Re-inventare le pratiche politiche fuori dalle istituzioni

Nel mondo, secondo i dati dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite (Unhcr) 68,5 milioni di persone sono costrette a fuggire dal proprio Paese e di queste 25,4 milioni sono rifugiati. Per questo motivo, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Onu) ha deciso di celebrare il 20 giugno la Giornata mondiale del rifugiato. A Verona, per il quarto anno consecutivo, il gruppo di volontari veronesi One Bridge To Idomeni ha organizzato una giornata-serata d’incontro. Si tratta di un’associazione nata con l’intento di creare un ponte di aiuti innanzitutto verso Idomeni – un campo profughi non governativo formatosi al confine tra la Grecia e la Macedonia nel 2016 – e poi lungo la Rotta Balcanica e ora a Chios in Grecia.

La giornata, che si è svolta a Forte Sofia, ha cercato di portare al numeroso pubblico, all’incirca 500 tesserati, il racconto di come le pratiche politiche vengano attuate, attraverso la passione, l’attivismo e la determinazione, anche, e soprattutto, fuori dalle istituzioni. È l’esempio lampante di Elly Schlein, ex europarlamentare nella foto di copertina, che è stata ospite proprio per raccontare la sua esperienza, per mostare i punti critici della politica europea sull’immigrazione, per raccontare del suo lavoro all’interno del Parlamento europeo per cambiare il regolamento di Dublino e per condividere il suo attivismo al fianco di tantissime realtà italiane e non. Si è parlato quindi, ovviamente, di Unione europea, un’unione che è «uno strumento fondamentale» ha affermato Elly Schlein «da cambiare, certo» ha aggiunto, ma necessaria per affrontare le sfide future.

Di gran supporto alla giornata sono state le molteplici associazioni del territorio che si sono presentate per condividere valori e obiettivi, tra queste il Pink Refugees, Amnesty International, La Ronda della Carità, veronetta129 con gli striscioni “Siamo tutti esposti” a colorare le pareti del forte austriaco, Per cambiare l’ordine delle cose e Osservatorio migranti. La serata è proseguita con la performance di “Cibo”, street artist che porta avanti un progetto per combattere l’odio, con deliziosi disegni, cercando di cancellarlo dalle mura. Sono state infine le note dei C+C=Maxigross, con The busters crew e dj Eazy & Godspower di Stregoni network Verona ad allietare l’incontro che è proseguito tra scambi di idee sulla giornata.

Un momento molto importante, di piena solidarietà e sensibilità per una tematica oggi troppo sottovalutata e che porta avanti una narrativa fuorviante, inesatta e da correggere, anche attraverso giornate di questo tipo. È impegnativo battersi per una società unita, coesa e solidale ma è l’unica soluzione per contrastare il clima d’odio che aleggia anche nella nostra città. Ma la bella Verona c’è, era al Forte Sofia ed è ogni giorno attiva in città anche se si fa fatica a parlare delle buone azioni quotidiane.

One Bridge To Idomeni è riuscita a pieni voti nell’organizzazione di questo momento di incontro per spingere tutte le realtà veronesi, da grandi a piccole associazioni, verso un unico obiettivo: quello della piena solidarietà fra esseri umani. Una giornata delicata, una location suggestiva, un’ospite d’eccezione e tanta voglia di condividere.

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Martina Minoletti

Classe 1995. Martina, ma preferisco Marti. Femminista. Ambientalista. Attivista per i diritti umani di tutt*. Aspirante giornalista/reporter. Un po’ svizzera, un po’ italiana ma ora vivo a Bruxelles. Laureata in lettere a Friburgo. Iscritta all’ultimo anno di magistrale a Verona in Editoria e Giornalismo. Amo leggere, viaggiare, passeggiare, scrivere, ridere e il mio cane, Pepe.

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