: senza il clamore suscitato dal Congresso Mondiale delle Famiglie quell’articolo non sarebbe mai stato fatto. Concordo. Proprio per questo, mi permetto di andarci io, un po’ oltre.

Vivisezionare un pezzo scritto da un collega, fra l’altro nettamente più autorevole del sottoscritto, non è mai bello. Però certe volte tocca farlo. Per amore della professione, diciamo. E perché ne ho francamente piene le gonadi di veder dipingere Verona e la sua provincia solamente come un feudo di oscurantismo popolato da bigotti trogloditi. Di questi ultimi ne abbiamo eh, ma c’è anche molto altro da raccontare.

 L'istituto L. Dal Cero

Con un resoconto così dettagliato sul contenuto dei vari cartelli esposti e la carrellata di numeri sulle associazioni pro vita, senza minimamente tratteggiare lo sfondo su cui la vicenda si snoda, l’articolo de “L’Espresso” sembra proprio tagliato su misura per portare avanti la narrazione della Verona medioevale e cattofascista. Per carità, un’opinione rispettabilissima (e spesso ci mettiamo pure del nostro per confermarla), solo che da una testata nazionale credo sarebbe giusto aspettarsi anche un minimo di approfondimento in più.

Non fosse altro che per inquadrare la realtà sotto più punti di vista.

Si scoprirebbe allora che l’istituto in questione non è l’antro di Torquemada, ma una realtà tra le più attive del suo territorio. Con progetti meritori legati sia alle tecnologie applicate che all’alternanza scuola-lavoro. E che qualche mese fa uno di questi progetti, una ricerca storica condotta da alunni e professori, è stata premiata al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Altri pannelli in mostra (L'Espresso)

Così come citare solamente il risultato fatto dalla Lega a San Bonifacio alle politiche del 2018 non è certo la fotografia più completa di un comune in cui il sindaco, eletto nel 2014, è in quota PD. Un primo cittadino che alle elezioni del prossimo maggio, anche a causa di litigi e scissioni interne alla sezione locale del Carroccio, ha più che buone possibilità di essere rieletto.

Sul discorso della circolare mandata alle classi preferisco non entrare, ho ancora in mente l’interesse con cui venivano lette e ascoltate nei miei lontani (sic) tempi del liceo.

Questo pezzo non vuole essere una difesa d’ufficio di nessuno. Né punta a creare un’opinione sul pro vita, ruolo della scuola o altro.

È semplicemente un auspicio per il futuro. Di un’informazione che non si limiti a blandire una delle opposte tifoserie. Di poter raccontare anche quanto di bello e valido il nostro territorio è in grado di esprimere. Ne abbiamo un gran bisogno, tanto poi tra cracker in mensa e schifezze simili ad affossarci siamo tremendamente bravi anche da soli.

Bonus track: Per il sottoscritto il Congresso delle Famiglie è stato simile a quelle convention di fan accaniti di Star Trek, dove la gente si presenta in costume e parla lingue strane. Tipo uomo fumetto dei Simpson. Immaginate quindi la fatica fatta per scrivere sto pezzo.

   Rara immagine del pubblico al Congresso delle Famiglie (Treknews.net)
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